L’originario castello medioevale di Vivaro Romano è stato ampliato nel 1440 quando gli Orsini ne costruirono uno nuovo e più solido.

Per cinquecento anni ha resistito agli assalti degli eserciti ed è stato demolito solo dai francesi per l’estrema resistenza di Vivaro Romano.

Nel 1609 il papa Paolo V Borghese lo acquistò per il nipote Marco Antonio ed oggi è un bene comunale.

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L’eremo di San Benedetto di Vicovaro fa parte del gruppo di grotte a cui si accede dal giardino retrostante il Convento di San Cosimato eretto nel VI secolo da un gruppo di monaci benedettini.

Le grotte sono a strapiombo sul fiume Aniene e si raggiungono scendendo una scala coperta del XVII secolo.

Le grotte sono adorne di affreschi seicenteschi. Nella sua grotta San Benedetto sarebbe rimasto per tre anni.

Nel convento di San Cosimato sarebbe avvenuto l’episodio del tentato avvelenamento di San Benedetto da parte dei monaci scontenti della sua regola.
 

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Trevignano Romano. La Tomba Annesi-Piacentini

La tomba Annesi-Piacentini di Trevignano Romano è una sepoltura etrusca all’interno di un’ampia necropoli che si estendeva per circa 3 km.

La necropoli risale al VIII-V secolo AC, ossia tra la fase orientalizzante e la fase arcaica della cultura etrusca. L’esame dei corredi funerari ha permesso di ricostruire il profilo sociale degli abitanti del centro etrusco.

La tomba Annesi-Piacentini presenta un dromos, lungo corridoio d’ingresso di 15 m, che porta a due camere simmetriche con banchine scolpite a forma di letti funebri, su cui giacevano sei corpi inumati.

Il ricco corredo è costituito di circa duecentotrenta reperti che si trovano ora presso il Museo civico etrusco-romano di Trevignano Romano.

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Tolfa. Grottini di Rota

La necropoli di Tolfa risale a periodo tra il VII e il VI sec. AC, comprende circa quindici tombe anche se il numero doveva essere almeno doppio prima l'apertura di una cava ne distrusse alcune.

Qui nel 1882 venne scoperta la famosa Tomba dei Pugilatori.

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Santa Marinella. Villa Romana delle Grottacce e Peschiera 

A Santa Marinella, sul piccolo promontorio di Grottacce sul mare si trovano i resti di una villa di epoca imperiale risalente al I secolo d.C. nei pressi dell’antico porto di Panapione.

La villa era utilizzata per la villeggiatura ed oggi è visibile una sala rettangolare pavimentata a mosaico che termina con un’abside e un criptoportico rettangolare pavimentato in marmo che termina in un loggiato con arcate. 

Di fronte alla villa si trova una grande peschiera di forma semicircolare per l’allevamento di pesci e molluschi.

Probabilmente tutto il complesso è stato utilizzato fino alla caduta dell’impero romano e abbandonato con le invasioni barbariche.

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Il ponte Sant'Antonio a San Gregorio da Sassola uno dei ponti più imponenti e meglio conservati degli acquedotti romani.

Doveva superare il fosso della Acquarainga, in una gola profonda. L’arco centrale era alto 30 metri e la lunghezza complessiva dell’opera era di 120 metri.

L’acquedotto Anio Novus è stato costruito tra il 38 e il 52 DC al tempo dell’imperatore Claudio. Nel corso del IV e V secolo il ponte fu oggetto di consolidamento e fu ridotta la luce degli archi.

Il ponte è ancora percorribile a piedi e deve il suo nome ad una immagine del santo posta intono al XVII secolo.
 

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La valle dell’Aniene (Anio) è attraversata da due grandi acquedotti che portavano acqua a Roma. A San Gregorio da Sassola passa l’Anio Vetus (Vecchio), il primo ad essere realizzato, che ha un percorso soprattutto interrato o sotterraneo.

Nel tratto di attraversamento della valle del Fosso della Mola, per mantenere le corrette pendenze, i romani realizzarono un imponente ponte che non risale all'epoca di costruzione dell'acquedotto ma fu realizzato successivamente dagli ingegneri di Adriano.

L’anio Vetus è stato il secondo acquedotto costruito di Roma e fu realizzato dal 272 al 269 AC con i proventi della vittoria su Pirro. Era lungo 63 Km, passava per Porta Maggiore e finiva all’Esquilino.

La qualità dell'acqua era spesso torbida e in età imperiale fu adibito all'alimentazione di fontane ornamentali e per l’irrigazione.

Della portata stimata di oltre 2000 litri al secondo, a Roma ne arrivava circa la metà a causa delle perdite e degli allacci abusivi.
 

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Ruderi del Castello di Rovianello
Ruderi del Castello di Rovianello

Le rovine del castello di Rovianello si trovano a Roviano e raccontano una storia molto interessante.

l Castrum Rubianelli è menzionato la prima volta nel 967 ("casale Oianum minor") e fu distrutto verso la fine del sec. XVI da Muzio Colonna con l’appoggio di papa Sisto V.

La ragione ufficiale era la presenza di briganti, quella reale, invece, la ribellione della popolazione ai soprusi del signore.

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