La chiesa dedicata a Sant’Ignazio, fondatore dei Gesuiti, venne fatta costruire a Viterbo dalla famiglia Bussi intorno al 1671, come è riportato da una lapide in facciata.
Ma negli anni molte altre famiglie hanno contribuito alla sua costruzione come quella degli Spadensi che è stata la protagonista di una vicenda alquanto complessa.
Infatti gli eredi contestarono il lascito di Donato Spadoni del 1638 ed andarono in causa con il seminario: la controversia si concluse con una riduzione della somma data al seminario.
Per la costruzione del seminario venne concesso di chiudere un vicolo e il complesso appariva così idoneo alla sua importanza.
La facciata fu poi rifatta nel 1837 da un progetto di Vincenzo Federici.
Oggi ci appare proprio con un austero stile Ottocentesco, in peperino ed intonaco e l’unica forma di leggerezza è data proprio dai giochi di colore fra la pietra e l’intonaco.
L’interno è stato invece restaurato nel 1893 da Castore Costantini ed è un ambiente unico con cappelle laterali e una cupola affrescata.
In questa chiesa ha ricevuto la prima comunione Papa Leone XIII il 21 giugno 1821, quando era seminarista. L’episodio è ricordato con affresco dello stemma del papa.
Oggi la chiesa è stata affidata ad una comunità terapeutica ed affidata alla parrocchia romeno ortodossa di "San Callimaco di Cernica".




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