Vallecorsa. Macere e terrazzamenti

Le "macére" sono terrazzamenti costruiti su muri a secco: centinaia di km di muretti per modellare i pendii e poter coltivare la terra a Vallecorsa.

Nel 2011 sono stati inseriti nei 123 siti del ‘Catalogo Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici’ promosso da FAI, dal Consiglio d'Europa e dall’Unesco.
 

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Il castello di Acquaviva, o Vallecorsa Vecchia, è un sito storico-naturalistico di straordinario interesse e bellezza.

Il castello decadde con la crisi del XIV secolo, fino a scomparire verso la fine del XV secolo. Per molti anni ha svolto la funzione di insediamento militare poi abbandonato dagli abitanti che andarono in massa a Vallecorsa, forse attorno alla parrocchia di Santa Maria.

Nel XVI secolo, l'insediamento venne saccheggiato e semidistrutto dalla banda del famoso brigante abruzzese Marco Sciarra, che aveva il suo quartier generale nel castello di Itri.

Acquaviva era un posto di confine tra il Regno delle due Sicilie e lo Stato Pontificio e per questo veniva chiamata "terra di nessuno" o "terra dei briganti".

Oggi sono visibili le sue rovine, la cinta muraria, le cisterne, i resti di materiale necessario alla vita agricolo-pastorale della popolazione.

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Terelle. Mausoleo Napoleonico

Il mausoleo napoleonico di Terelle è una imponente costruzione senza nessun richiamo architettonico culturale con il paesaggio circostante. Un’architettura compatta in pietra squadrata a faccia vista dalle linee elegantemente neo-classiche.

Il richiamo al cimitero si capisce dalla forma che richiama vagamente la “cassa da morto’.

All’interno, lungo le pareti, ci sono i loculi e nel sottostante pavimento a volta si intravede il vano che veniva utilizzato come fossa comune. Il terrazzo è quasi un richiamo al mitico cappello di Bonaparte.

E’ da supporre che il mausoleo cimiteriale fosse stato costruito a seguito della legge di Napoleone circa la regolamentazione delle sepolture, per l’igiene pubblica e un certo egalitarismo che evitasse le discriminazioni sociali. L’Editto di Saint Cloud è del 1806.

I Francesi sono stati nella zona dal tempo della Repubblica Partenopea, nel 1799, fino a tutto il periodo muratiano, concluso nel 1815, con la restaurazione borbonica.

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Con la sua mole maestosa, a 1669 metri di altitudine, domina l’intera Valle del Liri Garigliano-Rapido.

L'antico castello di Terelle visibile da ovunque, con il suo colore tra l’azzurro e il verde, a seconda della distanza da cui si osserva, e i sentieri di Monte Cairo sono facili da percorrere. 

Monte Cairo appartiene al gruppo della Meta e delle Mainarde, ma ha una sua configurazione autonoma. Il nome viene dal latino ‘clarus’ (chiaro), forse per la sua particolare esposizione e la costante illuminazione del sole. Durante il Medioevo si chiamava anche Carea.

Il castello era protetto da cinque torri, una con prevalente funzione di difesa e le altre quattro, una per ogni lato dell’intero complesso con prevalenti funzioni di avvistamento e di comunicazione interna ed esterna.

Oggi restano le mura perimetrali del Castello e torri angolari.
 

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La zona archeologica di epoca romana alle falde del Colle Campeo di Santopadre probabilmente comprendeva un piccolo tempio dedicato alla dea Cerere Helvina e la villa del poeta satirico Decimo Giuno Giovenale.

Questo è stato dedotto da due iscrizioni successive al 79 DC, rinvenute sul posto ma attualmente disperse.

La villa rustica presenta muri in opera poligonale del quarto tipo e nell’area sono stati raccolti notevoli frammenti di vasi, fra i quali alcuni in ceramica a vernice nera di età repubblicana.

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