Il museo civico di Santa Marinella racconta vita e la storia del castello e comprende una visita a tutte le sale del castello e agli ambienti della rocca e della torre compresa la cappella interna e le torri.

Durante il percorso sono mostrate riproduzioni di costumi e le armature e viene illustrata la vita quotidiana nel castello.

Sono poi mostrati strumenti e tecnologie utilizzate dagli abitanti nel corso dei secoli ed è stata riprodotta una tavola imbandita medioevale.

Il museo è stato nelle sale del Castello di Santa Severa. 
 

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Il Museo Civico ‘Luigi Rossi Dainelli’ di Viterbo è una raccolta di reperti che ripercorre alcuni momenti della storia della città a partire dal periodo Etrusco Romano e una raccolta di quadri dal medioevo all’epoca moderna.

Gran parte del materiale esposto proviene dalla Collezione che Luigi Rossi Dainelli ha donato al comune e da una raccolta iniziata nel 1400 da Frate Annio da Viterbo.

Frate Annio è famoso per essere stato anche uno dei primi falsari: era sua usanza quella di creare reperti e di interrarli per farli ritrovare a illustri personaggi come Papa Borgia, o la sua raccolta “Antiquitatum variarum” di 17 volumi in cui raccontava una versione originale della storia del mondo in cui si facevano discendere gli etruschi direttamente da Noè che si sarebbe fermato in Tuscia dopo il Diluvio.

Un altro raro pezzo che ci arriva da Frate Annio, è il Marmo Osiriano, una lastra frutto dell’unione di due pezzi medievali che secondo il frate era invece il frammento di una colonna trionfale che Osiride aveva donato a Viterbo durante il suo passaggio su questi territori.

I reperti romani provengono da Ferento, una antica città romana a 6 km da Viterbo abbandonata con la caduta dell’impero e l’arrivo di ondate di barbari quando la popolazione preferì rifugiarsi sualture fortificate.

Nella Pinacoteca si trovano due meravigliosi dipinti realizzati da Sebastiano del Piombo, una Deposizione nel 1515, sul cui retro è disegnato un carboncino attribuito a Michelangelo, e una Flagellazione del 1517. Da notare anche una ceramica policroma di Andrea della Robbia, nipote del famoso Luca della Robbia.
Un’altra particolarità sono 56 bozzetti della Macchina di Santa Rosa che risalgono al Settecento e copie degli affreschi di Benozzo Gozzoli che un tempo ornavano la chiesa di Santa Rosa. La processione di Santa Rosa di Viterbo con la sua spettacolare macchina sono nella lista del Patrimonio Mondiale Intangibile dell'UNESCO. 

Il museo si trova nell’ex monastero del XIV secolo della chiesa di Santa Maria della Verità, poco fuori le mura di Viterbo.

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Il museo civico archeologico di Campagnano di Roma si trova all’interno di Palazzo Venturi all’ingresso del paese accanto alla Porta dell’Arco.
Al suo interno si possono ammirare reperti che illustrano soprattutto il percorso storico dal periodo etrusco fino all’epoca romana repubblicana e imperiale.
Si parte dal corredo di una tomba di un guerriero etrusco che risale al VII secolo a.C.
Per la parte romana, la maggior parte dei reperti proviene dall’area della antica stazione di posta Mansio ad Vacanas lungo la via Cassia. Questo centro è stato abitato dal I al V secolo d.C. ed è chiamato anche Mansio di Baccano per la sua posizione nella Valle del Baccano. Si possono trovare oggetti della vita quotidiana delle donne, come contenitori per i trucchi, fino a dadi di gioco e altri elementi per lo svago.

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Il museo archeologico di Anzio si trova nelle splendide sale di Villa Adele, costruita nel Seicento nel periodo di rinascita di Anzio voluto da papa Innocenzo XII come centro di residenza estiva di cardinali e prelati.
Nelle sale del museo si racconta la storia di questa area e di tutta la sua gloria nel corso dell’età repubblicana e di quella imperiale di Roma.
Fra i reperti più interessanti ci sono alcuni affreschi provenienti dalla Villa Imperiale iniziata da Augusto e resa celebre da Nerone.

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Bolsena. Museo Territoriale del Lago di Bolsena

Il museo si trova all’interno della Rocca Monaldeschi e ci si accede attraversando una sorta di ‘ponte levatoio’ dal quale si accede al cortile interno della Rocca. Qui sono disposte in ordine una serie di lapidi e di cippi funerari di epoca romana e si può accedere alle torri da cui si ha una vista incredibile sul lago e sull’intero territorio.
Il museo è diviso in tre piani e racconta tutta la storia dell’uomo che si è svolta lungo le rive del lago a partire dalla preistoria per passare poi al periodo etrusco e quello romano.
Un reperto molto interessante è il ‘Gran Carro’ che è stato ritrovato nelle acque del lago di Bolsena nel 1959. Un altro è il famoso ‘Trono delle Pantere’ in ceramica che è stato ricostruito da oltre 150 frammenti trovati nella Casa delle Pitture di Volsinii. È chiamato anche trono dionisiaco perché veniva usato nei riti orgiastici in onore di Bacco e venne distrutto su ordine del Senato Romano nel 186 a C quando vennero vietati questi riti in tutto il territorio italico al di fuori dei templi. Un tentativo di moralizzare la società che non è riuscito e un sarcofago in marmo all’ingresso del museo ancora mostra riti di questo tipo.
La visita si conclude con una mostra di ceramiche medioevali trovate nella rocca e una sezione dedicata al lago, alla sua fauna e alla pesca nei secoli.

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Il Museo Civico di Pofi raccoglie reperti archeologici di epoca preistorica (dal paleolitico inferiore al neolitico), romana (I - II secolo AC) e medievale.

Il materiale più significativo è una zanna di "Elephans antiquus", un frammento di ulna e tibia di un "Homo Erectus" di 430.000 anni.

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Il museo della città di Monte Porzio Catone raccoglie frammenti di storia di questa area raccolti a testimonianza del passato. E' ospitato in quattro sale del nucleo seicentesco del duomo.

La collezione comprende qualche reperto archeologico romano, una bolla papale medioevale, maioliche del XVI-XVIII secolo, quadri seicenteschi.

Incisioni e materiale documentario originale del XVII e XIX secolo del Grand Tour sono integrati da plastici e descrizioni.

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Museo Archeologico di Casamari
Museo Archeologico di Casamari

Il Museo Archeologico di Casamari si trova all’interno dell’antico refettorio dell’Abbazia di Casamari e racconta tutto il territorio partendo dalla preistoria.

Si possono ammirare zanne di elephas antiquus, sepolture dell’età del rame, e ritrovamenti archeologici che possono risalire alle popolazioni degli Ernici e dei Volsci.

Si passa poi alla città romana di Cereatae, che è stata attiva fino alle invasioni barbariche del V secolo dC.

Nel museo sono esposte epigrafi con dediche all’imperatori Caracalla ed Adriano e una raccolta di oggetti votivi che comprende statue e rappresentazioni di parte del corpo umano per cui si era richiesta una grazia.

Il medioevo è rappresentato da un affresco staccato che rappresenta la decapitazione del vescovo Thomas Beckett, avvenuta nel 1169 a Canterbury.

Il museo comprende anche una collezione di quadri di grandi pittori tra cui Annibale Carracci, il caravaggesco Giovanni Serodine e Francesco Solimena.

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