Da Colle San Magno, seguendo il Cammino di San Benedetto, si ripercorre anche la stessa strada che le truppe tedesche, che avevano l’accampamento in località La Forma, facevano per raggiungere il fronte di Cassino.

Lungo questo itinerario, restando in quota, è ancora possibile vedere i resti delle fortificazioni della Linea Gustav nei pressi di Villa Santa Lucia e Piedimonte San Germano.

La linea Gustav era stata allestita dai tedeschi per resistere all'avanzata degli Alleati.

La linea attraversava l'Italia dal Mare Adriatico al mar Tirreno con trincee, filo spinato e fortificazioni. In questa zona proseguiva poi in pianura nei pressi di Aquino, dove sono ancora visibili le fosse che erano armate con torrette di carri armati.
 

powered by social2s
Monte Porzio Catone. Barco Borghese

Il Barco Borghese di Monte Porzio Catone è una spianata artificiale realizzata su circa 180 vani sotterranei con volte in calcestruzzo.

La costruzione risale al I secolo AC durante il periodo romano. Forse queste erano le fondazioni di una villa.

Fra le strutture si possono riconoscere cisterne e magazzini, ma non è ancora chiaro il significato di questa spianata.

Nel 1567 gli Altemps trasformarono questo luogo in un luogo di caccia e realizzarono il ‘barco’, ossia un “recinto per animali selvatici da caccia".

Successivamente i Borghese lo trasformarono in un giardino all’italiana integrato nella soprastante Villa Mondragone.

powered by social2s
Roccasecca. Parco Archeologico del Monte Asprano

Il castello di Roccasecca con il piccolo borgo medioevale sono oggi diventati un parco archeologico che comprende le bellezze naturali e la storia del posto.

Dalla sua sommità si può sentire lo spirito di necessità e paura che ha portato le popolazioni a rifugiarsi su questa sommità, ma anche la potenza e il misticismo del luogo.

Qui è nato San Tommaso e questa è l’aria che ha respirato.

Monte Asprano è ideale anche per un trekking e passeggiate che possono poi arrivare fino a Cassino seguendo i percorsi di San Benedetto o della Linea Gustav: dipende dallo stato d’animo del momento.

powered by social2s

Ai confini del territorio di Casalvieri troviamo un vecchio ponte, il ponte del Diavolo il cui nome è legato ad una particolare storia. 

Tutta l’area del paese fin dai tempi più antichi era frequentata da tanti frati. La storia narra che in quella zona, un monaco incontrava di notte una giovane donna non tenendo fede alla sua vocazione. 

Le fughe d’amore non passarono inosservate al monaco superiore che una sera decise di seguire il giovane che vedendosi scoperto con la sua amante decise di disfarsi dell’uomo gettandolo dal ponte.

Per non destare sospetti il monaco infedele raccontò che il corpo del superiore era stato inghiottito dalla forza del diavolo comparso da sotto il ponte!!

Il nome “ponte del diavolo” risulta così legato per sempre a questa storia di amore e di morte nota a tutti gli abitanti della Valle di Comino.

powered by social2s

La contrada nasce attorno al Monastero di Sant’Angelo di Pesco Mascolino, di cui restano alcune tracce murarie. Il monastero era nato intorno al VIII secolo quando i monaci iniziarono l’opera di recupero dell’agricoltura e ricreavano quegli insediamenti urbani che si erano persi dopo la caduta dell’impero romano. 

Sotto il motto Benedettino di ‘Ora et Labora’, i monaci alternavano pre- ghiere, risistemazione delle campagne e realizzazione di piccole costru- zioni. L’esistenza di questo monastero è confermata in un documento del 1097 e fino al 1191, dopo non si hanno notizie, probabilmente anche per le numerose lotte fra papa e impero che avranno il loro culmine con Federico II di Svevia.

La chiesa di Sant’Angelo di Pesco Mascolino in Comino tornò ad essere citata in un documento del 1247 quando venne assegnata a dei mo- naci affinchè con i proventi si potessero acquistare vesti e sandali. Nel 1273 la chiesa era in funzione e potè dare ben sei ducati all’abbazia di Montecas- sino. Per la sua modesta importanza era sotto il controllo amministrativo e funzionale di altre chiese.

Nel XIII secolo praticamente la chiesa smise di avere il suo ruolo centrale nella comunità ed oggi sono visibili solo alcuni suggestivi Resti del Monastero Benedettino fra la vegetazione delle campagne di Casalvieri.

powered by social2s

L’area archeologica di Casalvieri si incentra attorno al Santuario di Pescarolo, che nel passato era sulla strada principale del commercio e della cultura del Lazio del Sud, posto in posizione strategica, difeso dal centro di avvistamento posto sulla collina di Vicalvi. Il Santuario in età ellenistica pre-romana era un ‘emporio’, ossia una sua parte era data in concessione ai mercanti stranieri per commerciare le loro mercanzie. I mercanti avevano una immunità personale ed erano liberi di svolgere la loro attività. Una sorta di moderna ‘area franca’.
Durante il periodo romano, il santuario viene trasformato in un centro ter- male alimentato dalle acque solfuree che scorgano naturalmente nell’Area di Pescarolo.
powered by social2s
FOTO CLAUDIO PASQUAZI
Valmontone. Catacombe e Basilica di Sant’Ilario

A testimonianza del passaggio di popolazioni antichissime, a Valmontone sono state trovate le Catacombe di S. Ilario, sul colle al km 46 della Via Casilina, un antico e importane cimitero paleocristiano che risale alla fine del IV secolo e l’inizio del V.

Le catacombe hanno volta a botte e sono costituite da sei gallerie e cinque cunicoli, sovrastate da pozzi.

Secondo la carta itineraria dell’impero romano, la tavola Peutingeriana, qui si trovava la quarta e la più importante stazione di sosta della via Labicana detta “Ad Bivium”, distante da Roma 44,250 Km. La stazione era vicino al fiume Sacco, e offriva abbondante acqua ai viandanti e ai cavalli.

Nel periodo romano, intorno a questa stazione si formò un villaggio pagano, che probabilmente agli inizi dell’era cristiana si convertì alla nuova religione.

powered by social2s

Prima della guerra a Valmontone erano presenti almeno tre porte murarie. Porta Romana, fu completamente rasa al suolo e di lei rimane solo il toponimo della via.

Le altre due sono Porta Napoletana e Porta Nuova: la prima era una massiccia porta medievale fortificata, con due solidi torrioni merlati sui lati.

L’altra fu eretta all’inizio della Via Nuova per volere di Camillo Pamphilj, in stile barocco, come porta per la strada che conduceva alla piazza sulla cima della collina, sul fianco di Palazzo Doria. Di questa rimane solo parte della struttura e uno dei cardini.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.