Viterbo. Museo Nazionale Etrusco

Il Museo Nazionale Etrusco di Viterbo si trova vicino Porta Fiorentina nel centro della città ed è allestito all’interno della magnifica Rocca Albornoz costruita nel 1354 dal Cardinale Albornoz da cui prende il nome.

Dopo il ritorno dall’esilio del papato ad Avignone, il cardinale-guerriero Albornoz era stato incaricato di riconquistare alcuni territori che si erano ribellati al papato. Per governare questi nuovi territori, il cardinale aveva costruito una serie di fortezze nelle zone di confine, tra cui quella di Viterbo che ebbe una vita tormentata.

Nel 1375 venne parzialmente distrutta dal prefetto Francesco di Vico, avversario del papa, e dopo una riconquista venne distrutta da papa Eugenio IV nel 1438.

Dopo una serie di ricostruzioni, venne ingrandita con una grande scuderia da papa Sisto IV e poi trasformata in palazzo rinascimentale da papa Giulio II della Rovere. Questi incarico il Bramante che sistemò il cortile interno, la fontana e una grande loggia.

Nel 1523, la rocca venne affidata ai cavalieri Gerosolimitani che erano fuggiti da Rodi e trascorsero alcuni anni a Viterbo prima di andare nella loro nuova sede di Malta. Per molti anni la rocca è stata la sede di un brefotrofio e dopo l’unità d’Italia venne utilizzata come alloggio per i militari.

Rocca Albornoz, come la città di Viterbo, ha subito pesanti bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale e dopo essere stata restaurata è diventata la sede del Museo Nazionale Etrusco per raccogliere alcuni importanti reperti della zona.

Il museo è suddiviso in tre piani, al piano terra si possono ammirare reperti provenienti da Ferento e Musarna, tra cui un famoso mosaico con l’alfabeto etrusco, e dalle necropoli di Barbarano, Blera, Norchia e Castel d’Asso.

Il piano intermedio è dedicato a mostre mentre secondo piano è invece dedicato a reperti provenienti dall’area del lago di Bolsena.

Una sezione del museo è poi totalmente dedicata alla Tomba della Biga scoperta ad Ischia di Castro che contiene un intero corredo di una donna etrusca del VI secolo a.C. tra cui una bellissima e rarissima biga che ha dato il nome alla tomba.

 


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Scritto da
Benedicta Lee

Nata a Roma da madre Italiana e padre Americano, lavora come libero professionista nell'ambito della comunicazione turistica, per cui attualmente frequenta l'Università di Scienze del Turismo. Ama...

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