Ascoli Piceno. Città Medievale

Guardando la Valle del Tronto dove si trova Ascoli Piceno, immediatamente si è sorpresi dal grande numero di torri che la caratterizzano.

Nel massimo del suo splendore nel medioevo, ad Ascoli Piceno si potevano contare circa 200 torri ognuna realizzata da una ricca famiglia che voleva manifestare il suo potere.

Oggi ne rimangono circa 50 di cui alcune abbassate sono entrate a far parte di abitazioni e 2 sono diventate campanili di chiese.

La città è divisa in 6 Sestrieri ognuna delle quali ha un suo cavaliere che compete alla Giostra della Quintana.

Il cuore della città medievale era chiamato La Piazzarola e si trovava attorno alla Chiesa di Sant’Angelo Magno e ancora oggi è un’esperienza perdersi nei vicoli tra torri e ‘orti circondati da mura’. Fino ad un secolo fa in questo quartiere si trovavano le stalle dei carbonai, che consegnavano il carbone nelle case, e le lavanderie.

Da non perdere Rua di Stelle che costeggia in quota il fiume Tronto ed il cui parapetto è usato dagli innamorati per i loro momenti romantici.

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Castrum Novum è un antico centro fortificato romano fondato nel 264 a.C. quando Roma si stava preparando sempre di più a diventare una potenza marittima e a scontrarsi con Cartagine. Si trova nel territorio di Santa Marinella sulla costa a nord di Roma.

Per questo prima della Prima Guerra Punica allestì una serie di porti e di fortezze a loro presidio per contrastare eventuali sbarchi dei punici.

Il centro è stato citato da Giulio Cesare come sede della Colonia Iulia Castronovana e doveva essere tutto circondato da mura. La sua estensione di circa dodici ettari la fanno diventare uno dei più grandi Castrum Romani  

Nel castrum è presente un sistema di peschiere dalle imponenti dimensioni di 48 metri per 30 metri che è uno dei più grandi del Mediterraneo.

Accanto a questa attività di piscicoltura si sono trovati i resti di una casa romana dove probabilmente si trovava una “taberna” e una stazione di posta per il riposo dei viaggiatori lungo la via Aurelia.

Castrum Novum è uno dei più grandi centri fortificati di epoca repubblicana che poi è diventato un importante centro urbano in epoca imperiale.

Da recenti scavi stanno venendo alla luce un teatro, una curia, abitazioni, un tempietto dedicato ad Apollo, un acquedotto, fognature e altre strutture urbane per lo svago della popolazione.

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La via Aurelia era una importante via romana che metteva in comunicazione Roma con Cerveteri e Pyrgi, passando lungo la costa tirrenica.

La via è stata poi prolungata fino a Pisa eppoi a Marsiglia, in Francia dall’imperatore Augusto che la chiamò la Via Julia Augusta.

Il primo tratto fino a Cerveteri risale al III secolo a.C ed è stato costruito dal censore Aurelio Cotta.

Non si rilevano tratti dell’antico tracciato ma ci sono comunque tracce del passaggio di questa importante via di comunicazione come un cippo al km 59,700 con inciso un testo che ricorda come la ricostruzione di un vicino ponte chiamato ‘Ponte di Apollo’ (a tre arcate ed oggi interrato) sia stata fatta dall’imperatore Settimio Severo.

Un altro segno del passaggio dell’antica via Aurelia si ha al km 60,4 dove si trovano i resti di un ponte romano (il Ponte di Largo Imperio) di cui resta una sola arcata in arenaria.

Infine al km 60,7 si possono vedere i resti di una arcata del Ponte di Via Roma (oggi in un giardino privato).

Infine, al km 62,3 si può vedere il Ponte delle Vignacce restaurato nel 1910.

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Nello specchio di mare davanti a Punta della Vipera a Santa Marinella si possono riconoscere i resti di un sistema di vasche che componeva una grande peschiera, ossia una zona in cui venivano allevati dei pesci.

Le vasche sono tutte comunicanti e il complesso ha le dimensioni di circa 48 metri per 30 metri e risale al I secolo a.C. Con le sue imponenti dimensioni, questo è considerato il complesso più grande del Mediterraneo assieme a quello di Torre Astura vicino Nettuno.

Probabilmente nelle vicinanze si trovava una villa di epoca imperiale testimoniata da alcune tracce di pavimentazione, piccole murature e resti di decorazioni in marmo.

A Punta Vipera si trovava anche un antico santuario etrusco costruito nel 530 a.C. che è stato poi in funzione durante tutto il periodo romano e dedicato alla dea Minerva, protettrice delle nascite.

Infatti sono stati trovati reperti che si riferiscono a vari episodi storici come l’invasione di Dionigi da Siracusa del 384 a.C. e l’insediamento romano di Castrum Novum.

Nel periodo imperiale, poi, sulle rovine del tempio è nata una villa romana, ossia un centro agricolo che riforniva tutte le città limitrofe. Il centro faceva parte dell’insediamento di Castrum Novum e probabilmente era parte anche di una successiva stazione di posta lungo la via Aurelia.

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Acquedotto Anio Novus
Acquedotto Anio Novus

L'acquedotto Anno Novus risale al 38 A.C. .

E' stato realizzato da Caligola lungo la Via Empolitana, che parte da Tivoli, passa per Castel Madama e arriva a Ciciliano.

La maggior parte dei resti si trovano a Tivoli, precisamente nella zona Ponte degli Arci, dove un ponte attraversava l'Acquedotto dell'Acqua Marcia, e dove l’acquedotto attraversava il fiume Aniene.

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Non si sa con precisione la storia del Tempio della Tosse di Tivoli.

Da una lapide sembra che l'edificio risalga al periodo di Costantino I, la metà del IV secolo, sui ruderi di una villa romana del I secolo A.C., per commemorare i lavori eseguiti sulla via Tiburtina.

È priva di fondamento l'ipotesi medievale che fosse un tempio dedicato alla personificazione della tosse, per tenere lontana la malattia della popolazione tiburtina.

L'edificio è diventato una chiesa dedicata alla Vergine Maria nel X secolo utilizzando materiale dal vicino santuario di Ercole.

All’interno ha alcuni affreschi tardo medioevali.

E’ stato abbandonato tra il XVII e l'XVIII secolo ed è di proprietà privata.

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L’area di Albano Laziale era nota per le ville di patrizi romani che qui cercavano riparo dal caldo estivo di Roma e volevano una loro residenza dedicata all’Otium.

In località Cavallacci si trovano i resti di una villa romana che risale alla fine dell’età Repubblicana.

La villa ebbe poi il suo periodo di massimo splendore in età imperiale ed è stata abitata sino al V secolo d.C., quando Roma cadde sotto le invasioni barbariche.

La villa aveva una serie di terrazzamenti e serviva anche come centro di produzione agricola, quindi al suo interno si trovavano le abitazioni dei lavoratori.

Sono tuttora visibili alcuni resti di muratura e di pavimenti di ambienti patrizi, della cisterna, della zona rustica.

I reperti ritrovati durante gli scavi, tra cui oggetti in terracotta e la testa in marmo di Tiberio Gemello, si possono vedere nel Museo Civico di Albano che cura gli scavi.

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In località Selvotta ad Albano Laziale, ai confini con Ariccia, si trova uno dei luoghi più importanti di sepoltura della Seconda Legione Partica.

Questa è la Legione che l’imperatore Settimio Severo ha voluto stanziare vicino Roma per la sua protezione personale ed è l’unico esempio di Legione Romana con accampamento in Italia in quanto le legioni normalmente si trovavano ai bordi dei confini dell’Impero.

Le tombe sono state scoperte a partire dal 1866 e ad oggi ne sono state ritrovate una cinquantina tutte con le stesse caratteristiche.

Le tombe sono scavate nella roccia di peperino e sono coperte da una lastra di peperino a forma di tetto o coperchio.

Molte di loro hanno una epigrafe e spesso accanto al legionario si trovavano sepolti la moglie e i figli.

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