Recentemente, la Via Appia Antica è stata ufficialmente riconosciuta come patrimonio dell'UNESCO, un onore che celebra la sua importanza storica, culturale e archeologica. E questa notizia, ha fatto tornare nella mia mente un ricordo di infanzia che mi è molto caro, e che in qualche modo mi lega alla “Regina Viarum”.
Da piccola essendo nata e cresciuta a Roma mi capitava insieme alla mia famiglia di passare le mattine estive a passeggiare per la Capitale, in uno spontaneo giro turistico per i monumenti e piazze della città. Il Colosseo era per me uno di questi monumenti, e di recente mi è tornata alla mente il ricordo di quelle passeggiate, protetti dall'ombra delle sue arcate che ci guidavano alla ricerca di refrigerio lungo tutto il perimetro di una delle sette meraviglie del mondo. E io piccolina a scrutare ogni parete alla scoperta di segreti nascosti, una scritta, una colonna murata nelle mattonelle terracotta. Ma il segreto tra tutti più grande per me, erano i lastroni tondi che componevano l'antica strada romana che rivestiva la camminata dal Colosseo fino all'Arco di Costantino.
Era un luogo magico per me, soprattutto quando pioveva, quei giorni dove ogni masso diventava come una piccola isola circondata dall'acqua, e una delle sfide per la "piccola me" era quella di saltare masso in masso senza toccare acqua. Adoravo quella strada e i miei giochi da bambini, e mi dicevo sempre: pensa quanto sarebbe bello avere un’intera strada così su cui giocare”.
Quindi immaginate la mia sorpresa e gioia quando qualche anno dopo a scuola scoprì che c'era una strada ancora più grande, fatta proprio di questi massi tondi, che collegava ai tempi dei Romani tutto lo stivale...e oltre!
Adesso la “me grande” sa bene che quella strada si chiama Via Appia, e che la Regina Viarum è entrata questo 27 Luglio nel patrimonio mondiale UNESCO, la 60° candidatura per l'Italia. E ora finalmente la piccola e la grande me possono esultare di gioia, anche se come per questo mio ricordo d’infanzia dimenticato per tanto tempo, anche nella storia moderna della Via Appia e della sua candidatura c’è qualcosa che manca: un pezzo di storia e di strada…in tutti i sensi.
Ma iniziamo dal principio…
Terracina, Tempio di Giove

La storia della Via Appia
La Via Appia Antica, spesso chiamata la "Regina Viarum" (la regina delle strade), è una delle più antiche e importanti strade costruite dall'Impero Romano. Fu iniziata nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco, da cui prende il nome, con l'intento di collegare Roma con l'Italia meridionale. Originariamente, la strada partiva da Roma e terminava a Capua, ma fu successivamente estesa fino a Brindisi, coprendo una distanza di circa 540 chilometri. La Via Appia serviva come arteria principale per il trasporto di merci, truppe e messaggi tra Roma e le sue colonie nel sud Italia. Era famosa per la sua costruzione avanzata, che prevedeva l'utilizzo di grandi pietre basolate, e per la sua importanza strategica e commerciale. Nel corso dei secoli, la strada ha visto passare imperatori, eserciti, mercanti e pellegrini, diventando un simbolo della potenza e dell'ingegneria romana.

La Via Appia Antica nel Lazio
Ovviamente, la grandiosità della Via Appia Antica come museo a cielo aperto si esprime ai massimi livelli nella regione Lazio, partendo da Roma e dirigendoci a sud, c’è da sorprendersi della quantità di monumenti e siti archeologici, ma anche parchi e riserve naturali che ancora oggi la Via Appia collega in un fil rouge fisico ed emozionale. Pensiamo al solo Parco dell’Appia Antica.
Pochi sanno che è di grande rilevanza il passaggio Pontino dell’Appia Antica, che passa Roma e si inserisce nella Provincia di Latina, interessando i Comuni di Cisterna di Latina, Latina, Norma, Sermoneta, Sezze, Pontinia, Terracina, alcuni dei più belli di questa Provincia che per lavoro ho visitato e in cui ho trovato un’immensurabile quantità di bellezza, archeologica e …umana. Basta pensare a Terracina, meta vacanziera dei Romani, per il suo mare si, ma anche per il gioiello che è il Tempio di Giove che si affaccia dal Monte Santangelo su tutta la città e gli stabilimenti balneari. Oppure Norma con la sua Antica città di Norba dove sono ancora ben visibili le terme Romane le poderose mura Ciclopiche, un importante sito archeologico che per i più avventurosi può essere osservato anche dall’alto grazie alle attività di parapendio
O ancora Sermoneta, con il suo Castello Caetani, un bastione che ospita al suo interno grandi eventi e un programma di Festival estivi dedicati alla musica. E ancora i vicini Giardini di Ninfa, inseriti nel circolo dei Grandi Giardini Italiani, tra i più belli.
Ebbene il tratto Pontino della Via Appia, nello specifico quello che si snoda «nella Pianura Pontina con diramazione per Norba, secondo l’Icmos (International Council on Monuments and Sites) deve essere escluso dal tracciato Unesco. E così è stato!
L’obiettivo del riconoscimento della Via Appia come patrimonio dell'UNESCO, oltre a un tributo alla sua rilevanza storica e culturale, è alla fine uno status di protezione internazionale che nel tempo aiuterà a preservare la strada e i suoi monumenti. L'inclusione nella lista dell'UNESCO attirerà maggiore attenzione e risorse per la conservazione, promuovendo il turismo culturale e sostenibile. Una sconfitta per questi territori che oggi si trovano privati di una grande opportunità.
Sono sicura che ognuno di noi ha dei ricordi d’infanzia legati ai nostri preziosi monumenti. E nell’attesa di scoprire le motivazioni di questa decisione, ritorno ai miei e ripenso al basolato, alla Via Appia, patrimonio dell’UNESCO, patrimonio di tutti.

I Giardini di Ninfa





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