I “cicci ammaritati” sono un piatto della cucina tradizionale del Cilento che veniva preparato il Primo Maggio usando tutti i legumi e i cereali rimasti dall’inverno per augurare una buona annata di raccolto.
Ma in altre zone di Italia si usava farlo il 2 novembre come piatto unico per commemorare i defunti. La tradizione di usare legumi il Giorno dei Morti è stata riscoperta in alcuni paesi della Ciociaria come Le fave dei Morti di Aquino (https://discoverplaces.travel/it/racconti/lifestyle-it/la-tradizione-delle-fave-dei-morti-il-2-novembre-ad-aquino) preparate utilizzando un legume particolare ripiantato solo di recente.
I cicci ammaritati sono una pietanza semplice ma molto gustosa e, come per tutte le ricette tradizionali, ne esistono infinite varietà ma importante è l’uso di varie qualità di legumi e di cereali.
Nella versione che ho preparato io ci sono fagioli borlotti, fagioli cannellini, ceci, lenticchie, piselli, farro ed orzo.
Ricetta dei cicci ammaritati di Vanni
Se per questa preparazione useremo legumi secchi allora dovremo metterli in acqua a rinvenire la sera prima.
Iniziamo la preparazione: in un tegame con un filo di olio mettiamo cipolla e carota tagliati grossolanamente e facciamo appassire per pochi minuti (se usiamo legumi in scatola sciacquateli bene prima di aggiungerli).
Poi mettiamo l’orzo, facciamo insaporire e aggiungiamo i legumi. Mi raccomando, il farro per ultimo perché è quello che cuoce in meno tempo: “il mio in 10 minuti”. Aggiungiamo acqua e lasciamo cuocere per 30/40 minuti.
Nel frattempo, prepariamo un pesto con prezzemolo, aglio e sale grosso che aggiungeremo alla fine dopo avere assaggiato e messo il sale.
La minestra va servita con pane bruschettato e un giro di olio, magari quello novello appena preso dal frantoio.
Nel bicchiere rimaniamo in zona un Cilento con un vino rosso di uve aglianico per il 70% e piedi rosso per il rimanente 30%, un Ceraso IGP Paestum.




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