Ladispoli. La Posta Vecchia

La Posta Vecchia di Ladispoli è una stazione di posta seicentesca sul mare circondata da un bellissimo giardino all'italiana.

E’ stata costruita sui resti di una magnifica villa romana come è emerso dai lavori di consolidamento del 1966. Oggi è un prestigioso albergo.
 

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L'antica villa romana a Marina di San Nicola di Ladispoli si estende per circa due ettari e probabilmente il complesso era un centro protourbano collegato alla vicina colonia romana di Alsium (247 aC).

Il paese fu abitato ininterrottamente dal I secolo a.C. al V secolo d.C.

Alcuni studiosi ritengono che questo sia l'antico porto di Alsium, ma non ci sono prove.

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Ladispoli. Villa Romana di Marina di Palo

Una villa di epoca imperiale risalente al I–II secolo DC nella zona di Marina di Palo di Ladispoli.

La villa ha un tempietto con statue in marmo, ambienti riccamente decorati, mosaici e un ambiente riscaldato con il sistema ipocausto e tre vasche termali.

Si possono ancora distinguere una grande cisterna a due navate (in via Albatros), alcune vasche e altre strutture in muratura oggi sommerse dal mare.

I resti di questa splendida villa sono distribuiti lungo tutta la zona costiera che va dal bosco di Palo al fosso Sanguinara.

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Genzano di Roma. Le Olmate

L’origine delle Olmate risale alla metà del ‘600, quando Giuliano Cesarini realizza i viali alberati con una organizzazione spaziale a tridente a Genzano di Roma.

Gli storici del tempo definivano le Olmate come una Villa e nell’area un tempo si trovava la Villa degli Antonini.

L’idea di tracciare dei viali rettilinei che congiungano luoghi significativi della città non è nuova nel periodo barocco.

L’originalità di Genzano di Roma consiste nella ricerca di prospettive e quinte scenografiche utilizzando il rilievo di Monte due Torri, la collina di Colle Pardo, la Chiesa dei Cappuccini, il fondale del Palazzo Sforza Cesarini.

In questo modo si ricrea una unità di tutto il paese che diventa un sistema percepibile e che trasmette emozioni.

Nel 1797 il Ratti scrive: “delizia de’ villeggianti e maraviglia de’ forastieri”

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Le rovine del castello di San Gennaro di Genzano di Roma hanno permesso di riconoscere almeno tre momenti storici importanti che ricostruiscono la storia dei comuni del centro Italia.

La prima costruzione risale al periodo della Roma Repubblicana, IV - III secolo AC, con blocchi di tufo in opera quadrata.

Poi l’area diventa una villa imperiale nel I secolo DC e si osservano i resti di una cisterna e dell’impianto termale.

La terza è la trasformazione in castello nel XII secolo DC, testimoniata dalle mura di cinta e i resti dei torrioni.

La costruzione della cinta fortificata con la famiglia degli Annibaldi non ha vita lunga e nel 1303 i Veliterni lo distruggono.

L’area è sempre stata ricca di storia e sono stati ritrovati molti reperti.

E’ interessante una concessione di scavo per ricerche di antichità del 10 Ottobre 1563 e rinnovata il 2 Marzo del 1575 a tal Andrea di Velletri.
 

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Vallecorsa. Pozzi ‘Le Prata’

Il complesso Le Prata sono due pozzi dove le donne andavano per fare il bucato nei lavatoi in pietra. Accanto ai grandi pozzi si trova la chiesa di San Gaetano.

Sulla sponda del Fosso del Maltempo si trovano tre grandi pozzi che si riempiono di acqua piovana e indispensabili in un territorio con una endemica carenza d’acqua. Sono di forma circolare e realizzati in pietra a secco, con camminamenti che permettono di scendere fin nella parte più bassa per attingere acqua.

E’ difficile stabilire la data della loro costruzione ma sono già menzionati nello statuto del 1531 dove venivano sanzionati chi li danneggiava.

L’acqua era un bene prezioso, e serviva per uso sanitario (bere, lavare i panni) e per gli animali.

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