Cellino San Marco. Villa Neviera o Torre del Rifugio

Cellino San Marco. Villa Neviera o Torre del Rifugio

[metaslider id="100233"]
La maestosa villa è stata costruita nel 1888 ed appartenuta al marchese Antonio De Viti - De Marco. Il suo nome ‘rifugio’ nasce dal fatto che ha ospitato Vittorio Emanuele III durante il suo soggiorno a Brindisi che per qualche mese è stata Capitale d’Italia. Infatti, subito dopo la firma dell’armistizio, la Famiglia Reale e il Governo Nazionale si rifugiarono a Brindisi. Qui, dal 10 settembre 1943 all’11 febbraio 1944, fecero sedute, promulgarono leggi che stamparono sulla gazzetta ufficiale, nominarono di nuovi ministri.
La villa è realizzata in tufo dal caldo colore ambrato che termina con una copertura piana e le ciminiere dei camini che appaiono come una torretta. La sua forma è squadrata con un movimento architettonico dato dal portico coperto con volte a crociera del vano di ingresso sul quale si trova un piccolo terrazzo. Il lato verso il bosco è invece arricchito da una bifora e da un soprastante un loggiato con una apertura ad arco neogotico e una decorazione floreale del parapetto in pietra.
Le due grandi sale destinate a salone e sala pranzo sono decorate con grandissimi camini arricchiti da frontone di marmo scolpito.

Storia della neve e del ghiaccio di Cellino San Marco
La neve e il ghiaccio hanno avuto da sempre un ruolo importante nella vita delle persone per ragioni di conservazione del cibo, per sorbetti e per motivi sanitari per curare la febbre, gli accessi e dolori muscolari.
La raccolta della neve era così importante che nello Stato Pontificio l’intero paese di Rocca Priora era stato posto sotto il controllo diretto del Papa per la sua abbondanza di nevicate e per la sua vicinanza con Roma. Il trasporto avveniva con particolari convogli a cui veniva dato ogni forma di lasciapassare per poterli far giungere alla capitale sfruttando il clima fresco delle notti estive.
Per creare una riserva del ghiaccio da poter usare durante i periodi estivi si usavano dei metodi particolari. Per prima cosa si preparavano delle buche nel terreno (nei paesi del centro nord Italia) o si allestivano dei locali interrati posti nel lato nord delle case che venivano chiamati ‘neviere’.
La preparazione del ghiaccio avveniva durante le nevicate in cui con molta solerzia le persone iniziavano a raccogliere la neve e ad immagazzinare la neve e a pressarla per trasformarla in ghiaccio. Poi ogni 40 cm circa veniva realizzato uno strato di separazione con cannucce o foglie in modo da rendere più facile il suo utilizzo durante l’estate.
Nel caso di Villa Neviera, la neve veniva stipata in un ambiente sotterraneo attraverso una bocchetta che si trova nel lato nord dell’edificio.
A Villa Neviera si trovava anche un pozzo d’acqua con una sorgente che forniva il centro di Cellino San Marco durante i periodi di scarsezza d’acqua.


Scritto da
DiscoverPlaces

Discoverplaces.travel promuove i piccoli borghi Italiani e crea ponti con i discendenti italiani all'estero attraverso il Premio Town Ambassador.