Le campagne di Casalattico e delle sue frazioni sono caratterizzate dalla presenza di strane realizzazioni circoli in pietra locale.

Si tratta di pozzi scavati a mano che erano utilizzati per drenare l’acqua piovana e utilizzarla per la pastorizia e l’agricoltura. Il pozzo era realizzato con pietre ‘a secco’ e necessitava di manutenzione regolare.

Per questo dopo la forte emigrazione molti sono andati distrutti. Da ricordare che la piazza principale di Montattico era chiamata proprio ‘piazza dei pozzi’ per la presenza di queste strutture ricoperte di asfalto negli anni ’50.

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La 'pietra scritta' è una roccia posta lungo il percorso di una antica strada romana, che collegava Atina con Casalattico, e che racconta la storia della strada.

Nel I secolo DC, un liberto di nome Caio Pomponio Tigrano avrebbe pagato 450.000 sesterzi di tasca per realizzare questa strada che oggi non è più visibile.

Ogni tanto, però, in campagna è possibile imbattersi in pietre in cui si riconoscono i solchi delle ruote dei carri.

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Ponte romano sul fiume Melfa
Ponte romano sul fiume Melfa

Il ponte romano sul fiume Melfa a Casalattico è ancora intatto e funzionante e attraversa il fiume poco prima che questo entri nelle famose gole della Melfa, un’area protetta di interesse comunitario per la sua incredibile bellezza e per i paesaggi naturali di Casalattico.

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Boville Ernica. Le mura

Il borgo di Boville Ernica è racchiuso da un’imponente cinta muraria medievale che comprende 18 torri.

Le mura difensive rendevano Boville inespugnabile e sono così ben conservate che ancor oggi la chiusura dei cancelli delle tre porte cittadine, impedirebbe ogni accesso al borgo.

Camminando intorno alla cinta muraria si può ammirare uno splendido panorama dell'intera Ciociaria in cui sono visibili i territori di ben 72 comuni diversi appartenenti a 6 province di 4 regioni diverse (Lazio, Campania, Abruzzo, Molise).
 

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Ausonia. Il centro storico

Il centro storico di Ausonia conserva il suo aspetto medievale ed è circondato da palazzi settecenteschi con bei portali, finestre a bifore, colonne tortili e cornici arabizzanti.

Si possono rinvenire le “Triplici Cinte”, simbolo adottato dai Templari per contrassegnare i luoghi con una particolare sacralità.

Le incisioni sono presenti in più punti del paese e sono visibili sulle soglie delle case e sui muretti in prossimità delle chiese più antiche.
 

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Acquafondata. Resti del castello

Nella ricostruzione di Acquafondata resta la sua struttura medievale di un borgo di montagna con saliscendi, gradini, scale e scorci panoramici.

Passeggiando per queste stradine si può ancora scorgere il nucleo originale delle mura medioevali, resti del castello, una torre e la porta di ingresso della fortezza costruita dai conti di Venafro.

Secondo fonti storiche il castello fu edificato nel 1018, quando i conti di Venafro invasero i territori dell’Abbazia.

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