Quest'anno la città Ciociara combatte la fobia del famigerato virus che in questi mesi ci sta frenando dall’esplorare la nostra splendida Regione, con una giornata di porte aperte al Museo! Questo fine settimana il Comune di Anagni apre il suo Museo della Cattedrale di Anagni, con ingresso gratuito a chiunque voglia visitare le sue bellezze storiche. L’obiettivo? Quello di promuovere l’arte, la cultura e combattere l’ansia di questi giorni, incentivando turisti e soprattutto cittadini a conoscere il proprio paese attraverso i reperti e le testimonianze contenute in questo splendido museo, uno dei più importanti e ricchi della Provincia di Frosinone. Diamo uno schiaffo alla paura, questo fine settimana, anche in vista della festa della Donna, regaliamoci una giornata di cultura e divertimento in uno dei borghi più antichi della Ciociaria. Dopo il museo, si va alla scoperta del centro storico e dei suoi siti senza tempo, dall’incantevole Casa Barnekow alla Cripta di Anagni con il suo pavimento Cosmatesco, e perchè no, pranzare in un ristorantino del centro storico con un bel bicchiere di Cesanese del Piglio DOCG.

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Il museo d'arte contemporanea Antonio Cannata di Militello Val di Catania è stato inaugurato nel 1985 ed è una raccolta di oltre 100 opere d'arte.

Antonio Cannata è originario di Militello Val di Catania ed è un pittore contemporaneo (1945) di grande levatura.

È uno dei più importanti rappresentanti dell'Arte Caosmica, un modo per esprimere la contemplazione e il sentimento più profondo della vita che cambia fluidamente di stato.

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Montefiascone. Museo dell’architettura di Antonio da Sangallo il Giovane

Il museo si trova all’interno della rocca nel punto più alto di Montefiascone ed è dedicato al grande architetto rinascimentale Antonio Sangallo il giovane che ha lavorato a lungo in questa zona. Nelle sale a piano terra sono ospitate molte ricostruzioni in legno delle migliori realizzazioni dell’architetto.
Queste ricostruzioni richiamano il primo lavoro del grande architetto che veniva da una famiglia di artisti e lavoratori del legno. Antonio Sangallo è famoso soprattutto per l’architettura militare e le fortificazioni che gli sono state commissionate da grandi papi come la Cittadella di Ancona, Forte Michelangelo di Civitavecchia, la Rocca Paolina di Perugia, la Fortezza da Basso di Firenze e anche famoso per il Pozzo di San Patrizio ad Orvieto.
Fra le curiosità del museo, ci sono le monete della zecca di Castro che aveva ideato proprio Sangallo.
 

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Sermoneta. Museo Galleria White

La Galleria White si trova all’interno della Abbazia di Valvisciolo a Sermoneta, nella sala del refettorio che si affaccia sul chiostro interno, ed è nata da un lascito del sig. Guglielmo Guidi.

La galleria è dedicata all’abate irlandese Stanislao White (1839 - 1911) che ha fatto rinascere l’abbazia finanziando molte opere di restauro.

Le opere esposte comprendono molte incisioni e disegni del XVI - XIX secolo di grandi artisti come Leonardo da Vinci, Albrecht Dürer, Rembrandt, Canaletto, Giovan Battista Piranesi, Francisco Goya, Honorè Daumier.

Tra i disegni originali si segnalano le sanguigne di Francesco Curti e Luca Giordano e la matita di Vincenzo Camuccini.

Il museo è poi arricchito da una tela del Pomarancio (1590 circa) che rappresenta una Deposizione e dal ritratto dell’abate White realizzato da Aurelio Mariani nel 1902.

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Il Museo Diocesano di Sermoneta contiene dipinti e le suppellettili sacri che provengono da chiese locali non più in uso ed è diviso in due sale: la prima è la Cappella dei Re Magi mentre la seconda è l’Oratorio della Confraternita dei Battenti costruito nel 1499.

Nella prima sala, tra le altre tele si trova la famosa pala di “San Michele Arcangelo che abbatte il demonio” di Francesco da Castello, che risale al 1590 e la tavola con “L’incoronazione della Vergine” di Girolamo Siciolante realizzata nel 1570.

Nell’oratorio dei Battenti si possono vedere ancora tre flagelli originali e numerosi affreschi che descrivono le diverse torture a cui si sottoponevano i membri della confraternita. Forse gli affreschi sono stati fatti intorno al 1625 da Alessandro Melelli.

In ogni caso gli affreschi sono stati restaurati e modificati nel 1770 da Domenico Fiorentini.

Nella sala, oltre alle due tele” Madonna con Bambino e Santi” di Odoardo Vicinelli del XVIII secolo e “La Madonna del Rosario e i santi” di Giovanni Domenico Fiorentini, è possibile ammirare anche alcuni oggetti sacri d’arredamento come calici e reliquiari e una veste in damasco di seta e cotone blu.

Uno dei pezzi importanti della collezione sono due libri liturgici del XV secolo con pagine in pergamena e legatura in cuoio, bronzo e pietre dure.

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