Villa Adriana
Villa Adriana

Villa Adriana a Tivoli è la residenza dell’imperatore Adriano ed è uno dei siti archeologici più visitato d'Italia inserita tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità dell'UNESCO.

E’ stata costruita tra il 118 ed il 138 D.C. e si estendeva per circa 120 ettari.

Nella sua villa, Adriano aveva voluto riprodurre i luoghi e i monumenti che più lo avevano colpito durante i suoi numerosi viaggi.

Nel complesso erano presenti palazzi, terme, templi, caserme, teatri, giardini, fontane e ninfei.

Alcuni degli ambienti rappresentano le numerose province conquistate dall'Impero Romano e visitate dall'imperatore stesso.

Sono visitabili il Vestibolo, che univa le Grandi e Piccole Terme, il Canopo, un lungo canale abbellito da colonne omaggio all'antica ed omonima città egizia, il Pecile, un lungo portico coperto, dove si trascorrevano delle intere giornate all'insegna del benessere, il Teatro greco, piccolo teatro di corte utilizzato per pochi intimi, la Biblioteca Greca e la Biblioteca Latina, gli ambienti del sapere.

La parte più fotografata è il Teatro Marittimo, un edificio a una forma circolare sorretto da colonne ioniche e coperto da volta a botte.

Questo si riflette sull'acqua di un ampio canale: una sorta di residenza minore all’interno della residenza imperiale.

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Vallo Latino Volsco
Vallo Latino Volsco

Il Vallo Latino-Volsco è un parco vicino la basilica di Santa Teresa che comprende una area utilizzata nel periodo fra il VIII – V secolo a.C. dai Volsci. Il Vallo aveva un carattere difensivo e una lunghezza complessiva di circa 4 km che probabilmente proteggevano un antico villaggio della popolazione Latina o dei Volsci.
All’interno del parco si possono vedere delle grotte scavate nella roccia e delle antiche sepolture.
L’area è attrezzata con giochi per bambini e un punto ristoro.

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Bolsena. Area Archeologica di Volsinii

La zona archeologica di Volsinii comprende una vasta area su cui sorgeva l’antica città romana di Volsinii, probabilmente fondata precedentemente dagli Etruschi.

E’ stato identificato il foro e un antico tempio pagano, trasformato poi in chiesa cattolica, tratti del muro di protezione, di una strada romana e almeno due domus.

Nella Casa delle Pitture sono stati trovati affreschi che variano tra il I secolo a. C. e il IV secolo d.C. e una zona interrata destinata ai riti orgiastici.

Questa città romana è stata abbandonata con l’arrivo dei barbari e la popolazione si è rifugiata nella rocca da cui è poi nata la città attuale.

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Monte Porzio Catone. Area Archeologica del Tuscolo

Tuscolo è il nome di una città di cui si possono trovare le rovine in una vasta area compresa fra più comuni di Monte Porzio Catone e Rocca Priora.

La storia è ancora incerta e la sua fondazione viene fatta risalire a Telegono, figlio di Ulisse e della maga Circe. Per certo Tuscolo era una città etrusca ed è stata abitata dal VII secolo AC.

Il suo declino corrisponde all’ascesa di Roma, a questa area diventa il luogo di villeggiatura prescelto da molti illustri personaggi romani tra i quali: Cicerone, Silla, Catone l'Uticense, Catullo, Tiberio, Nerone, Commodo, che in questa zona edificheranno splendide ville.

Nel medioevo, l’area passa poi sotto il controllo dei Conti di Tuscolo, alleati dell’imperatore Enrico III, che dominava tutta la campagna romana e sempre in guerra con il papa per il potere.

Durante l’ultima battaglia in cui fu definitamente sconfitta la famiglia Tuscolo, la città venne rasa al suolo il 17 Aprile 1191 e da allora non risorse mai più.

Diretti discendenti dei Conti di Tuscolo furono i Colonna, che ereditarono i possedimenti ma non riportarono in vita la città.

Le rovine della città occupano una vasta area e comprendono anche un teatro costruito nel I secolo AC sfruttando il naturale pendio del colle.

Sono visibili due cisterne (una della quale usata come fonte fino a pochi anni fa), le mura, alcune strade con basalto e la Rocca, situata sul punto più alto dove sorgeva l'acropoli romana con i templi di Giove e dei Dioscuri. Qui si trovava il palazzo baronale e la vista arriva fino al mare.

Da segnalare una antica strada romana chiamata "strada dei sepolcri" che testimonia l'usanza romana di seppellire i morti lungo le strade che uscivano dai luoghi abitati.

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Ventotene. Area archeologica di Villa Giulia

L’area comprende la grande Villa Imperiale voluta da Augusto per le vacanze lontano da Roma. Una costruzione in perfetta armonia con la natura. È stata costruita sul promontorio di Punta Eolo e occupa un’estensione di 300 metri di lunghezza per 100 di larghezza. Ancora oggi sono riconoscibili i giardini, le stanze, le cisterne.
La costruzione terminava con una grande esedra che si affacciava sul mare e con una serie di gradini che arrivavano ad una terrazza che percorreva tutto il perimetro della villa.

Giulia, la prima donna esiliata

La villa imperiale voluta da Augusto è stata trasformata in breve tempo da dimora imperiale di riposo a residenza forzata imperiale di Giulia, la figlia dell’imperatore romano. Giulia è stata vittima delle stesse leggi morali indette dal padre. Venne accusata di mal costume per essersi mostrata in pubblico con un suo amante, e fu esiliata a Ventotene nella villa che poi prenderà il suo nome.
L’adulterio molto spesso in epoca romana veniva usato come scusa per liberarsi di un avversario politico scomodo! Giulia è infatti vittima del complotto di Livia, la seconda moglie di Augusto e madre di Tiberio, che poi diventerà il secondo imperatore di Roma. Augusto non aveva figli maschi e i suoi unici eredi sarebbero stati i nipoti, figli di Giulia, che però morirono in circostanze misteriose.
In questa villa è stata esiliata anche Ottavia, la prima moglie di Nerone vittima di un’altra combutta fra donne. A scegliere il suo destino è stata Poppea, la seconda moglie di Nerone che, non contenta dell’esilio forzato della sua rivale in amore, decise di farla morire annegata nell’acqua bollente proprio nel caldario di Villa Giulia. L’ultima donna imperiale a trovare rifugio forzato nell’isola fu Flavia Domitilla nipote di Domiziano che fu accusata di eretismo.

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Antica città di Tusculum

Il Tuscolo è una altura dei Castelli Romani che è stata uno dei cuori pulsanti della storia per oltre un millennio.

L'antica città di Tusculum è iniziata come un centro etrusco (tutti i primi re di Roma erano etruschi) per poi diventare un importante centro romano e ha concluso il suo ciclo come baluardo della famiglia dei potenti Conti di Tuscolo nel medioevo. È stato distrutto nel 1191.

Il monte di origine vulcanica faceva parte dello stesso apparato dei laghi di Albano e di Nemi, i crateri di due vulcani, ed è talmente sotto gli occhi di tutti con i suoi 670 metri di altezza da essere stato dimenticato per secoli.

Le origini di Tusculum si perdono nella leggenda che ne attribuisce la fondazione a Telegono, mitico figlio di Ulisse e della Maga Circe. Quel che è certo è che le prime tracce di insediamenti umani risalgono all’età del bronzo medio, intorno al XIV secolo a.C. e nell’area del Parco dei Castelli Romani si trovano necropoli etrusche.

In breve tempo Tuscolo divenne una delle più importanti città della Lega Latina, che si oppose fieramente all’espansionismo della potenza di Roma, da cui fu però battuta nella famosa battaglia del Lago Regillo del 496 a.C.

Ormai sotto il dominio di Roma, Tuscolo divenne residenza estiva prediletta di imperatori, senatori e scrittori di fama, inaugurando una tradizione che dura fino ai nostri giorni. Tra le ville più celebri, si ricordano quella di Silla Cicerone, Lucullo, Tiberio e Matidia.

Sulle pietre del Foro e del Teatro riecheggiano ancora i passi del grande Cicerone, che visse e lavorò a lungo a Tusculum insieme ad altri grandi protagonisti del passato. Forse proprio lungo il tracciato della antica Via Sacra.

Il Teatro Romano di Tuscolo è stato costruito intorno al 75 a.C. e, dopo un lungo silenzio che ha attraversato due millenni, è stato riportato in attività di recente.

L’anfiteatro è invece posizionato circa due chilometri più in basso del Teatro Romano e occupa l’estremità superiore di una piccola valle immersa nella vegetazione di quello che un tempo era il Bosco Sacro.

Il Bosco Sacro dove si trovavano i tempi dedicati alla Dea Diana (Nemi) e a Giove (Monte Cavo) e l’albero sacro che poteva essere toccato solo dal sacerdote (rex) del tempo di Diana. Qui secondo la leggenda si trovava una delle porte degli Inferi.

Il secondo grande momento di splendore del Tuscolo si è avuto tra il X e il XII secolo quando questo era il centro della potente famiglia dei Conti di Tuscolo che praticamente regnava sulle campagne di Roma e sulla città secondo la formula del ‘papato di famiglia’.

In pratica per evitare le conseguenze del dominio di Ottone I (re di Germania, re d’Italia e Imperatore del Sacro Romano Impero) venne eletto papa Giovanni XII che era Ottaviano dei Conti di Tuscolo figlio di Alberico di Roma.

Questo papa per la prima volta riuniva in sé il potere spirituale e quello temporale anche se il suo stile di vita era molto ‘temporale’: amava il lusso e la dissolutezza tanto che fu dichiarato decaduto dal pontificato. Dopo una lotta tornò al potere ma morì a soli 27 anni probabilmente ucciso da un marito che lo aveva colto in fragrante con la moglie.

I Conti di Tuscolo hanno poi appoggiato l’impero e la decadenza della stirpe inizia nel 1167 con la sconfitta nella battaglia di Prataporci, o battaglia di Monte Porzio, delle loro truppe assieme a quelle di Federico Barbarossa. La città sarà poi distrutta definitivamente nel 1191.

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La città di Fregellae è stata fondata dai Romani nel 328 AC. Era una colonia latina della Roma repubblicana ed è un esempio raro di città così antica.

Dopo la sua distruzione nel 125 a.C. non è stato costruito più nulla nel sito e questo ha permesso la conservazione di strutture appartenenti ad un’epoca così poco conosciuta.

Nell' Area archeologica di Fregellae di Arce sono stati individuati i nuclei principali della città antica.

Si riconoscono il Foro con il complesso Curia-Comizio, un quartiere di case aristocratiche, le Terme pubbliche della colonia, il santuario di Esculapio, dio della medicina, e un altro tempio fuori dalle mura della città dedicato ad una divinità femminile.

Il quartiere aristocratico e le Terme sono visitabili.

Il quartiere abitativo aristocratico comprende anche l’edificio delle Terme pubbliche, fra le più antiche portate alla luce nel mondo romano.

Lungo il decumano massimo, asse viario principale che conduceva al Foro, si aprono quattro padiglioni che coprono le strutture delle domus del tipo della “casa ad atrio”.

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Il sito archeologico del Monte Musino nel comune di Sacrofano si trova sulla sommità del colle dove si trovano i resti della fortificazione medioevale e tracce di un precedente luogo di culto.

Probabilmente si tratta del santuario delle Arae Mutiae citato da Plinio, dedicato al culto di Giove Tonante e di Ercole e risalente al 148 DC.

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