Museo Civico Archeologico 
Museo Civico Archeologico 

Il Museo Civico Archeologico di Veroli si trova nel palazzo del comune ed è dedicato alla civiltà ernica e romana.

Uno dei pezzi più interessanti per la storia di Veroli è una epigrafe latina che ricorda Gracco, prefetto dei fabbri, e una che ricorda il duumviro Lucio Alfio che faceva parte di un monumento del 197 dC.

Molti reperti sono stati donati da cittadini o provengono dai vari lavori di sistemazione del criptoportico sotto il palazzo, un reticolo di passaggi datati tra il I-II secolo a.C. sotto la piazza centrale che collegano i principali edifici del tempo romano.

I reperti quindi partono dall’epoca romana repubblicana e arrivano a quella medioevale.

Una porzione di mura poligonali, una riproduzione del calendario romano, Fasti Verulani, e una collezione di preziose ceramiche completano la collezione del museo

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FOTO CLAUDIO PASQUAZI
Valmontone. Museo Archeologico

Il museo di Valmontone raccoglie i reperti recuperati durante i lavori per la costruzione del Treno Alta Velocità fra Roma e Napoli.

Infatti la linea ferroviaria segue il tracciato delle antiche vie romane sono state trovate diverse stazioni di posta con terme annesse e villaggi pre-romani.

Di particolare pregio un sarcofago romano e parte di un corredo funebre della ‘Fanciulla di Valmontone’ con un pettine in legno e un grande pendente in cuoio e bronzo.

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ph Gavin Tulloch
Ventotene. Museo Storico Archeologico

Il museo si trova all’interno dell’ex Forte Borbonico ed è nato per valorizzare i resti romani provenienti dell’isola e da diversi relitti che testimoniano l’evidente legame tra Roma e Ventotene. All’ingresso è esposto un plastico dell’isola in età augustea.
Fra i reperti recuperati dal mare: anfore di diverso periodo e tipologia, ceppi d’ancora, un grande dolium e altri oggetti. Una sezione è dedicata alla villa di Punta Eolo e l’ultima ha plastici delle cisterne romane e degli impianti termali di villa Giulia.
Lo stemma borbonico e busto di Tiberio chiudono la visita.

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Sermoneta. Museo della Ceramica

Il Museo della Ceramica di Sermoneta mostra la produzione della ceramica dalla preistoria al Novecento nei diversi paesi in cui si producevano eccellenze come Deruta, Faenza e Viterbo.

La collezione comprende vasellame, corredi funerari provenienti dalla necropoli di Caracupa, e oggetti votivi in terracotta. Il museo è diviso in tre sale.

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Museo della città e del territorio
Museo della città e del territorio

Nel complesso monumentale di S. Oliva, il Museo della città e del territorio di Cori propone la storia del territorio dei Monti Lepini dalla preistoria all'età moderna.

Il paesaggio contemporaneo viene letto ed interpretato, nella sua dimensione storica, come stratificazione di eventi naturali e culturali, prodotto dell’interazione tra l’uomo e l’ambiente.

L’allestimento si sviluppa su tre piani e comprende: una collezione di circa 800 oggetti originali e più di 30 copie di vasi, bronzi, statue, iscrizioni e monete.

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Formia. Museo Archeologico Nazionale di Formia

Il Museo Archeologico Nazionale di Formia si trova al piano terra del settecentesco palazzo comunale, in un’ala nota come Stallone dei Borboni.

Il percorso parte dal I secolo AC e arriva al II secolo DC, che corrisponde all’età giulio-claudia, il periodo del massimo splendore di Formia.

Sono esposte una ricca serie di statue di membri illustri della società formiana e della famiglia imperiale (Gens Giulio-Claudia) provenienti dall’area dell’antico Foro.

Molto materiale è stato trovato nelle numerose ville del litorale.
 

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Lanuvio. Museo Civico

Il Museo Civico di Lanuvio è suddiviso in tre sezioni che rappresentano le tre fasi più importanti di Lanuvio: la sezione preromana e romana, la sezione epigrafica e quella medioevale.

Nella prima sezione si trovano molti reperti delle ville della zona e materiale votivo proveniente dal santuario di Giunone Sospita.

Le epigrafi vanno dal IV al II secolo AC e hanno vari supporti: dall'iscrizione su un fregio al bollo della tegola fino a quella sulle condotte dell'acquedotto.

Tra i reperti più significativi si segnala un affresco di età augustea con scene dionisiache e un parapetto marmoreo raffigurante un grifone di età Antonina.
 

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