Le uova (ova) in trippa, i sapori antichi di Roma

Ai tempi de Trilussa al popolo non je bastava il quinto-quarto, quello era riservato ai periodi di abbondanza.  Quindi, quando c’era una festa, spesso si doveva sistemare un pasto con poche cose e una di queste è la trippa finta.

E si chiamava proprio così in barba ‘trippa finta’ al contrario di quanto accade oggi che i nomi vengono usati per fare confusione. Ma io dico: come si può chiamare hamburger un qualcosa fatto con le verdure e i legumi? E la ‘bistecca di soia’ vuole prendere il fascino di una bella Fiorentina ma con un gusto mille volte meno saporito?

Ora sembra che il parlamento europeo abbia vietato l'uso di termini come bistecca, salsiccia o hamburger per i menu vegetariani e sono contento che una volta tanto abbiano smesso di occuparsi della lunghezza delle zucchine per qualcosa di un po’ più interessante. Ma questo solo grazie alle insistenze degli allevatori!

Ma torniamo alla Roma papalina, alle feste ‘de noatri’ e alla trippa finta che ha un suo gusto profumato e speciale.

L’ uovo in trippa non è nient’altro che una frittata con la menta ripassata nel sugo leggero e piccante di pomodoro. L’ uovo è un alimento formidabile, completo una vera bomba energetica da solo può sopperire un intero pasto. Poliedrico lo si trasforma in qualsiasi cosa.

L’uovo in trippa è Roma!

Ricetta dell’uovo in trippa

Tutto inizia con la preparazione di un sugo di pomodori che ognuno può fare come da abitudine. Io uso i pelati e, se sono in stagione, con quelli freschi che compro al mercato di Via Trionfale. Quando il sugo è pronto aggiungo un po’ di menta.

Dopo preparo la frittata sbattendo le uova in una casseruola; questa deve essere abbastanza compatta in modo che possa essere tagliata in striscioline. Con la frittata mi diverto a girarla in padella facendola saltare in aria, ma non è necessario e si può usare il coperchio di cottura.

Quando la frittata si è raffreddata in un piatto, è il momento di tagliarla in strisce, magari usando le forbici.

A questo punto si mette il sugo in una padella e quando è caldo si aggiungono le strisce di frittata e si amalgama il tutto.

Una volta messe nel piatto è il momento di una grattugiata, o meglio scaglie sottili di pecorino, un po’ di pepe e qualche fogliolina di menta fresca.

Me la sono goduta con un bicchiere del rosato ‘Love is a choice’ di Donna Vittori prodotto con le uve dei vecchi vitigni recuperati dall’abbandono.


powered by social2s

Scritto da
Claudia Bettiol

Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Consulente per lo Sviluppo Turistico dei Territori, specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle...

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.