Ci sono tante artiste ma a poche è concesso di diventare Divine. Forse la più divina di tutte è Maria Callas che con la sua voce è stata capace di far piangere ognuno degli spettatori dei suoi spettacoli a teatro.
E non è un caso se l’Opera Lirica Italiana sia diventata Patrimonio UNESCO, quando si incontrano artisti come Maria si può capire tutta la sua potenza.
Oltre alla incredibile emozione della sua voce, il mito della divina è stato alimentato dal suo impossibile amore con Aristotele Onassis, un armatore greco che allora era fra i più ricchi della terra.
Aristotele amava le donne e ha vissuto una intensa storia con Maria Callas che però ha lasciato per sposare la vedova del presidente americano JF Kennedy. E la leggenda dice che Maria lo ha scoperto dai giornali e che dopo anni di lontananza il suo legame con Aristotele sia stato così forte da essergli stata vicina negli anni bui della sua malattia.
La storia di Maria Callas è stata raccontata nello spettacolo "Gran Galà ricordando la divina Callas, arie e passioni di una diva” inserito nella stagione teatrale di Colleferro. Uno spettacolo che è stato una piccola perla e una sorpresa anche per me che ho seguito le rivalità fra Maria Callas e Renata Tebaldi sin da quando ero piccola.

Il bravissimo Maestro Stefano Giaroli, che ha suonato il pianoforte ma che è stato anche il narratore che ci ha accompagnato alla scoperta della divina, ha scelto di soffermarsi su alcuni aspetti della vita della Callas che non tutti conoscono.
Certamente la sua infanzia fra Stati Uniti e Grecia e il fatto che era praticamente non vedente. Per ovviare al suo problema e per non indossare grandi occhiali con spesse lenti, la Callas imparava tutte le parti dell’opera costringendo a innumerevoli prove prima di andare in scena. In questo modo non aveva problemi e non doveva osservare il direttore d’orchestra (che non avrebbe potuto vedere) ma si inseriva in modo armonico al momento giusto.
La sua vera rivoluzione, quella per cui è passata alla storia dell’opera lirica, è che ha iniziato a recitare come una artista vera. Non è mai stata solo una cantante a cui era stata assegnata un’aria, ma una attrice che cantava la sua storia con le gioie e i dolori del personaggio che interpretava.
Una serata veramente speciale, anche grazie alla splendida voce della soprano Renata Campanella che ha cantato una selezione di arie significative nella storia di Maria Callas. La sua potente ma aggraziata voce risuonava nel teatro facendo vibrare tutte le nostre emozioni e regalandoci momenti di rara intensità.
Dal palco sono stati mandati i saluti al sindaco Pierluigi Sanna, sempre presente ad ogni spettacolo e vero artefice della rivoluzione culturale di Colleferro che ha portato il teatro Vittorio Veneto ad essere sempre pieno di un pubblico attento e curioso.
Dalle parole del Maestro Giaroli, sembra che il pubblico di Colleferro si possa candidare a diventare il loggione del Lazio (riprendendo l’importanza di quello della Scala di Milano).





Seguici sui social