ph Fabionepi
Civita Castellana. Antica Via Amerina

La Via Amerina prende il nome dalla città di Amelia e originariamente faceva parte del sistema viario etrusco che collegava Vejo con Amelia.

Dopo la caduta di Vejo del 396 a.C., la via fu totalmente risistemata dai romani nel 241 a.C. e collegava Roma con l’Umbria e l’Emilia.

Nel primo tratto seguiva il tracciato dell’antica Via Clodia fino a Campagnano dove poi si separava e un troncone diventava la Via Amerina.

Durante le incursioni barbariche, dal V al X secolo, era un percorso sicuro tra Roma e l’esarcato di Ravenna (il corridoio bizantino), per poi cadere in disuso.

Sui numerosi punti strategici, nel tempo sono stati realizzati castelli, rocche e prestigiose strutture rinascimentali e barocche.

La Via Amerina rappresenta le memorie storiche e artistiche delle aree che attraversa e offre una esperienza diversa per scoprire il territorio con un itinerario culturale ed ambientale.

Nel territorio di Campagnano di Roma si trova una antica stazione di posta, la Mansio ad Vacanas, dove si incontravano altre strade romane come la via Clodia e la via Cassia.

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Il parco di Cellere con le sorgenti del fosso Timone sono un luogo naturale di grande fascino.

E’ un ambiente tipico della Maremma laziale ancora incontaminata e naturale.

Nel parco si trova un bosco di querce che è una meta ideale per passeggiate ed escursioni. L’area è attrezzata per soste e pranzi all’aperto.

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Acquapendente. Via Francigena

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Ad Acquapendente, la Via Francigena possiede una storia antica molto importante.

Dal medioevo iniziarono i pellegrinaggi da parte di persone in cerca di una soddisfazione spirituale.

I maggiori poli di attrazione erano: Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo, la Terra Santa, luogo della passione di Cristo e Santiago de Compostela, dove l'Apostolo San Giacomo aveva scelto di finire il suo cammino.

Questi tre luoghi divennero un punto di arrivo di molte strade e sentieri e la più importante era la via "Francigena" o "Romea" che arrivava dal nord Europa a Roma.

Una di queste partiva da Canterbury ed è stata descritta in un documento di Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, che nel 994 scrisse un diario del suo viaggio di ritorno raccontando le varie tappe raggiunte durante il viaggio.

Oggi questa via è tornata ad essere percorsa da pellegrini e viaggiatori in cerca di un diverso contatto con la natura, con la storia e con sè stessi.

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La via Clodia passa per Canino, era un’antica via romana che venne costruita tra il III e il II secolo a.C. per mettere in comunicazione Roma con l’Etruria e probabilmente seguiva un antico tracciato etrusco.

La antica Via Clodia era una via parallela alla Via Cassia e alla Via Aurelia ed era chiamata anche Via delle Terme perché terminava nella famosa località termale di Saturnia.

I legami fra gli Etruschi e i Romani erano molto stretti e i primi re di Roma erano di origine etrusca.

Quando poi iniziò l’espansione di Roma e la conquista dei territori limitrofi, i Romani presero le infrastrutture preesistenti e le ammodernarono secondo i loro criteri.

I romani avevano conquistato questa parte del Lazio intorno III secolo a.C. e la realizzazione delle strade era strategica.

Infatti un buon sistema viario era quello che permetteva di mantenere il controllo militare e commerciale sugli insediamenti.

Ad Anguillara Sabazia è possibile ammirare un tratto di circa 250 metri di lunghezza e 4,5 di larghezza, che era studiata in funzione della organizzazione degli spostamenti delle truppe.

La strada ha anche le banchine laterali che delimitavano la parte percorribile.

Un altro tratto della antica Via Clodia si può trovare a Campagnano di Roma dove si trovava l’antica stazione di posta della Mansio ad Vacanas, dove passava anche la via Cassia, e attorno alla quale era nato un vero borgo

Un’altra stazione di posta si trova in corrispondenza del borgo di Canino, dove si trovava la Mansio di Maternum di cui oggi restano alcuni imponenti resti archeologici.

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Bagnoregio. La Valle dei Calanchi

Il simbolo assoluto di Civita di Bagnoregio e di tutta l’area sono i calanchi, una conformazione del terreno dovuta alle argille sabbiose di origine marina che si trovano sotto le friabili rocce vulcaniche.

Questo particolare abbinamento è soggetto all’azione erosiva delle acque che crea particolari forme.

I calanchi sono piccole valli separate tra loro da sottili creste con terreno argilloso in forte pendenza e privo di vegetazione.

Su questo terreno scorre l’acqua piovana rimuovendo la parte superficiale e creando dei suggestivi canaloni.

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Leonessa Giorgia Palla
Leonessa Giorgia PallaLeonessa Giorgia Palla

Il Sentiero Planetario del Monte Terminillo è un percorso naturalistico pedonale a tema astronomico. Lungo il suo tracciato viene raccontato il viaggio di un fotone, la particella elementare della luce che dal Sole raggiunge Plutone, ultimo pianeta conosciuto attraversando tutto il sistema solare.

Il percorso ha una lunghezza di 7,7 km e una durata di circa 2 ore e 45 minuti e attraversa i territori di Rieti, Borgo Velino, Castel Sant’Angelo, Cittaducale e Micigliano in alcuni dei posti più suggestivi del massiccio del Terminillo. Il sentiero parte dai Tre Faggi e arriva al Rifugio Sebastiani vicino la Sella di Leonessa.

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