Sept Wine e Maria Vittori, due cantine biodinamiche
Sept Wine e Maria Vittori, due  cantine biodinamiche

Sept Wine e Maria Vittori, quando la biodinamica unisce paesi lontani, cantine e persone

Sept Wine e Maria Vittori, due cantine biodinamiche

Le bombe su Beirut pesano come ferite e non possiamo non andare alla bellezza del Libano e soprattutto alla bellezza delle sue persone. Ci siamo state di recente e ci portiamo ancora addosso il calore delle persone come quello di Maher Harb, un matematico che ha vissuto a lungo a Parigi per poi sentire il bisogno di fare qualcosa per lui, la sua comunità e il suo paese.

Con i ricordi di suo nonno e delle montagne del loro villaggio di origine nel cuore, ha deciso di tornare a piantare vitigni in quota e di recuperare alcune varietà locali che erano praticamente scomparse. Lo abbiamo scoperto cercando produttori biodinamici di vino in Libano, dove Maher è considerato un vero maestro.

Per trovarlo ci siamo incamminate sulle montagne a nord di Beirut verso il villaggio di Nehla, lungo una strada tortuosa che a tratti sembrava una mulattiera. Mentre ci chiedevamo se fossimo sul percorso giusto abbiamo cominciato un nostro viaggio quasi spirituale sul rapporto ancestrale che lega uomini e vigneti.

Sept Wine e Maria Vittori, due cantine biodinamiche

Italia e Libano potrebbero sembrare paesi lontani, ma quando si parla di vini biodinamici la lontananza si azzera. Maria Vittori e Maher Harb, della cantina Sept Wine, hanno un legame molto più profondo di quanto possa apparire e condividono una filosofia di vita.

Direi che un vigneto a circa 900 metri di quota con questa strada può essere definito certamente ‘eroico’. “Ho piantato i vigneti e realizzato la cantina in omaggio alla mia famiglia e in particolare a mio nonno. Sono un matematico e vivevo in Francia quando, ad un certo punto, ho sentito che questa era la cosa giusta da fare, e oggi sono felice”.

Maher ha chiamato questa sua scelta come “A Journey Back to the Roots” iniziato nel 2017 dopo anni di riflessioni, un viaggio che ancora continua coinvolgendo sempre più persone.

Una scelta così estrema non poteva che essere improntata alla valorizzazione dei vitigni locali, spesso recuperati da piante che si erano arrampicate su alberi, e su una filosofia di totale rispetto ambientale come quella della biodinamica.

Sept Wine e Maria Vittori, due cantine biodinamiche

Oggi 5.000 persone arrivano ogni anno percorrendo questi sentieri per visitare la cantina ed assaggiare la cucina di sua madre che trae ispirazione dalle antiche ricette libanesi del territorio ma che profuma di presente.

“Nel 2025 sono venuti a trovarmi anche 70 italiani e voi siete i primi del 2026”. Da buon matematico Maher ha tutti i dati aggiornati sul suo telefonino dei visitatori e le statistiche sulla loro provenienza.

“Il mio lato matematico e il mio lato spirituale mi hanno portato a chiamare questa cantina Sept che vuol dire sette. E sette è il mio numero magico che mi lega a mio nonno.”

La degustazione dei suoi vini è stata un vero viaggio nelle profondità del Libano e del Mediterraneo che ci unisce e ci siamo riproposti di continuare a contaminarci scambiandoci visite e suggestioni.

In questi giorni di insulsi bombardamenti, la storia di Maher, e di altri amici di cui racconteremo le eroiche imprese fatte di impegno e di amore, appare ancora più stridente nel confronto tra sogni e incubi. E mi viene da domandare se siamo umani perché cerchiamo di preservare bellezza e armonia o se siamo solo dei sognatori impossibili.

Grazie Maher per quello che hai fatto e mi scuso con te e tanti altri libanesi per non essere riuscita a fermare la follia di chi sta distruggendo i vostri/nostri sogni.

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