Cellino San Marco. Parco Naturalistico

La visita al parco naturalistico inizia salendo su un trenino che porta al Bosco di Curtipetrizzi per una escursione dove si possono ammirare e studiare le bellezze del bosco, soffermandosi sulla flora e sulla fauna.

Si potrà percepire la natura nei suoni, nei colori, nelle forme e nei profumi che erano quelli che un tempo coprivano tutto il paesaggio della Puglia. In questa zona del parco si incontrano poi varie aree tematiche come il “Mondo delle fiabe nel Bosco”, il “Mondo degli Gnomi”

"La Giungla", il “villaggio di Tarzan” fino all'Area Jurassica allestita all'interno del bosco con i dinosauri.
Il minizoo è un'area del bosco in cui vivono, in grandi spazi, diversi tipi di animali: caprette tibetane, cammelli, dromedari, gufi reali, asini, mufloni, mucche dell'Highland, papere indiane, zebre, ponies, daini, lama, etc.

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Il bosco di Curtipetrizzi di Cellino San Marco rappresenta uno spaccato della foresta che un tempo ricopriva questa zona del Salento famosa proprio sin dal periodo preromano per la sua vegetazione.

La foresta è stata poi soppiantata nel corso dei secoli dalle colture e un suo esempio è sopravvissuta a Cellino San Marco perché una zona è stata recintata dal conte Balsamo, infatti il nome Curtipetrizzi vuol dire ‘luogo chiuso da pietre’.

Il bosco si estende per una superficie di circa 60 ettari e è un’area naturalistica di importanza comunitaria. Una foresta sempreverde dove si possono trovare lecci, pino d’Aleppo e la rara quercia vallonea mentre il sottobosco presenta tutte le caratteristiche della macchia mediterranea.

Dentro il bosco si trovano aree umide alimentate da una falda acquifera e molti animali liberi tra cui daini, volpi, porcospini e aironi cenerini.

Il bosco oggi è proprietà privata e appartiene a Franco Carrisi.

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Il parco Villa del Vescovo di Cecchina (Albano Laziale) era a servizio di una palazzina in stile liberty dei primi del Novecento che era la residenza del vescovo di Albano Laziale.

Oggi è stato acquistato dal comune ed ospita la Biblioteca Comunale di Cecchina, una sezione distaccata della biblioteca centrale, e un grande parco giochi dove si incontrano i bambini e i ragazzi di Cecchina.

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Il Parco Regionale dei Castelli Romani si estende nell’area dell’antico sistema vulcanico dei Colli Albani e comprende 15 comuni.

In questa area si trovano le rovine della città etrusca di Tuscolo e i due laghi di Albano e Nemi.

La flora del parco comprende molti boschi di castagno in alta quota e una notevole varietà di piante e fiori. Dalla istituzione del parco sono tornati il tasso, la martora, il falco pellegrino, la salamandrina dagli occhiali, l’istrice e anche il lupo.

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L’area di Campaegli nel territorio di Cervara di Roma fa parte del Parco Regionale dei Monti Simbruini, la maggiore area protetta del Lazio, e ne costituisce la porta di accesso.

Il nome del parco deriva dal latino “sub imbribus” (sotto le piogge) e denota subito la sua principale caratteristica: quella di essere ricco di acqua e qui nascono i fiumi Aniene e Simbrivio che da secoli distribuiscono la loro acqua in acquedotti.

La natura rigogliosa ed incontaminata del parco a confine con un territorio Abruzzese altrettanto ricco e protetto, ha reso questo parco il paradiso di molte specie di animali come lupi, cervi, caprioli, cinghiali, martore e gatti selvatici.

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Il Parco Nazionale del Circeo è stato fondato nel 1934 per difendere un ecosistema unico che comprende i comuni di Latina, Sabaudia, San Felice Circeo e Ponza, in riferimento alla sola isola di Zannone.

Erano gli anni della bonifica che hanno portato ad un totale cambiamento dell’ecosistema locale trasformando le paludi in zone pianeggianti fertili. La particolarità dei territori e la grande biodiversità che presentano ha spinto alla creazione di una zona di protezione della foresta, delle dune costiere, del monte e dei laghi.

Oggi il Parco del Circeo è una Riserva Naturale e fa parte del programma MAB, progetto di conservazione della Biosfera dell’UNESCO e la Convenzione di RAMSAR per la tutela delle Zone Umide.

All’interno del parco si hanno tracce di insediamenti preistorici e nella Grotta Guattari nel 1939 è stato ritrovato un cranio di un uomo risalente al periodo di Neanderthal.

Il parco è attrezzato con aree sosta e nel territorio di Sabaudia si trova un punto informazione con un museo naturalistico e un centro di documentazione che comprende anche la ricostruzione di Lestre (abitazioni pre-bonifica) e la Carbonaia (luogo dove veniva prodotto il carbone) tipicche della palude.

La duna costiera di Sabaudia è lunga 23 km ed ha una vegetazione tipica della macchia mediterranea con fioriture colorate di silene, carpobroto, loto e camomilla di mare protette da pini marittimi e ginepro coccolone. Oltre ai profumi del mare e dei fiori si riconoscono quello del mirto e quello pungente del lentisco.

Il Parco del Circeo è molto frequentato dagli appassionati di birdwatching con oltre 265 specie di uccelli presenti sul suo territorio. Tra gli uccelli più conosciuti si possono trovare anatre, folaghe, cormorani, aironi, garzette e anche fenicotteri, cicogne bianche, cavalieri d’Italia e avocette.

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A Pontinia c'è uno dei più grandi parchi a tema in Europa.

È chiamato il "Parco dei continenti" e inaugurato nell'aprile 2018. È stato creato da Antonio Augmenta, un appassionato di piante che si è laureato da un istituto agrario che ha viaggiato per il mondo raccogliendo piante rare e antiche.

Un grande parco botanico dove è possibile ammirare la flora e i paesaggi di tutti i continenti del mondo. Diviso per aree geografiche e non per fasce climatiche, come spesso accade in parchi simili.

L'idea era di ricreare un paesaggio e la vegetazione di un paese lontano, per trovare l'atmosfera di quel luogo.

Il parco è grande 16 ettari e ci sono migliaia e migliaia di piante diverse.

Nel parco dei continenti di Pontinia furono importati anche i massi del deserto messicano, la sabbia e la terra australiana. Portarono anche piante millenarie, più uniche che rare, e descrissero pioggia e paesaggi desertici.

Nell'area dedicata all'Europa, è stato reso omaggio all'olivo, creando un anfiteatro colossale e molto suggestivo con pietre e ulivi.

Il parco è stato scelto per set fotografici e cinematografici nel recente passato.

Una sfida non solo per questo imprenditore che è diventato uno dei più grandi collezionisti di piante del mondo.

Sembra davvero seguire un percorso immaginario del deserto assolato o immergersi nell'atmosfera piena degli odori di un antico giardino giapponese.

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Montefiascone. Belvedere sul Lago di Bolsena

Dal Piazzale del Belvedere di Montefiascone si ha il miglior panorama del lago di Bolsena che viene idealmente abbracciato dallo sguardo in tutta la sua ampiezza.

Si vedono le due isole Martana e Bisentina, dove gli Etruschi pensavano ci fosse una delle porte sul mondo degli inferi, e si distinguono i paesi di Marta, Capodimonte e Bolsena.

Lo sguardo si perde poi ed arriva ad altre regioni come la Toscana, l’Umbria ma anche le Marche nelle giornate di bel tempo.

Il belvedere si trova proprio davanti la Porta di Borgheriglia, davanti all’antica via Cassia e al seminario.

Sul piazzale un bel monumento ricorda i pellegrini che per secoli hanno percorso la Via Francigena e hanno goduto delle bellezze di Montefiascone, 100 Km prima di arrivare a Roma alla tomba di San Pietro.

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