Il cammino di Pietro l’Eremita unisce i comuni di Trevi nel Lazio e di Rocca di Botte in Abruzzo in un percorso ad anello.

Si parte da Rocca di Botte e si attraversano i comuni della zona del Carsolano per entrare nel Lazio a Riofreddo.

Attraversando Oricola, Arsoli, Cervara di Roma si arriva poi a Trevi nel Lazio lungo la Valle dell’Aniene.

Il percorso di ritorno passa poi per Vallepietra e le montagne di Campo Secco e Campo della Pietra.

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Le frazioni di Cervara di Roma nella parte bassa del comune sono attraversate dalla Via di San Benedetto che si collega con il santuario di Subiaco.

Seppure non è una tappa, questo cammino porta ogni anno migliaia di persone a conoscere le bellezze naturalistiche di Cervara e a tornare a visitare il paese in un secondo tempo.

E’ in forte aumento il numero di visitatori che lo conoscono anche da lontano, restano attratti dal suo profilo e dalla sua storia e vi tornano.

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Cervara di Roma è attraversata dal nuovo cammino dedicato a San Nicola di Bari.

Un cammino che vuole essere anche una unione fra la chiesa cattolica e quella ortodossa, fra oriente e occidente.

Infatti San Nicola è uno dei pochi santi riconosciuto da entrambe le chiese e amato al punto che per molti secoli il giorno a lui dedicato era quello in cui venivano consegnati dei regali ai bambini.

A lui si è ispirata la nascita di Santa Claus e l’arrivo (fin troppo commerciale) di Babbo Natale.

Il cammino parte da Roma–Ostia e seguendo due diversi percorsi arriva in Abruzzo o in Molise. Da qui, seguendo i sentieri della transumanza si arriva a Bari dove è sepolto.

Un altro ramo del cammino parte dalla Russia e passando per la ex Yugoslavia arriva in Grecia. Grecia e Italia sono poi unite dal mare in ricordo di quando le sue ossa vennero prese a Myra (oggi una città della Turichia) e portate a Bari.

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La fonte Munistrigliu a Cervara di Roma è una delle due sorgenti lungo il tratturo percorso dai pastori della transumanza che la utilizzavano nelle loro soste.

Per la vicinanza con il centro abitato qui era stato realizzato un antico lavatoio utilizzato dalle donne locali ed era un loro punto di ritrovo.

L’acqua viene raccolta in una vasca rettangolare coperta da una volta in pietra che si adatta ai dislivelli della montagna.

L’altra sorgente è la vicina Fonte Martino.

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Casperia. I Monti Aspresi, tra rifugi, storie di pastori e sapori antichi

Il piccolo borgo medievale di Casperia è uno dei più scenografici della Sabina.

E' immerso nella natura incontaminata come molti altri comuni del territorio, con una biodiversità floro-vivaistica che attira appassionati di biologia e amanti della montagna da tutta Italia.

Faggete, cerri secolari, leccete rendono quest’area ad alto interesse naturalistico perfetta per l’organizzazione di uscite.

Trekking sui tanti dei sentieri escursionistici presenti in zona, alcuni recuperati da vecchi tratturi o percorsi un tempo da boscaioli e animali.

Durante il periodo invernale varie associazioni organizzano uscite di gruppo, accompagnate dalla degustazione a fine percorso di alcuni dei prodotti locali più tipici come il cacio di pecora preparato dai pastori di zona.

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Blera. Alla scoperta della Via Clodia

La Via Clodia è un'antica strada Romana che attraversa più comuni della Tuscia.

Ogni anno vengono organizzate uscite da associazioni di escursionisti per riportare alla luce la sua importanza e bellezza, essendo ormai immersa nella natura incontaminata delle campagne del Viterbese.

Uno degli itinerari più belli del Lazio percorso assiduamente nei mesi invernali, forse come antidoto alle abbuffate Natalizie.

Attraversa l’area protetta del parco Marturanum che comprende i comuni di Blera e Barbarano Romano.

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Blera si trova inserita in un’area di particolare pregio naturalistico e dalla storia antica che affonda le sue radici ben prima della nascita di Roma.

Per questa ragione si possono fare passeggiate seguendo sia itinerari storici che naturalistici.

Il cammino più suggestivo è forse quello chiamato ‘il cammino degli Etruschi’ che collega Blera con Barbarano Romano seguendo l’antico tracciato della via Clodia e passando lungo il corso del fiume Biedano.

Altri cammini sono quelli che arrivano alla Città antica, alle Necropoli di Pian del Vescovo e alle Necropoli di Grotta Penta dove si possono ammirare i sepolcri cubici realizzati su più livelli e collegati da gradinate.

La maggior parte dei sentieri sono percorribili anche a cavallo e in MTB.

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Cammino di San Benedetto
 Cammino di San Benedetto

Percile è una delle tappe del Cammino di San Benedetto, che arriva da Orvino in Sabina per andare a Mandela nel percorso verso l’abbazia di Montecassino. Il cammino può essere percorso a piedi o in MTB e attraversa uno dei paesaggi incontaminati del Lazio ricco di boschi e di sorgenti d’acqua.

A Percile si incontrano anche i sentieri della Via dei Lupi e del Sentiero Coleman, che collega Subiaco a Tivoli. 

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