Il castello di Pico fu costruito nel 1049 da Giovanni dei Conti d'Aquino e si trova sulla parte alta del paese.

Dai resti del castello si gode un vasto panorama da cui si controlla l'antica via commerciale romana e si capisce l’importanza del maniero.

Oggi restano solo alcuni torrioni sui quali svetta una torre con orologio di costruzione rinascimentale. Una parte del castello è stata destinata a parco pubblico.

powered by social2s
Monte San Giovanni Campano. Pozzo Faito e Cippi di Confine   

Pozzo Faito un sito archeologico in altura a Monte San Giovanni Campano dove sono visibili i resti di un tempio rupestre romano, un pozzo votivo. Accanto si trovano due colonnette confinarie del 1847, un'iscrizione rupestre di duemila anni fa ed una nicchia intagliata nella roccia.

Lo spiazzo, di forma ellissoidale e circondato da una fitta faggeta, era noto con il nome di "gorgone di Faito mare", perché era soggetto ad allagarsi nel periodo delle piogge e del disgelo.

Su questo spiazzo si possono vedere i cippi confinari numero 179, a ridosso del pozzo, e 180, ai margini della macchia. Il laghetto era così tagliato in due parti uguali per ribadire l'importanza dell’acqua.

Il tempio romano era dedicato a Giove e agli Dei Indigeti, divinità locali, ed era completo di portico, edicola e basamento come si deduce da una epigrafe del 4 AC che riporta una citazione dei consoli in carica, i magistrati Caio Calvisio e Lucio Passieno.

Due graffiti, di epoca posteriore, che nominano San Pietro e San Paolo, suggeriscono un riutilizzo religioso del tempio pagano.
 

powered by social2s
Morolo. Valle S. Angelo e Grotta

Nei pressi di una valle chiamata di Sant’Angelo e di una grotta dedicata all’apparizione di San Michele Arcangelo sul Monte Gargano in Puglia, patrono di Morolo, si trovano i resti di una chiesetta più volte edificata e crollata.

I crolli sono dovuti all’ubicazione dell’edificio sotto una parete della montagna dalla quale si staccano spesso dei massi.

Secondo una antica tradizione, fino a poco tempo fa le donne appena sposate, o quelle che allattavano, salivano fino a questa grotta per implorare l’abbondanza di latte per i neonati e intingevano la loro mammella in una fontanella d’acqua che scaturisce da una parete della grotta.

Ancora oggi si ricorda questa usanza in occasione della festa dell’8 maggio dedicata al patrono San Michele Arcangelo.

powered by social2s
Morolo. Castello Colonna

Nel centro storico di Morolo si trovano i resti del castello Colonna oggi formato da soli due vasti ambienti.

Quello più alto sembra essere stata la zona destinata alla difesa mentre l’altro sembra riservato ad abitazione.

Dal castello parte una doppia cinta muraria e sono identificabili anche alcune torri inglobate nelle abitazioni o usate come mura di sostegno.

powered by social2s

Il laghetto chiamato il Solfatara a Fontana Liri ha origine da una sorgente di acqua sulfurea dalle proprietà terapeutiche e da acqua ferruginosa. E’ riconoscibile dal caratteristico odore di zolfo.

I Romani furono i primi ad apprezzare la salubrità delle sue acque costruendo terme e ville, fra le quali la Villa Lateria appartenente a Quinto, il fratello di Cicerone.

Anticamente i contadini riempivano fiaschi di acqua sulfurea che poi andavano a vendere con i loro carretti per le strade di Arpino, Isola Liri e Sora perché si credeva che le esalazioni delle acque sulfuree allontanassero la pestilenza.

powered by social2s

Al centro del paese di Falvaterra si trovava un imponente castello del XIII secolo circondato dal centro storico medioevale e dai resti delle antiche mura.

Oggi resta una torre semicircolare, restaurata con intonaco, il portale meridionale dell’antica città e il ponte, dove doveva esserci il ponte levatoio che immetteva al castello.

powered by social2s

Nella frazione di Coldragone a Colfelice si trova un borgo storico risalente alla fine del XVI secolo e che si sviluppa intorno a Piazza del Duca, in riferimento a Boncompagni.

Nella frazione di Villafelice il nucleo storico comprende alcuni vecchi fabbricati risalenti alla seconda metà del ‘700 e che presentano interessanti portali in pietra.

powered by social2s

Colfelice era nato all’incrocio fra due vie romane: la Via Latina, la pedemontana che collegava Arpinum ad Aquinum, e la Via Vitularia.

Lungo questa seconda via è stata riportata in luce una villa romana operante fra il I AC e il III DC, con un sistema di terrazzamento in opera incerta.

Gli ambienti erano distribuiti su tre terrazze e la villa aveva due portici e una cisterna. Intorno al nucleo principale sono stati trovati numerosi piccoli reperti da i quali si ricostruisce una idea della vita romana oltre a resti ceramici.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.