

L’arrivo sul soglio pontificio di papa Sisto IV della Rovere cambiò le sorti e nel 1474 arrivò Giovanni della Rovere, nipote del nuovo papa, che divenne Duca di Senigallia. Con lui la città rinacque, le strade furono mattonate, la rocca assunse l’aspetto signorile che ancora oggi la caratterizza e venne costruito il convento con la chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Il duca sposò poi la figlia di Federico III da Montefeltro, il famoso duca della vicina Urbino, ma morì giovane a soli 27 anni. Dal loro matrimonio nacque Francesco Maria che divenne Duca di Urbino e Signore di Senigallia e la dinastia dei Della Rovere governò tutta l’area fino al 1631.
Ci fu una sola interruzione nel governo della città quando papa Alessandro IV Borgia salì sul soglio pontificio e diede tutte le terre a suo figlio Cesare, detto il Valentino. La storia, la spregiudicatezza e la violenza con cui Cesare Borgia ha tentato di sottomettere i suoi rivali, per arrivare alla conquista di Bologna, hanno ispirato il libro de ‘Il Principe’ di Macchiavelli.
E proprio a Senigallia si svolse uno degli episodi più cruenti noto come ‘la strage di Senigallia’ quando agli inizi del 1503 Cesare Borgia portò i suoi rivali con l’inganno in una cena e li fece uccidere.
La morte di papa Borgia e la salita al soglio pontificio di papa Giulio II Della Rovere restituì Senigallia alla famiglia Della Rovere.
Ma l’unione con Urbino e il trasferimento della corte portò la rocca di Senigallia a perdere l’uso come residenza e a diventare un carcere, e a ricovero, e lo rimarrà a lungo tempo fino agli anni ’60 quando si decise di metterla a disposizione della crescita culturale della città. Oggi ospita il Museo delle Marche e locali per mostre.
Nel 1631, la famiglia Della Rovere si estinse e Senigallia entrò fra i possedimenti diretti della Chiesa diventando sempre di più un centro di commercio grazie alla Fiera della Maddalena dove non si pagavano le tasse doganali.
Grazie a questo mercato, Senigallia si espanse e ospitò 14 consolati esteri, di vari paesi del Mediterraneo, che erano nati per proteggere i mercanti delle diverse nazionalità. Il prestigio portò palazzi e sistemazioni urbanistiche, ma l’attenzione diminuì con l’arrivo di Napoleone e lo spostamento commerciale sempre più verso le rotte indiane e atlantiche.
Nel 1828, per animare sempre di più la città, venne iniziata la costruzione del teatro La Fenice che dava spettacoli soprattutto durante la fiera spingendo i mercati ad aumentare la loro permanenza. Questo ha creato quello spirito di accoglienza e di interesse al turismo che caratterizzerà la vita di Senigallia fino ai giorni nostri.
Nel 1846, Giovanni Mastai Ferretti nato a Senigallia divenne papa con il nome di Pio IX e sarà anche l’ultimo ‘papa re’, ossia sovrano dello Stato Pontificio.
Con l’Unità d’Italia, Senigallia perse la sua fiera ma subito si riconvertì in una delle prime città turistiche e il primo stabilimento balneare risale al 1853. Negli anni successivi, il teatro La Fenice venne ampliato e il suo palco era così grande che rivaleggiava con quello della Scala di Milano.
Nel 1928, a Senigallia venne aperta la prima Azienda Autonoma di Soggiorno e Cura d’Italia, un primato che condivide con Cortina d’Ampezzo, e nel 1933 venne realizzata la famosa Rotonda sul Mare.
Il terremoto del 1930 portò molta distruzione e la città venne ricostruita cambiando stile degli edifici e spesso anche la loro disposizione. Fra i nuovi quartieri anche quello dei villini in stile liberty o floreale in prossimità della costa.
Dopo la guerra, negli anni ’60, Senigallia divenne definitivamente uno dei principali centri balneari italiani rivaleggiando con Rimini. Ruolo che ancora riveste grazie a continue rigenerazioni e rinascite.
Il territorio di Senigallia è anche molto famoso per le coltivazioni della vite e la produzione di ottimi vini come Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG, Lacrima di Morro d’Alba DOC, Rosso Piceno DOC, Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC ed Esino DOC.







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