Il Ponte Scotonico  
Il Ponte Scotonico    

Il ponte Scotonico di Roviano è un viadotto costruito dai romani al XXXVI miglio dell’antica via consolare Valeria.

E' stato costruito tra il 94 e il 97 DC, quando l’imperatore Nerva ordinò la sistemazione della strada che collegava Roma con il versante Adriatico.

Lungo la Via Valeria sono state ritrovate diverse ville rustiche, sepolture, colonne e numerosi cippi miliari conservati nel Castello Brancaccio.

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Mura Poligonali by ConfineLive
Mura Poligonali

In una zona di campagna di Roviano, in località la Leveta e Collepero, si possono vedere tratti di mura poligonali che risalgono al periodo degli Equi, l'antica popolazione che viveva in questa area prima dell'arrivo dei romani. La datazione è incerta e gli Equi furono sconfitti dai romani nel 304 AC.

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Acquedotti Romani
Acquedotti Romani

Il territorio di Roviano è attraversato da diversi acquedotti romani. Il più importante è quello dell’Acqua Marcia che risale al 144-130 AC ed stato fatto costruire dal pretore di Roviano Quinto Marcio Re.

Si accedeva agli acquedotti attraverso la via Valeria Vetus, una variante militare della Via Valeria.

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Rovine della chiesa di Santa Maria del Ronci
Rovine della chiesa di Santa Maria del Ronci

Alla fine della Valle dell’Inferno dove scorre il torrente Ronci, un affluente dell’Aniene, nel territorio di Roccagiovine era stata costruita la piccola chiesa di Santa Maria del Ronci che aveva anche un suo romitorio.

Attorno alla chiesa sono nate molte leggende legate alla sua costruzione ma anche al trasferimento di una preziosa tavola del Pastura raffigurante la madonna.

La chiesetta era anche ai vertici di uno dei cosiddetti “sentieri della penitenza” che partiva dalla chiesetta del Sepolcro di Vicovaro, seguiva la strada parallela al Ronci e arrivava al santuario di Santa Maria del Ronci. I sentieri della penitenza erano quei cammini che facevano i pellegrini scalzi per farsi perdonare qualcosa che avevano fatto. Alla Madonna del Ronci arrivavano molti pellegrini anche dalla vicina Sabina soprattutto durante i primi di maggio in occasione della festa della Madonna del Ronci e di una fiera del bestiame.

Si dice che la sua costruzione risalga al XV secolo, ma probabilmente era stata edificata su un precedente edificio militare posto in zone di confine di feudi diversi. La storia narra che sia stata edificata da un membro della famiglia Orsini ramo di Roccagiovine e Licenza per proteggere una immagine della Madonna che lo aveva protetto una notte in cui si era perso nei boschi.

Girovagando nella notte aveva trovato un lumino acceso di chi custodiva questa immagine e fece voto di ampliare la chiesetta e di dare una rendita perpetua affinché ‘potessero tenere il lume sempre acceso’. Così le assegnarono una piccola vigna, un castagneto e un pezzo di terra.

La chiesetta era adornata da una statua di Cristo nella lunetta e da una tela della Vergine con Bambino dipinta dal Pastura, un allievo del Perugino.

Nel 1734 Roccagiovine venne venduta a Vincenzo Nunez che fece restaurare la chiesa di Santa Maria del Ronci. Poi, alla fine dell’Ottocento cambiarono le dinamiche sociali e la chiesetta venne abbandonata e cadde in disuso.

La leggenda narra di un altro episodio miracoloso avvenuto nel 1856 durante il trasporto della preziosa tavola del Pastura da Santa Maria del Ronci alla più grande e centrale chiesa di San Nicola a Roccagiovine.

Santa Maria del Ronci si trovava legata dal sentiero della penitenza con Vicovaro che reclamava il possesso della tavola dipinta. Un gruppo di cittadini di Vicovaro tentò di sottrarre l’immagine per portarla nel loro paese ma la coppia di buoi che la trasportava non riusciva a muoversi perché improvvisamente la tavola era diventata pesantissima. I buoi riuscivano a trasportare la tavola se andavano in direzione Roccagiovine ed infatti oggi si trova nella chiesa centrale di Roccagiovine.

 

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Ninfeo Orsini
Ninfeo Orsini

A pochi passi dalla Villa di Orazio di Roccagiovine c'è un "ninfeo" di forma semicircolare dal diametro di 23 metri ottenuto scavato parte della collina.

L'acqua sgorga a tre metri di altezza formando una piccola cascate che termina in una vasca semicircolare.

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Rocca di Papa. La via Sacra


La via sacra è l’antica strada romana che veniva percorsa dai generali romani per celebrare le vittorie.

La via porta alla cima del monte Cavo dove un tempo si trovava il tempio di Jupiter Latiaris.

Si snoda attraverso Monte Cavo di Rocca di Papa offrendo la possibilità di seguire percorso attraverso i boschi di castagno e si è conservata in ottime condizioni.

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Nella piazza dietro la Rocca dei Savelli di Rignano Flaminio, è possibile vedere una grossa Bombarda del ‘500, un pezzo di artiglieria spagnola formato da verghe di ferro tenute assieme da anelli dello stesso metallo battuto.

La storia narra che fosse appartenuta a Cesare Borgia, ma si dovrebbe trattare di un’arma abbandonata dai Lanzichenecchi nel 1527 di ritorno dal Sacco di Roma.

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Rignano Flaminio. Catacomba di S. Teodora

La catacomba di S. Teodora a Rignano Flaminio risale al IV-V secolo, ospita circa 500 sepolcri ed è costituita da tre gallerie cimiteriali cristiane.

La storia narra che durante la persecuzione di Diocleziano, verso il 304, il presbitero Abbondio e il diacono Abbondanzio furono catturati, torturati e condannati a morte dai romani.

Lungo il percorso verso l’esecuzione, sulla via Flaminia, incontrarono il senatore Marciano e suo figlio Giovanni che chiesero di essere battezzati.

Furono tutti decapitati e la matrona Teodora raccolse le spoglie e le depose nel cimitero dove fu rinvenuta un'epigrafe.

Sotto l'impero di Ottone III, nell'anno 1001, i corpi di Teodora, Abbondio e Abbondanzio furono trasferiti a Roma.

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