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Vitorchiano. Bosco del Pietreto

Il bosco del Pietreto di Vitorchiano prende il nome da sassi di peperino giganteschi che si trovano sparsi nell’area dovuti all’eruzione vulcanica del Monte Cimino.

Nel corso dei secoli alcuni di questi massi sono stati scolpiti ed utilizzati come tombe o aree religiose, nel periodo romano, e come abitazioni durante il medioevo quando le persone si rifugiavano nei boschi per scappare alle invasioni barbariche. Sono poi state utilizzate come tombe anche nel periodo Longobardo.

Alcune delle abitazioni sono state usati dai pastori fino agli anni Settanta.

Oggi tutti questi massi rappresentano un ‘parco di sculture’ all’interno del bosco e rendono suggestive le camminate nella natura. Uno di questi massi, nell’area di Bomarzo, è stato totalmente scolpito e sembra una piramide Maya.

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In un'area ad est di Vitorchiano alle falde dei Monti Cimini, attraversata dalla Via Ferentiensis si trovano molte necropoli che risalgono al periodo etrusco e romano.

In questa zona si trova un grande numero di massi scolpiti che dovevano essere cippi funerari, come il masso chiamato ‘sasso del predicatore’, e altari.

È visibile anche una tomba romana a camera con un frontone dipinto e numerose epigrafi romane come quella del magistrato Caius Anicius che era stato un quadrunviro della vicina città di Statonia.

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Nell’area vicino a Bomarzo durante il periodo Etrusco si trovavano diversi insediamenti etruschi che erano collegati dalla importante Via Ferentiensis (cha parte da Ferentum e raggiunge Falerii Novi).

Corviano è uno di questi e, come d’uso fra gli Etruschi, era stato ubicato su un altopiano delimitato da strapiombi e posto all’intersezione di due corsi d’acqua.

Si riconoscono tratti di mura etrusche (caratterizzate da grandi blocchi con incastri) e romane, un certo numero di abitazioni rupestri.

Si possono vedere anche i resti di un castello medioevale in parte costruito proprio sopra le mura. Le notizie su questo maniero sono poche ma per certo nel 1278 apparteneva agli Orsini di papa Niccol III ed è poi stato distrutto da Viterbo nel 1304.

Sono state scoperte una necropoli e molte pestarole, coppie di vasche scavate che servivano per la pigiatura del mosto ed altre emergenze ancora da capire.

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Il ninfeo “Ponari” deve il nome alla famiglia proprietaria dell’area di Cassino.

In età romana era uno spazio annesso ad una ricca residenza privata che ospitava giochi d’acqua.

Oggi è composto da due vani: uno rettangolare con una volta a botte e nicchie rettangolari lungo le pareti e un piccolo atrio antistante con una vasca poco profonda al centro (impluvium). Il ninfeo risale al I sec. a.C..

Originariamente aveva pareti decorate con mosaico, con incrostazioni in pasta vitrea, lapislazzuli e conchiglie. Successivamente fu restaurato e furono realizzati intonaci dipinti con motivi geometrici, ad imitazione di marmi policromi.

È stato utilizzato come rifugio durante la seconda guerra mondiale.

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Lanuvio. Tempio di Giunone Sospita

Il tempio di Giunone Sospita a Lanuvio è uno dei principali simboli della storia della città.

Gli scavi archeologici hanno fatto emergere almeno tre diversi interventi in epoche storiche differenti.

Il primo tempio doveva essere una piccola struttura in tufo. Poi, sul finire del VI secolo AC si realizzò un grande tempio di tipo ‘tuscanico’ di cui restano alcune strutture.

Tutte le terracotte, gli ornamenti trovati e gli elementi votivi si trovano al British Museum di Londra.

Del tempio medio repubblicano, invece, rimangono solamente i 2/3 delle fondazioni per i crolli della terrazza e i furti del travertino utilizzato per il castello medioevale.

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Lanuvio. Il teatro romano

In un angolo del castello medioevale di Lanuvio sono chiaramente visibili i sottostanti resti dell’antico teatro romano di età augustea, venuti alla luce nel 1831 in occasione di alcuni lavori.

Si tratta del muro di fondo della scena, visibile per circa 8,5 metri, perfettamente allineato con il muro della fortificazione medioevale. Fra i resti marmorei si annotano numerosi frammenti in marmo fra cui una transenna in marmo con un grifo alato conservato nel museo.

Nel 1865 furono rinvenuti due frammenti epigrafici che attestano l’attaccamento degli antichi lanuvini a questo monumento che avevano voluto restaurare a proprie spese.

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ph Edox
Lanuvio. Il Borgo Medioevale

Il borgo medioevale di Lanuvio si forma per sorvegliare la costa e difendersi dalle incursioni dei saraceni.

Per costruire il castello viene utilizzato il materiale romano e si riconoscono ancora le pietre in peperino del Tempio di Ercole.

Nell’XI secolo si forma il borgo grazie all’impulso dei Monaci Benedettini e viene realizzato il castello fortificato da mura e da cinque torri (quattro ancora visibili).

Il castello di Civita è stata demolito totalmente nel 1347 dai Frangipane ma fu ricostruito con nuove forme nel XIV secolo.

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Lanuvio. Ponte Loreto sulla Via Astura

Lanuvio era attraversata dalla Via Astura che già nell’VIII secolo AC collegava Roma con Anzio. Una via di intensi traffici usata anche da Cicerone per recarsi nella sua villa sulla costa.

Lungo il percorso si trova l’antico ponte Loreto, databile tra il II e il I secolo AC, che si presenta come un ponte di una sola arcata a tutto sesto.

Il parapetto è formato da grossi parallelepipedi trapezoidali che, assottigliandosi ai lati, danno al ponte la tipica forma a schiena d'asino.

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