Nepi. Museo Civico

Il museo si trova nel Palazzo Comunale che, come il Duomo, è sorto sull'area di un grande tempio. Al suo interno si trovano numerosi reperti archeologici, epigrafi, statue per lo più di epoca romana.
 
 

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L'Antiquarium si trova all'interno delle settecentesche Carceri e mostra una vasta raccolta di reperti etruschi e romani. Gli oggetti etruschi provenienti da una ricca necropoli fra il VII e il VI secolo AC. Splendidi sarcofagi in terracotta e un ricco corredo funerario vengono da una importante tomba etrusca a camera degli inizi del I secolo AC.
 

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Il museo si trova all'interno del parco e mostra interessanti reperti provenienti dalla città antica e dai territori limitrofi. Il museo è all'interno di un maestoso castello medievale che risale al XI secolo e che si trova sulla sponda sinistra del Fiume Fiora. Si entra nel museo dopo aver superato un imponente ponte, detto "dell'Arcobaleno", di impianto etrusco.
 

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Il museo civico archeologico raccoglie i reperti dell’abitato di Sorgenti della Nova, uno dei più antichi dell'Etruria meridionale.
In una sezione raccoglie la mostra dei reperti medioevali e rinascimentali rinvenuti in alcuni "butti" del centro storico.
Il museo è stato intitolato all'archeologo Ferrante Rittatore Von Willer (1919-1976) molto attivo nella Maremma e in particolare nella valle dei Fiora.
 

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Civita Castellana. Museo Archeologico dell’Agro Falisco

I Falischi erano l’antica popolazione pre-romana il centro principale del territorio era Falerii Veteres, l’odierna Civita Castellana. Il museo ha sede nel Forte Borgiano e mostra una ampia raccolta di importanti produzioni ceramiche, dalle più antiche in impasto con decorazioni graffite e plastiche a quelle del IV e III secolo AC.
Tra le curiosità si segnala il teschio con protesi dentaria in oro da una tomba scavata alla fine dell’800.

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Il Museo Archeologico Nazionale di Vulci si trova nel Castello dell’Abbadia di Vulci, nel territorio di Canino. La struttura era una ex abbazia dedicata a San Mamiliano che venne distrutta dai Saraceni, riedificata dai cistercensi nel XIII secolo e poi trasformata ed ampliata in epoche successive quando diventò un forte di forma quasi rettangolare con quattro torrioni circolari ai lati.
Nel museo sono custoditi reperti provenienti dagli scavi che partono dal X secolo AC, l’età protovillanoviana, e arrivano all'età romana.
Si parte dalle urne cinerarie, vasi e corredi provenienti da splendide tombe e si arriva agli ex voto anatomici romani riferibili all’età tardo-repubblicana ed imperiale.

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