25-27 mag: Piazza di Siena a Roma

Per tutto il fine settimana sono continuate le visite guidate alla mostra Cavalli, una passione di famiglia che abbiamo curato per conto di Casina di Raffaello, la ludoteca del Comune di Roma.


La troupe di ClassHorse Tv, la maggiore televisione del mondo equestre, è venuta a fare un servizio sulla mostra e insieme abbiamo parlato di come aiutare la crescita dei giovani che si avvicinano a questo sport. Il rapporto uomo-cavallo ha radici così profonde che raccontare la storia del cavallo significa anche raccontare la storia dell’uomo.


La mostra continuerà fino al 22 luglio e siamo sicuri che avremo modo di ospitare molti altri illustri personaggi che come noi hanno il ‘gene del cavallo’. La mostra è corredata di un catalogo, un libro dal titolo Storie di donne, uomini, cavalli e arte scritto a due mani da Claudia Bettiol e Maria Vittori.


Potete guardare il servizio completo sul sito web di "Horse Class TV" cliccando questo link - https://goo.gl/UCv2a9
O qui sotto:
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Una mostra a Casina Raffaello e un libro dedicati al cavallo per Piazza di Siena

Un libro e una mostra dedicata al cavallo a Casina di Raffaello in Villa Borghese a Roma in occasione dell’86° Concorso di Piazza di Siena, la competizione più importante in Italia dove si incontrano cavalieri da tutto il mondo.
La mostra “Cavalli, una passione di famiglia” espone oggetti raccolti in oltre 15 anni di collezionismo in varie parti del mondo. Oggetti artistici ma anche curiosi dagli utilizzi più disparati.
Il libro è scritto da Claudia Bettiol e Maria Vittori, mamma e figlia, e si intitola “Storie di donne, uomini, cavalli e arte” e racconta storie accanto ad alcuni dei pezzi esposti e ai paesi dove sono stati acquistati. Dall’introduzione del libro:
Chi ama il cavallo ha un gene particolare!
Quando si ha il gene del cavallo si plasma la vita attorno a quella di questo animale e si è felici. Non è possibile vedere qualcuno a cavallo triste, il cavallo trasmette gioia. Vedi le persone che si alzano in inverno alle 5 di mattina, con la pioggia o la neve, per dar da mangiare e pulire i cavalli e le vedi serene. Le vedi sudare in estate ... e sono felici.
Con questo spirito ci siamo avvicinate al mondo del cavallo da quando mia figlia aveva 5 anni e da allora non lo abbiamo più abbandonato. Ma essere un genitore di una ‘cavallerizza’ è anche faticoso, con ore al freddo a guardare le lezioni, alzate alle 4 di mattina per andare a fare le prime gare e tutti i fine settimana impegnati con raduni sociali.
Il rischio di avere dei figli così presi dal cavallo è quello di non aiutarli ad allargare gli orizzonti, di non fargli sperimentare altri sapori della vita legati alle espressioni creative dell’uomo come l’arte, la musica, la pittura.
Così ho iniziato un percorso parallelo in cui avvicinavo i bambini all’arte facendo leva sulla loro passione per il cavallo. Tutto è nato quando, girando per Roma, Londra o Bruxelles, mia figlia mi faceva notare tutte le statue equestri che adornano queste città.
Ogni volta che andavamo a Roma dovevamo passare per forza a Piazza Venezia dove ci sono ‘i cavali sul tetto’, le statue equestri sopra il grande monumento al milite ignoto.
Così abbiamo iniziato a frequentare musei soffermandoci solo sui quadri che avevano cavalli dove era mia figlia piccola che mi raccontava il cavallo. Infatti nonostante la sua età era in grado di farmi vedere dei particolari sulla posizione o sui morsi o altro che raccontavano una storia parallela a quella della bravura dell’artista.
Così ho iniziato a comprare solo racconti basati su storie di cavalli per avvicinarla alla lettura e a comprare oggetti artistici in giro per il mondo perché in quel periodo dovevo viaggiare molto per lavoro. Per i giocattoli invece non c’è stato problema perché ha sempre giocato solo con cavalli e negli anni il loro numero è sempre aumentato.
Ad un certo punto anche gli amici che viaggiavano hanno iniziato a riportarci qualche regalino di cavalli e negli anni si è formata la collezione. Per anni la abbiamo avuta esposta a tutti, quando vivevamo dentro un centro equestre, poi la abbiamo tenuta in armadi a casa fino all’incontro con il Museo del Giocattolo di Zagarolo.
La collaborazione con il museo permette a molti bambini di scoprire questo mondo e ci riempie di gioia per la strada che stiamo percorrendo insieme.

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Non mollare mai! Tulloch, un grande cavallo da corsa

Oggi questa è una vecchia storia che è cominciata nel 1956 quando avevo quasi 9 anni e un cavallo da corsa aveva iniziato la sua carriera arrivando secondo nella AJC Breeders Plate, la prima gara classica della stagione che si tiene nell'emisfero australe poco dopo il compleanno "ufficiale" dei cavalli del primo agosto.

Sì, eravamo a Sydney, in Australia, per essere precisi al Royal Randwick Racecourse. Poco dopo, questo cavallo sarebbe diventato uno dei più grandi cavalli da corsa di tutti i tempi. Vinse la sua prima gara, la Canonbury Stakes e vinse, o arrivò secondo, in tutte le gare nella stagione 1956/57 e ripeté la grande stagione con 14 vittorie e due piazzamenti l’anno successivo quando aveva tre anni.

È stato in quell'anno che Tulloch ha battuto il record per il miglio e mezzo che era stato tenuto da Phar Lap per 29 anni e poi ha continuato conquistando la seconda grande gara in calendario, la Caulfield Cup. Fu in questa stagione che mio padre mi portò, eravamo solo noi due, all'ippodromo di Warwick Farm, a sud-ovest di Sydney, per vedere Tulloch vincere le Chipping Norton Stakes di oltre 10 lunghezze.

Ma la gloria non viene sempre a coloro che sono grandi, e il proprietario tolse Tulloch dalla Melbourne Cup ritenendo che la gara di 2 miglia fosse troppo lunga per un cavallo di 3 anni. Anche se aveva messo avanti gli interessi del cavallo, che ha continuato a vincere praticamente ogni altra gara del calendario, i fan e i sostenitori del campione ritennero che gli fosse stata negata la gloria.

A quel tempo Tulloch non si limitava a gareggiare in eventi a peso fisso ma anche in handicap, dove la sua "schiena paludosa" e la sua statura relativamente piccola sembravano portare il peso con facilità.

E poi il disastro: un'infezione allo stomaco che avrebbe dovuto uccidere il cavallo e che lo ha lasciato nel paddock per quasi due anni. Ho provato una forte connessione ed emozione nei confronti del cavallo in quanto questo periodo è coinciso con i miei disturbi ai bronchi che mi hanno fatto ricoverare in ospedale e ho dovuto fare un recupero che è durato molti mesi.

Tuttavia, il cavallo ha recuperato ed è tornato a vincere la sua prima gara. Da parte mia ho vinto borse di studio per le scuole superiori.

Era il 1960, quando Tulloch tornò di nuovo al suo apice e io avevo imparato come "gestire un libro" da mio padre contabile. Per una settimana prima della grande gara, la Melbourne Cup, ho preso scommesse sul campo, ma le probabilità erano SP (prezzo iniziale), quindi non ho potuto controllare il 'libro'.

Sembra che se Tulloch avesse vinto, tutte le scommesse "zac" (6 centesimi) e " tray’" (tre penny) su Tulloch, queste mi avrebbero rovinato. Tulloch portava 64 kg, circa 7 kg in più dell'impostazione più pesante dell'era attuale.

Alle 14:40 abbiamo ascoltato durante la lezione di Fisica il richiamo della gara - e in qualche modo, il fantino di Tulloch ha convinto il cavallo a perdere. Mentre le mie tasche si gonfiavano, il mio cuore affondò. Sentivo di aver venduto l'anima del mio eroe per un penny d'argento.

Sì, Tulloch ha poi recuperato da questa esperienza sconvolgente e ha continuato a vincere la sua ultima gara, la Brisbane Cup, oltre le stesse 2 miglia di distanza, in un tempo più veloce e con oltre 62 kg di peso. Ha dimostrato che per il grande c'è solo una legge:

Non mollare mai!

Eppure, mi chiedo come si sentisse il grande cavallo da solo nei paddock, lontano dagli applausi e dall'adulazione delle migliaia di fan e sostenitori.

Ho ancora una grande foto incorniciata del mio eroe che è stata data nel 1969, un mese dal mio primo matrimonio.

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19 mag: a Villa Borghese inaugurazione della mostra ‘Cavalli una Passione di Famiglia’ e presentazione libro

Iniziamo da oggi una collaborazione con Zetema, il sistema museale della città di Roma, in modo originale.
Da una parte le nostre Guide dei Borghi d'Italia saranno vendute nel book-shop del Museo di Palazzo Braschi e dall’altra abbiamo organizzato una mostra dedicata ai cavalli, "Cavalli una Passione di Famiglia" in occasione del maggiore evento equestre della capitale.
Dal 24 al 27 maggio a Piazza di Siena (all’interno di Villa Borghese) si svolgerà l’86° Concorso Ippico Internazionale di Piazza di Siena, uno dei più emozionanti al mondo. Sport e storia si fondono per questo evento che questo anno si arricchisce di arte grazie alla nostra collezione.
Il giorno dell’inaugurazione, il 19 maggio, sarà poi presentato il volume “Storie di Donne, Uomini, Cavalli e Arte” di Claudia Bettiol e Maria Vittori, nel quale le due appassionate raccontano la storia della collezione che è già stata esposta al Museo del Giocattolo di Zagarolo.
L’attore Maurizio Mosetti interpreterà la favola di Alessandro Magno e del suo cavallo Bucefalo.
Inoltre sarà offerta a tutti una fetta della speciale torta a forma di cavallo della chef e cake-designer Lucia Tiziana De Luca.
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Casina di Raffaello
Casina di Raffaello

Stiamo preparando un progetto speciale per questo maggio, in occasione dell'annuale gara di equitazione di Piazza di Siena, andremo ad esporre all'interno della Casina di Raffaello una collezione privata di statue e cimeli equestri. Stay tuned!
 
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