Per la sua posizione strategica, il castello di Monte San Giovanni Campano ha svolto per secoli la funzione di difesa dei confini meridionali dello Stato Pontificio.
Infatti il castello è diviso in una parte militare, e poteva contenere sino a 700 uomini, e una per le residenze.
La costruzione risale alla fine del secolo XI e nel 1157 ne divenne proprietario il Conte D'Aquino, vassallo del Papa Adriano IV.
Nel 1184 il castello è stato danneggiato da un terremoto. Tra il 1244 e il 1245 vi fu rinchiuso San Tommaso D'Aquino e qui venne la sua purezza venne tentato da una donna.
Il santo resistette e la sua stanza fu trasformata in cappella. La scena è descritta in un capolavoro del pittore spagnolo Diego Velàzquez: "La Tentazione di San Tommaso" (1632) esposto nel Museo Diocesano di Orihuela (Alicante) in Spagna.
Nel 1495 il castello fu distrutto dalle truppe di Carlo VIII, re di Francia e nel 1595 divenne Sede del Governatore Pontificio, quando Papa Clemente VIII ne rientrò in possesso.
Altri due forti terremoti causarono gravi danni: nel 1703 e nel 1915, che portò alla demolizione di due piani del Palazzo.
Oggi sono visibili due torri, una parte della mura di cinta e un palazzetto e la parte inferiore è diventata un giardino che si attraversa per andare alla Cappella di San Tommaso.
Qui si trova una tela del Solimena e un trittico cinquecentesco di scuola napoletana, sulla parete di fondo si notano tracce di affreschi e la pavimentazione è in piastrelle cotte e smaltate del Cinquecento.




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