Albero-Australia-1-1-1024x768.jpg

Era passato circa un giorno prima di Natale quando l'inferno ha visitato la nostra casa e le foreste intorno a Hill Top. 

‘Hell hath no fury like a woman scorned’ (l'inferno non ha tanta furia quanto una donna tradita) dice un proverbio inglese, ed era Madre Terra che era stata disprezzata e bruciata dai fuochi dell'inferno.

Tutt'intorno, il cielo era solo nero e rosso, nessun sole splendeva attraverso il denso fumo che sembrava il nostro baldacchino. Le fiamme raggiungevano gli alberi più alti e saltavano da una pianta ad un’altra quando siamo stati costretti ad abbandonare la nostra casa nel bosco per cercare sicurezza a diversi chilometri di distanza nella locale caserma dei pompieri.

Anche qui le nostre vite erano in grave pericolo poiché rimaneva così poca acqua per proteggere i circa 20 abitanti del posto che cercavano la salvezza da Lucifero, pregando di essere salvati dall'essere bolliti o cotti vivi.

Siamo stati più che un po’ fortunati e pochi giorni dopo ci è stato permesso di vedere i resti del nostro bosco, un bosco ora senza foglie. Un'armata annerita di lance in piedi nella morte silenziosa. Dove una volta c'era stata una foresta verdeggiante, una copertura di foglie di gomma e un pavimento di cespugli, ora c’era una terra annerita colpita dal sole che splendeva e non si poteva vedere o sentire un uccello.

La nostra casa è stata miracolosamente salvata da squadre di vigili del fuoco che sono state in piedi come un esercito di fronte alle fiamme con solo le sole armi dei tubi. Ma a una ventina di metri di distanza, il garage e il capannone sono stati fatti a pezzi, le strutture d'acciaio e di ferro ondulato contorte e strappate dai pugni dilaganti di fiamme che non rispettavano nulla ma il loro inferno. 

Non è rimasto nulla di infiammabile. Niente ha resistito a questo incendio.

Eppure le nostre preghiere per spegnere le fiamme alla fine sono state esaudite quando dopo più di un mese della furia del fuoco si sono aperti i cieli e per giorni è caduta la pioggia, lavando via le scorie, il fumo e la polvere.

E ora sono passati due mesi da quei giorni di distruzione. Cosa vediamo? Si è verificato un miracolo. 

Dagli alti tronchi anneriti e piccoli cespugli stanno nascendo una miriade di germogli verdi freschi.

La vita è tornata dove sembrava che nulla potesse mai più vivere.

Da terra compaiono nuovi germogli ovunque mentre i semi che sono scoppiati dalle fiamme sono nutriti nel terreno sabbioso che ha accolto la forza vitale dalle piogge. Attendiamo ora di sentire i richiami degli uccelli nativi e il fruscio degli animali che popolano questo cimitero vivente.

Sì, la vita nasce eterna dall'inferno nelle foreste naturali di eucalipti dell'Australia.

powered by social2s
Il miglior gelato del mondo a Sydney

Ci sono centinaia, se non più, gelaterie in tutto il mondo che creano una infinità di colori, texture e sensazioni di gusto con un singolo gusto, o due o tre, serviti in coni o in coppette e accompagnati a scelta da succhi di frutta, frullati o creazioni uniche di baristi.

Ogni città sembra avere almeno un esperto artigiano gelatiere e fiumi di gelato scorrono attraverso le porte di queste gelaterie. Sono tutte sistemate con una caratteristica unica che porta il fanatico appassionato di gelato ad esaminare le loro creazioni.

Un valutatore potenzialmente qualitativo della qualità del gelato e del suo servizio è il campionato mondiale in Italia.

Indubbiamente, l'Italia non è solo la ‘casa di Gelato’, ma anche il principe della sua creazione, in modo che i turisti che si affacciano sulle famose gelaterie paghino la loro ‘tassa di successo’ per gustare le ultime sensazioni di gelato.

Ma per la sensazione massima bisogna cercare il campione del mondo, e stasera ne abbiamo trovato uno. E’ il vincitore dei campionati del 2014 a Rimini, sulla costa adriatica dell'Italia. Il vincitore fra la moltitudine di concorrenti italiani e internazionali era una gelateria con il curioso nome di ‘Cow and the Moon' (Mucca e la luna).

Sì, abbiamo trovato la Cow and the Moon in un tipico angolo fra una strada principale e una strada laterale in una zona cosmopolita. Nel locale ci sono continui flussi di gente locale e di turisti che pagano la loro ‘tassa’ per il piacere di assaggiare i gelati vincenti.

Ma cosa era inusuale in questa esperienza? La Mucca e la Luna si trova all'angolo di Enmore Road a Enmore e nel sobborgo interno di Sydney - AUSTRALIA!!!

Il gelato era meraviglioso. Il sorbetto ai Frutti della Passione mescolato accanto a Cherrymania ha vinto il mio voto contro le varietà al caramello e  noci di cioccolato. Ma credo che ritornerò!

powered by social2s
Un Australia Day nella Baia di Sydney

Per me non c’è posto migliore di essere a Camp Cove, una spiaggia vicino l’ingresso Sud della baia di Sydney durante l’ Australia Day.

Eppure, andiamo lentamente, forse possiamo avere un pranzo presto sotto un ombrello al sole e poi una passeggiata intorno al Capo Sud nel sole di mezza estate di una città meravigliosa.

Alcuni potrebbero obiettare e vedere altre baie del mondo attraverso occhiali colorati di rosa, ma quando la realtà arriva, per la gioia dei Sydneyani siamo nella più bella baia del mondo. E tutti possono condividerla stando vicino al porto, sui numerosi parchi pubblici, spiagge che costeggiano il porto o addirittura unendosi alla folla di barche a vela e yacht che competono per la brezza sull’acqua. Molti si trovano su un ‘Manly Ferry’ che attraversa il porto dalla Opera House al Circular Quay a Manly dove c’è una magnifica spiaggia di surf.

Scelgo di prendere il primo autobus da Circular Quay a Watson Bay, mentre altri prendono il taxi d’acqua un po’ più costoso da Circular Quay. È necessario arrivare prima di mezzogiorno per gustare il miglior pesce di ciò che il mondo può offrire. Sulla spiaggia dietro l’Hotel Watson Bay (si trova un’ottima birra) c’è Doyle, il ristorante di fama mondiale.

Se si arriva presto come me, si può scegliere un tavolo fuori e gustare la vista fino all’Opera House. Selezionano pesce fresco e ostriche dal mercato del pesce la mattina. Non c’è bisogno di selezionare un pesce esotico, catturato migliaia di miglia di distanza, congelato e trasportato, il pesce locale, alla griglia o fritto in pastella di birra non ha pari. Si può chiedere al cameriere di selezionare il giusto vino bianco, o di avere una birra locale.

Dopo il bel pasto dedicato all’Australia Day, è il momento di esplorare le vicinanze e di salire su una passerella lungo la spiaggia e arrivare a Camp Cove. Su una collinetta erbosa c’è un piccolo ceppo che commemora il posto dove i ‘britannici’ sono sbarcati quando si ‘stabilirono’ Australia, il 26 gennaio 1788.

Gli aborigeni locali devono essere stati confusi dai maleodoranti britannici che arrivarono con poche barche e rivendicarono il territorio per l’Inghilterra. Sembra che era fosse una prima gara di barche a lunga distanza fra l’Inghilterra e la Francia che erano in competizione per ‘rubare’ la terra dagli aborigeni che vivevano lì da oltre 50.000 anni.

Gli aborigeni avevano già visto i cinesi arrivare e partire nel 11° secolo, poi i portoghesi e gli olandesi circa sei secoli più tardi (anche se gli avventurieri non sono riusciti ad arrivare alla costa orientale).

Sì, l’Australia è stata occupata nel 1788, non è un a’Terra di Nessuno’ come fu poi affermato, e ci sono voluti più di 200 anni per ‘uomo bianco’ per accettare alcuni dei diritti “naturali” degli abitanti originari. Si può solo supporre che l’insediamento inglese non sia stato di grande importanza per l’impero dalla ‘grandezza’ del cippo memoriale e dal fatto che la maggior parte dei primi coloni erano detenuti inviati per alleggerire le sovraffollate carceri di Londra.

La natura, comunque, è veramente grande e Camp Cove è la migliore spiaggia accanto al porto di Sydney, normalmente affollata da un mix di famiglie, gruppi di amici e giovani corpi abbronzati vestiti con poco più di un tanga. L’acqua è cristallina e la gente è amichevole. Ci sono cose peggiori che godere del mare rinfrescante guardando la città in lontananza.

Dalla fine del nord di Camp Cove, è possibile seguire un percorso in cemento fino a Capo Sud, all’ingresso della baia. Si possono notare centinaia di brutti ragni e magnifiche ragnatele filate fra gli alberi accanto al percorso, se non li molestate non ci saranno ritorsioni. Dopo pochi minuti a piedi si arriva ad una piccola spiaggia di sabbia densamente popolata bene (nota come Lady Bay o Lady Jane), la prima e più famosa di Sydney dove l’abbigliamento è facoltativo.

Ci sono panchine disseminate lungo il percorso a Capo Sud, dove è possibile sedersi e prendere il sole, guardare le barche a vela e le regate senza sognare il paradiso perché ci siete dentro.

La vita non potrebbe essere migliore: questo è il modo di vivere dei Sydneyiani durante l’ Australia Day.

powered by social2s
stuart pianoforti a coda
Nuove esperienze musicali con i pianoforti a coda Stuart Grand Piano

Wayne Stuart è un fiero australiano che ha portato la più incredibile rivoluzione nella realizzazione di Gran Piano.

E’ il designer e il creatore degli Stuart Grand Piano, strumenti che aggiungono una ulteriore dimensione emozionale ai tradizionali marchi, come Steinway e Yamaha, aumentando la gamma delle ottave. Il suo marchio è Stuart & Sons.

Wayne Stuart è un uomo elegante dagli anni incerti con la barba grigia, come ci si aspetterebbe da un nativo di Terra di Van Diemen, infatti è un Taswegian dalla Tasmania. Wayne è arrivato in terraferma e ha passato la sua vita e la sua imprese in una fattoria di 13,5 acri, appena ad est del palindromo Tumut.

Si trova vicino uno dei rami del gigantesco schema fluviale delle Snowy Mountains, nella parte meridionale del New South Wales, ed è attraversata dal fiume Tumut. Da qualsiasi parte si entri in città, da ovest o da est, guardando in avanti o indietro, è sempre e ancora Tumut, che ora ha anche una nuova icona.

Ho avuto la fortuna di incontrare Wayne in compagnia di uno dei suoi capolavori in un concerto presso le Gallerie Peter Crisp, circa 90 minuti a nord di Tumut. Abbiamo trascorso del tempo chiacchierando, di piccole aziende agricole e dei terreno buoni, prima di chiedergli di raccontarmi la sua storia. Ha cominciato col dirmi che è una progenie di Gough Whitlam, quel gigante d’uomo e il ‘rivitalizzatore’ della politica australiana nei pochi anni in cui è stato primo ministro a metà degli anni '70.

A Wayne è stato concesso un finanziamento nel 1976 per trascorrere un anno in Giappone per migliorare la sua abilità nel commercio dei pianoforti a coda. Successivamente ha avuto una ulteriore esperienza internazionale in Europa, prima di decidere di aggiungere il suo spirito e l'esperienza artigianale alla progettazione di pianoforti a coda in Australia. Inizia così la fabbricazione degli Stuart Grand Piano oltre 20 anni fa.

Wayne Stuart produce qualcosa di unico fra i pianoforti a coda, così come anche aggiunge un tocco ironico. Su ogni pianoforte a coda Stuart è riportato il nome del produttore, Stuart & Sons, seguito dal resto del marchio - 'Terra Australis’.

Si lamenta che i grandi compositori per pianoforte sono stati limitati da Steinway e dagli altri all’ambito di 88 tasti (gamma di frequenza) perdendo la possibilità di sperimentare nuove vaste gamme di composizione. La risposta ovvia a questo enigma è stata quella di estendere la gamma con 102 tasti. Questo è stato possibile grazie alla collaborazione con i produttori di acciaio armonico che hanno prodotto un filo di acciaio al carbonio super forte.

Il mio obiettivo è quello di condividere i miei sentimenti e non quello di dare un trattato di ingegneria. Vorrei semplicemente incoraggiare gli amanti della musica per pianoforte a provare uno dei 55 pianoforti a coda Stuart prodotti finora e di ammirare la qualità del suono e la gamma dinamica dello strumento.

Ho chiesto a Wayne quale legno ha usato per la cassa armonica. Non sono sicuro che mi abbia dato una risposta diretta (ma la risposta è abete rosso), perchè subito mi ha iniziato a parlare entusiasta dei pianoforti del futuro realizzati con materiali diversi dal legno, di casse armoniche che creano suoni sferici e del ruolo dei compositi nella struttura.

Mi ha ricordato i miei molti anni passati nello sviluppo di dispositivi sonar subacquei che utilizzano proprio questi tipi di materiali, che pur offrendo soluzioni per la difesa offrono proposte ‘Stradivariane' per la creazione di strumenti musicali a corde.

E’ stato un emozionante pomeriggio di novembre, quando Peter Crisp Gallerie ha ospitato una performance del 3° Concerto per pianoforte di Rachmaninoff con due pianoforti a coda. Uno Stuart in un angolo del fienile e un Yamaha molto più piccolo nella direzione opposta: la musica ha riempito i cieli.

powered by social2s
Sculpture by the sea 2016
Torna con sorpresa la mostra Sculpture by the Sea a Sydney

Da 20 anni le ‘Sculpture by the Sea’ di Sydney (Australia) ogni primavera abbelliscono le passeggiate costiere, i parchi e le spiagge a Sud di Bondi Beach e di Tamarama, una zona panoramica di grande bellezza naturale.

In piedi sopra il Bondi Icebergs Club e guardando a nord oltre la piscina-oceano, si gode del perfetto panorama di Bondi, probabilmente la spiaggia più famosa del mondo. Eppure quest'anno, agli inizi di ottobre, la spiaggia era deserta e il grande 'set' è finito a rotolarsi nella sabbia.

Onde alte fino a 10 metri si sono infrante sulla costa e un mare bianco ha riempito la baia. La passeggiata lungo la costa è stata chiusa a sud di Bondi quando i cavalloni hanno cancellato il percorso. A Tamarama la spiaggia era stata travolta e numerose sculture non erano più in piedi. Sono sopravvissute alle onde le opere in metallo montate in modo sicuro sulle rocce, pur essendo state intrise dagli spruzzi del mare.

Sculpture by the Sea” attrae con le sue circa 100 opere realizzate dai principali scultori provenienti da tutto il mondo, soprattutto dall’Australia, Asia orientale ed Europa. La mostra è gratuita ed ha rivitalizzato l'interesse dei ‘Sydneyani’ nella scultura e nell'ambiente ed è stata un catalizzatore dell’aumento delle sculture nei parchi pubblici in tutta la città.

Quest'anno ha celebrato il lavoro di Inge Kim An scomparso a 100 anni solo pochi mesi prima. Due dei suoi lavori, 'Link III' 'Celestial Rings I' sono state esposte a picco davanti al mare turbolento.

Le opere hanno tutte un elemento di ispirazione e la maggior parte può essere pienamente apprezzata solo visitando la mostra, e a piedi lungo la passeggiata dall’Iceberg Club a Tamarama. Permettetemi di ricordare alcuni lavori che hanno catturato la mia attenzione.

La prima scultura sulla quale mi sono imbattuto fuori dall’Iceberg Club è stata la 'Borsa da Viaggio' di Yumin Jing dalla Cina che si spiccava su roccia con le onde e la schiuma poco oltre. Un grande sacchetto aperto in acciaio inox con fiori ed erba che spuntano dalla parte superiore aperta.

Pochi passi più avanti sul sentiero, il visitatore si trova davanti ad un collage di rifiuti di plastica su una rete colorata di Ian Swift, l'artista, che li ha disposti in modo da coprire la roccia accanto alla passeggiata. Lo ha chiamato 'Detritus Parasitus'.

Poco oltre, nel parco, ci siamo imbattuti in un approccio ancora più grottesco alla 'spazzatura' con un grande pala meccanica con la benna piena di spazzatura e di lattine di plastica. Sean Cordeiro e Claire Healy hanno chiamato questo lavoro 'After Party'.

Le altre opere che hanno afferrato la mia attenzione si trovavano nel parco protetto dal mare. C'era un vistoso cervello stilizzato di colore rosa che, ad una osservazione più attenta, è un divano che doveva essere visto da vicino per essere riconosciuto.

Sono stato affascinato da 'The Message', una disposizione stile Stonehenge di zeri e di uno (1,1,0,0,1,0,1,0,1,0), realizzato in acciaio pre-arrugginito. Solo la cifra iniziale non è stato comunicata ai ‘decifratori disperati’ di Marcus Tatton.

Un'altra sfida intellettuale è stata ‘Infrastructure 5', due estremità di una nave di blocchi di piccole dimensioni di sequoia. La nave era spaccata e stava affondando sotto la collinetta erbosa mentre la prua sembrava la rinascita o città medievale e una città moderna si trova nella poppa. Interpretazione è stata una sfida complessa.

Infine, vicino all'uscita dal parco ho trovato un'altra opera con un elemento di interrogativo dal titolo 'Ooroo' (australiano per 'Arrivederci'), di Richard Tipping.

L’opera comprende due grandi segnali di pericolo lungo la strada, il primo segno 'canguro' con il canguro tagliato e la parola Ooroo (che credo significhi che il 'roo' è andato), mentre il secondo segno comprende il canguro che era stato tagliato fuori. OOROO !!!

Sculpture by the Sea è un altro motivo per allungare la visita a Sydney, la città più bella del mondo ogni primavera e forse il prossimo anno ci sarà di nuovo una piccola inondazione.

powered by social2s
Nike Borghese Giubileo Australiano
Le celebrazioni australiane per il giubileo di Papa Francesco

Il Giubileo Australiano ha un suo proprio spirito e verso la fine dell'Anno della Misericordia si celebra in modo speciale con tre dei suoi migliori artisti: Nike Borghese, Kevin Brophy e George Palmer.

La performance, chiamata 'Faces of Mercy ", si è tenuta a Sydney il 23 ottobre e sarà a Roma nel mese di novembre, presso l'Australian House direttamente nel cuore della cristianità.

I ‘Volti della Misericordia’ è una performance che risponde alla chiamata di Papa Francesco di 'annunciare la misericordia di Dio come il cuore pulsante del Vangelo' e che per questo ha proclamato un giubileo straordinario per 'guardare con più attenzione alla misericordia'. Le parole del Papa:

Se apriamo i nostri cuori a quelli ai margini della società, allora possiamo vedere quante sono le ferite sulla carne di coloro che non hanno voce perché il loro grido è soffocata dall'indifferenza dei ricchi.

La grande novità di questo Giubileo è il fatto che ogni chiesa può festeggiare il proprio anno di misericordia e questo ha portato meno pellegrini a Roma ma più attività in tutto il mondo. Questo è il motivo per cui anche l'Australia, dove la fede cattolica non è dominante e la distanza dal Vaticano è di diverse migliaia di chilometri sulla terra e sul mare, ha progettato la propria festa nella Cattedrale di St Mary a Sydney.

John McCarthy, il precedente ambasciatore australiano presso la Santa Sede, ha concepito lavoro artistico basato su un dipinto originale, la poesia e una composizione musicale. Voleva riflettere l'attuale spirito dell’Australia, un paese in cui l'arte è nella sua età dell'oro e molti artisti sono arrivati sulla scena internazionale. John ha scelto artisti di talento tra i suoi collegamenti fra Australia e in Italia.

La performance ha coinvolto tutti i sensi del pubblico attraverso una combinazione di immagini, suoni e parole ispirate. Per creare il trittico che ‘imposta la scena', ha invitato la principessa Nike Arrighi Borghese di Artena, che è cresciuta ed educata a Sydney. Nike indaga a fondo il tema del comportamento umano, dalla disperazione alla misericordia fino all'amore, in un grande quadro suddiviso in tre parti con un dominante blu intenso che guida il visitatore verso la Gioia.

Il poeta Kevin Brophy ha scritto il 'libretto', una raccolta di sue poesie, di preghiere di Papa Francesco e il Salmo 69.
George Palmer ha trasformato queste immagini e la poesia per creare una musica ispiratrice. Il suo collegamento con l’arte è davvero interessante. Prima di arrivare ad essere compositore di musica a tempo pieno, era un giudice della Corte suprema del NSW, ben noto a John McCarthy per essere un ‘Consigliere della Regina’.

La composizione musicale ha combinato la voce parlata delle poesie di Kevin Brophy con le canzoni per un soprano e il coro della cattedrale. Cinque strumenti d'archi e fiati hanno creato lo spirito e il sottofondo musicale. L’esito di questo impegno creativo è stato una in tre parti, 'cantata' compresa la voce parlata.

La composizione è stata prodotta e diretta dal direttore artistico australiano Michael Campbell. Il luogo della performance è stato la cripta della cattedrale e questo ha esaltato l’aspetto mistico della manifestazione.

Santa Maria è una tradizionale cattedrale neo-gotica e la cripta sottostante ricorda alcune chiese medievali Italiane. Eppure, si tratta di una struttura relativamente moderna costruita sulla 'calda' roccia arenaria di Sydney in oltre 100 anni dal 1865. L'arenaria nella cripta reagisce alla luce su di essa creando emozioni che riflettono i temi in ogni fase della performance.

Le parole del Papa Francesco e le canzoni sono state eseguite da Amelia Farrugia, un soprano molto amato dal pubblico australiano, che si era esibita come solista alla Messa Finale per Papa Benedetto XVI, e nel Festival di Spoleto.

Sono stato estremamente felice di assistere allo spettacolo e sono sicuro che sarò a Roma il 17 novembre 2016 per condividere con mia moglie in Italia il vero Spirito Australiano del Giubileo.

powered by social2s
Sculptures by the Sea a Sydney

Come si scende la collina per guardare oltre Bondi Beach, potreste essere perdonati di dubitare della legittimità di tutta la fama del nome: 'Bondi'. Con un cielo triste e una continua minaccia di temporali, le sculture sulla spiaggia “Bondi Sculptures by the Sea” sembrano piuttosto “ Sculture nella pioggia”.

Seppure una grande idea ispira questo evento, forse si potrebbe prendere in considerazione di spostarlo in uno dei mesi meno piovosi. Questo è stato il terzo giorno che cercavo di camminare intorno alla scogliera di Bondi per ammirare le sculture, ma ancora una volta sono stato ancora ostacolato da madre natura. Per non essere respinto ancora, mi sono avventurato fuori verso la spiaggia di Tamarama con la mia giacca più calda.

Mentre cammino giù per i gradini della scogliera verso la spiaggia, mi accorgo che non sono l'unico a sfidare il vento e il freddo. Ci sono famiglie, coppie e gruppi di amici a piedi venuti per vedere e apprezzare le opere di Bondi Scultures by the sea . La sabbia e l'acqua hanno coperto molte opere d'arte con detriti, rendendo la 'X' di Sara Fitzgerald tanto più autentica, come se molti anni fa dei pirati avessero segnato non solo le loro mappe ma l’intera baia per il loro tesoro.

Altre opere non hanno incontrato le condizioni avverse con tanta grazia, le 'Pozze di marea' di Elaine Miles possono essere a malapena visibili attraverso il fitto velo di goccioline d'acqua, quando si rimuove la sabbia che incapsula l'installazione con un colpo di mano si può ancora vedere le piscine in piedi lì con il loro bel vetro che ricorda degli artigiani muranesi o il grande Chihuli.

Altre opere di Sculptures by the Sea di Bondi soffrono di un’attenzione più personificata, con i segnali esclamanti 'non salire sulle opere d'arte' diligentemente ignorati dai bambini con grande dispiacere dei loro genitori. Ma non necessariamente degli artisti, infatti il 'Pig of Fortune' di Tae Geun Yang è diventato un parco giochi di risate che accompagna i movimenti dell’acqua dal mare e del cielo. 'Le bottiglie' del collettivo RCM si aggiungono a questa cacofonia liquida, in quanto le bottiglie di 1 metro 'Spray and Wipe' diventano un parco acquatico più adatto alle profondità dell’estate australiana rispetto alla piovosa primavera.

Infine, fra le sculture sulla spiaggia più accattivanti, ’The Wave’ di Annette Thas, che da lontano ha una forma e texture confusa, come di una pelliccia di luce inzuppata dalla pioggia. In realtà, dopo una più accurata analisi è composta da migliaia di bambole Barbie legate insieme per formare una ondata che sta per schiantarsi, anche se molte delle bambole sono state prese da spettatori ribelli.

Mentre la pioggia comincia a diventare insopportabile, lo ammetto la sconfitta facendo voto di tentare di tornare a Bondi Sculptures by the Sea il giorno seguente. Come se le nuvole avessero ascoltato il mio appello, sono stato in grado di percorrere la scogliera il seguente (e ultimo) giorno di mostra con il sole e una leggera brezza.

Circondato dai compagni mecenati, fotografi dilettanti e atleti in abbigliamento sportivo, siamo rimasti a bocca aperta in soggezione davanti a ‘Il Lamento di Amleto’ di Stephen Harrison. Una curiosa fusione tra un uomo e un cavallo, non nella maniera di un centauro ma piuttosto come una millenaria ossessione, con maschere di plastica strette intorno ad un teschio seduto sul suo trono di mattoni e pietra.

Da non perdere è Mike Van Dighe e 'Intervention' composto da una mano incatenata che guida una megattera delicatamente dalla mano verso il mare. Avventurarsi attorno al promontorio affollato con sculture e con l’iconica caffè 'The Grounds "di Sydney nella mano di tutti, una scultura cattura per prima l'orecchio, un profondo fischio come quelli ascoltati sulle catene montuose del mondo e, quando gli occhi curiosamente cercano la fonte trovano una collaborazione tra il Arissara Reed e Davin Nurimba chiamata 'Camera acustica'.

Le Sculptures by the Sea di Bondi Beach in Sydney sono davvero un'esperienza entusiasmante nonostante la pioggia e i necessari più tentativi, certamente non da perdere tra i numerosi festival di alta cultura di Sydney che vengono proposti durante tutto l'anno.

Il famoso blu della baia di Sydney non è l'unica opera d'arte qui.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.