Il museo Archeologico di Minturno è allestito negli ambulacri dell'anfiteatro romano (I secolo d.C.) e raccoglie il materiale archeologico proveniente dal territorio di Minturnae. I reperti più significativi provengono proprio dalla zona dell'anfiteatro.

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Il Museo Civico di Fondi ha sede nella rocca e si articola nella sezione romana e in quella medievale e moderna. Nella prima si trovano frammenti architettonici, epigrafi, colonne miliari, urne funebri e parti di sepolcri monumentali.
Nella seconda, oltre agli stemmi delle casate dell’Aquila, Caetani e Colonna, da notare il raffinato rilievo in alabastro di Domenico Gagini raffigurante la “Madonna col bambino” (1458).
 

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Il Museo Nazionale Etrusco di Viterbo si trova vicino Porta Fiorentina nel centro della città ed è allestito all’interno della magnifica Rocca Albornoz costruita nel 1354 dal Cardinale Albornoz da cui prende il nome.

Dopo il ritorno dall’esilio del papato ad Avignone, il cardinale-guerriero Albornoz era stato incaricato di riconquistare alcuni territori che si erano ribellati al papato. Per governare questi nuovi territori, il cardinale aveva costruito una serie di fortezze nelle zone di confine, tra cui quella di Viterbo che ebbe una vita tormentata.

Nel 1375 venne parzialmente distrutta dal prefetto Francesco di Vico, avversario del papa, e dopo una riconquista venne distrutta da papa Eugenio IV nel 1438.

Dopo una serie di ricostruzioni, venne ingrandita con una grande scuderia da papa Sisto IV e poi trasformata in palazzo rinascimentale da papa Giulio II della Rovere. Questi incarico il Bramante che sistemò il cortile interno, la fontana e una grande loggia.

Nel 1523, la rocca venne affidata ai cavalieri Gerosolimitani che erano fuggiti da Rodi e trascorsero alcuni anni a Viterbo prima di andare nella loro nuova sede di Malta. Per molti anni la rocca è stata la sede di un brefotrofio e dopo l’unità d’Italia venne utilizzata come alloggio per i militari.

Rocca Albornoz, come la città di Viterbo, ha subito pesanti bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale e dopo essere stata restaurata è diventata la sede del Museo Nazionale Etrusco per raccogliere alcuni importanti reperti della zona.

Il museo è suddiviso in tre piani, al piano terra si possono ammirare reperti provenienti da Ferento e Musarna, tra cui un famoso mosaico con l’alfabeto etrusco, e dalle necropoli di Barbarano, Blera, Norchia e Castel d’Asso.

Il piano intermedio è dedicato a mostre mentre secondo piano è invece dedicato a reperti provenienti dall’area del lago di Bolsena.

Una sezione del museo è poi totalmente dedicata alla Tomba della Biga scoperta ad Ischia di Castro che contiene un intero corredo di una donna etrusca del VI secolo a.C. tra cui una bellissima e rarissima biga che ha dato il nome alla tomba.

 

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La grandiosa villa romana di Fontiloro di età imperiale si estende su oltre 10.000 metri quadrati lungo la strada Braccianese a Vejano.

Ogni giorno vengono trovati nuovi reperti per lo più risalenti al periodo Augusteo che sono destinati al Museo Archeologico di Villa Giulia a Roma.
 

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Valentano. Museo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese

Il museo si trova nella Rocca Farnese e si divide in due parti: una dedicata alla preistoria e una al castello. Nella prima sezione sono esposti molti reperti provenienti dai villaggi sommersi del Lago di Mezzano e databili tra il 2400 e il 1100 AC.
La seconda sezione inizia con il periodo della dominazione longobarda e arriva al secolo XVIII. Da notare la ricca collezione di ceramiche dei "butti", i pezzi di scarico della Rocca, tra i quali spicca il piatto matrimoniale di Pier Luigi Farnese e Gerolama Orsini del 1519.
La visita alla Rocca Farnese, che è stata abitata dalla famiglia dalla metà del 1400 fino alla distruzione di Castro, comprende un interessante itinerario architettonico e artistico in cui si visitano il cosiddetto "Cortile d'Amore", il pozzo del Sangallo, la loggia di Paolo III e la "Scala Santa". Dalla sommità della grande Torre Ottagonale si gode una incredibile vista su tutta la vallata.
 

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Tuscania. Museo Nazionale Etrusco

Il museo si trova nell'ex Convento francescano vicino la chiesa di Santa Maria del Riposo, ricostruita secondo uno stile rinascimentali alla fine del XV secolo.
Il convento fu realizzato nel XVI secolo e gli affreschi del chiostro che illustrano le gesta e i miracoli di San Francesco d'Assisi furono eseguiti nel XVII secolo.
Nel museo si trovano corredi tombali che mostrano i modi di vita, i costumi e la ricchezza di alcune delle famiglie Etrusche nel IV e III secolo AC provenienti dalle necropoli di Tuscania.
Una particolare attenzione è data alle sculture della scuola di Vulci che elevarono l’arte scultorea ad un altissimo livello.
Una altra caratteristica è l’allestimento della tomba Vipinana dove i sarcofagi e le suppellettili sono stati posizionati esattamente come erano stati scoperti da Vincenzo Campanari, archeologo di Tuscania della metà dell'Ottocento.
 

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Tarquinia. Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense

Il Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense si trova nei tre piani del Palazzo Vitelleschi uno dei più belli della città lungo il corso principale che porta al belvedere.

Il museo è stato aperto nel 1924 e al suo interno si trovano molti dei reperti etruschi trovati nella necropoli e che danno una chiara visione della vita quotidiana del misterioso popolo degli Etruschi. La città di Tarquinia era una delle dodici città della Dodecapoli Etrusca.

La Necropoli di Tarquinia, insieme a quella di Cerveteri, è inserita nell'elenco del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO e la sua visita è una delle più interessanti esperienze per tutti coloro che amano la storia antica e vogliono avere una idea della incredibile capacità ingegneristica e artistica dell'antico popolo degli Etruschi.
 

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