Villa di Orazio by ARTnGO
Villa di Orazio by ARTnGO

Alla base di Colle Rotondo (forse Il Mons Lucretilis Oraziano) a Licenza si trovano i resti della Villa degli Ozi di Orazio in Sabina che il poeta aveva descritto con precisione. La villa gli era stata donata da Mecenate nel 33 AC.

Gli indizi che la hanno fatta identificare sono: la vicinanza di un santuario abbandonato della ‘Dea Vacuna’, la prossimità di una sorgente (Fons Bandusiae) e di un corso d’acqua.

Ma forse Orazio aveva due ville in Sabina: a Licenza e a Vacone.

La villa è suddivisibile in tre parti: l’abitazione, un criptoportico con l’ingresso principale e il nucleo termale.

Nel complesso, che segue il modello della ‘villa d’otium’, si trovano un giardino porticato, aree pavimentate con mosaici e vari cubicula (tra cui la probabile stanza da letto del poeta).

 

powered by social2s

Nel I secolo DC l’imperatore Claudio fece progettare un nuovo polo portuale per Roma e la realizzazione di questo imponente progetto circa venti anni di duri lavori.
L’ampio bacino di attracco era molto ampio ma poco profondo e presto iniziò ad insabbiarsi. Per questo l’imperatore Claudio intorno all’anno 100 fece un secondo intervento realizzando un nuovo bacino scavato artificialmente più all’interno della costa. Questo aveva una forma esagonale, con lati di 335 metri e il lago che si è formato è ancora visibile da tutti i passeggeri dei voli aerei.
L’area dei due porti è inserita in un parco archeologico mentre il territorio circostante è un’oasi naturalistica privata ma visitabile (Oasi di Porto).

powered by social2s

La Villa Dei Volusii di Fiano Romano si trova all'interno della ‘Area Di Servizio Feronia Ovest’ sul tratto Raccordo Roma-Nord dell'Autostrada Del Sole.
La famiglia dei Volusii Saturnini arrivata a Roma nel I secolo AC era una famiglia senatoria molto potente e questa è una delle più grandi ville romane scoperte nell’area e quasi completamente scavata e restaurata.
Il complesso risale al 50 AC e subì notevoli migliorie e ampliamenti fino al tardo impero. Furono i Volusii ad incentivare l'insediamento della colonia Lucus Feroniae. Intorno al IV secolo la villa fu abbandonata e il sito venne riutilizzato come edificio religioso, villaggio fortificato e, infine, fattoria.
La villa ha due livelli separati da un criptoportico e riprende il modello della 'domus urbana'. Sono perfettamente conservati gli splendidi pavimenti con mosaici policromi a decori geometrici poi rifiniti con fiori, uccelli e simboli vari.

powered by social2s
Area archeologica di Trebula Suffenas
 Area archeologica di Trebula Suffenas

Trebula Suffenas è un antico municipio romano situato ad un crocevia stradale ai piedi dell’attuale borgo di Ciciliano. La città romana è stata fra le più importanti ed era posta al passaggio delle rotte che venivano dall’Abruzzo e che portavano carne e lana a Roma.

La città è stata raccontata dal poeta Marziale ed al momento del massimo splendore era corredata di foro e terme. Sono stati ritrovati molti oggetti di vita quotidiana e importanti tombe come quella di Agrippa, genero di Augusto.

È visibile uno splendido pavimento in mosaico bianco e nero originariamente posto nelle terme e che è in corso di restauro per essere localizzato nel museo civico di Ciciliano.

 

powered by social2s
Capena. Lucus Feroniae

Locus Feroniea è un importante sito archeologico a Capena vicino il casello autostradale di Fiano Romano. Il santuario era nato nel III secolo AC ed era dedicato alla antica Dea Feronia, protettrice delle liberte, le schiave delle matrone romane.

Il santuario era frequentato prima dagli Etruschi e dai Sabini e poi divenne parte di Roma durante la sua prima espansione nei territori ad est. Locus Feroniae era raggiunto dalla antica Via Tiberina che seguiva il corso del Fiume Tevere. 

Gli scavi dell’antica città romana hanno fatto emergere i resti del Foro rettangolare sul quale si affacciano una Basilica, due tempi e un viale pergolato pedonale con tabernae, negozi e botteghe. Dai mosaici ritrovati nei negozi si può risalire al tipo di attività che si svolgeva.

Al centro del Foro pare che ci fosse una statua dell'imperatore. La città era dotata anche di un anfiteatro con capienza di circa 5000 persone, delle terme con annessi frigidarium, tepidarium, calidarium e di una schola.

Il museo degli scavi conserva un gran numero di reperti di alto valore con statue ed epigrafi. Gli scavi della città confinano con quelli della VILLA DEI VOLUSII, che si trova all'interno dell'area di Servizio Feronia Ovest dell'Autosole (presso il casello Fiano Romano).

powered by social2s

Nell'Area archeologica Casarinaccio di Ardea sono stati riportati in luce i resti di un tempio dedicato a Venere risalente al VI secolo AC. Sono visibili il podio del santuario, costituito da tre filari di blocchi di tufo poggianti direttamente sulla roccia.
 

powered by social2s

Anzio è sempre stato un luogo di soggiorno per patrizi romani che vi avevano edificato le loro ville.

Una di queste ville repubblicane che risaliva al II secolo AC, è poi diventata imperiale e vi ha trascorso del tempo l’imperatore Augusto e Svetonio racconta che qui è stato acclamato Pater Patriae.

Quando si insediò sul trono, l’imperatore Nerone, che era nato proprio ad Anzio, decise di ampliare la villa e realizzare una sontuosa residenza che è stata utilizzata fino alla Dinastia dei Severi.

La dimora dell'imperatore si estendeva sul Capo d'Anzio lungo una fascia costiera di circa ottocento metri e profonda circa 80 metri. Alle sue spalle si trovava il famoso Santuario della Fortuna Anziate.

Una leggenda narra che Nerone assistette all’incendio di Roma proprio da questa villa.

Dalla collezione privata di statue di Nerone provengono assoluti capolavori come la Fanciulla di Anzio, oggi nel Museo Nazionale Romano, e l’Apollo Belvedere, con cui i romani si ricordavano di aver conquistato la Grecia, che oggi si trova ai Musei Vaticani. La superba statua del Gladiatore Borghese, invece, è custodita al Museo del Louvre.

Nerone volle erigere una villa degna, per dimensioni e magnificenza, del suo status di imperatore. Si può riconoscere un enorme belvedere di forma semicircolare che si affacciava direttamente sul mare. Probabilmente ad Anzio si trovava la famosa Biblioteca imperiale che conteneva anche rari scritti di Pitagora.

I resti si trovano vicino alle rovine di un teatro.
 

powered by social2s
Anfiteatro di Albano Laziale
Anfiteatro di Albano Laziale

L’anfiteatro di Albano Laziale si trova nella parte alta di Albano Laziale, all’esterno di quello che un tempo era il recinto della Seconda Legione Partica.

La costruzione ellittica fu realizzata dalle maestranze della Legione Partica, agli inizi del III secolo DC, sfruttando il pendio del luogo.

Per cui una parte dell’anfiteatro è stata realizzata scavando nella roccia peperina, poi è stato realizzato un terrapieno per avere una superfice piana e poi le parti in muratura di chiusura dell’anfiteatro.

La parte realizzata in muratura aveva due piani (per un totale di 22 metri) e da una parte aveva le gradinate per il pubblico e dall’altra aveva i corridoi di accesso e dei magazzini.

La sua forma era ellittica e le sue dimensioni esterne erano di 113 metri e di 95 circa, mentre l’arena era di 67,5 x 45 metri.

Si accedeva all’arena da due ingressi trionfali e da tre secondari e l'anfiteatro poteva contenere circa 16.000 spettatori e un posto d’onore era riservato all’imperatore e alla sua corte e uno riservato all’editor, il ‘direttore artistico’ degli spettacoli.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, una postazione di tedeschi si posizionò nell’anfiteatro che venne pesantemente bombardato dagli alleati.

Oggi ospita una ricca stagione lirica e teatrale.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.