Piglio e i suoi dintorni sono stati oggetto di molte attenzioni dalle fazioni impegnate nella distruzione durante la seconda guerra mondiale. Come per molti altri luoghi di meditazione e di culto, il convento e la chiesa di San Lorenzo, appollaiati sulle pendici del Monte Scalambra sopra Piglio, sono stati particolarmente benedetti.
La chiesa e il convento sono stati danneggiati e nel 1954 le strutture ricostruite sono state riconsacrate: il ricordo degli eventi resta in una grossa bomba "strappata" integrata nel muretto che si affaccia sul vecchio oliveto del convento.
San Lorenzo è il santo patrono di Piglio, quindi questa chiesa con la sua pianta circolare è particolare per i locali che nel 2012 hanno contribuito all'installazione di un nuovo portone di ingresso in vetro colorato alla chiesa.
La chiesa è adiacente al convento francescano e ha un tetto con una cupola divisa in due sezioni che ha "magiche" apparizioni nella sottostante città di Piglio. Se state un giorno in piedi nella piazza vicino al municipio di Piglio non potete sapere se la chiesa di San Lorenzo esiste o no.
Un giorno non si riesce a vedere la cupola, mentre in un altro giorno la cupola è visibile a tutti i frequentatori della piazza. Come e perché la chiesa e il convento di San Lorenzo cadano e risorgano in tal modo è un mistero di Dio. Alcuni dicono, un mistero della geologia legata a un possibile aumento e diminuzione della sottostante falda d'acqua.
Ai piedi della chiesa di San Lorenzo non si ha alcun accenno di mancanza di solidità o di cambiamento di altitudine del terreno e dei solidi edifici. Non ci sono segni di danni causati dal movimento.
Eppure la gente insiste.
A parte le dissertazioni sulla apparente altitudine, la ragione principale delle camminate a zig-zag lungo il monte Scalambra verso la Chiesa è quella di visitare la grotta del beato Andrea Conti, uomo di profonda fede religiosa, per lo più sconosciuto al resto della il mondo.
Andrea De Comitibus (dei Conti) di Segni è nato intorno al 1240 a Anagni ed era un parente stretto dei Papi Innocenti III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII, gli ultimi due erano zio e nipote rispettivamente. Dalla città di Anagni, dove si unì all'Ordine francescano, cercò di trasferirsi al vicino eremo di Piglio, dove rimase per i successivi 40 anni della sua vita.
Si narra che in questo convento sia stato un modello perfetto di umiltà e mortificazione francescana, di modestia e di pietà. Morì il 1 febbraio 1302, a circa 62 anni, nello stesso eremo dove il suo corpo ancora giace nella chiesa di San Lorenzo.
Oggi la gente viene in chiesa in pellegrinaggio a piedi o in auto attraverso una corsia di pini giganti che proteggono la strada dagli elementi. Per visitare la grotta si passa di fronte al convento dove, inscritta con mattoni rossi nelle pietre bianche del marciapiede, si legge "PACE E BENE".
Se ora il convento manca nei residenti, l’area ha guadagnato in un ‘sacco’ di gatti, tutti che assorbono la pace e la serenità di questo posto. La passeggiata verso la grotta è lungo un ampio tappeto erboso verdeggiante con una recinzione in pietra a sinistra e pini invecchiati a destra. La fine della passerella è segnata da un albero di abete rosso gigante a sinistra e una quercia sempreverde davanti all'entrata della caverna a destra.
La grotta non ha un limite all’entrata a parte il problema della corpulenza. A destra dell'ingresso della grotta si vede una croce scavata nella parete rocciosa con una grata di piccoli fori. Alcuni dicono che essi dovevano trattenere il diavolo, che faceva incessanti visite ad Andrea Conti. Altri dicono che questa particolare croce è stata intagliata da Andrea Conti dopo che il diavolo aveva interrotto l'approvvigionamento idrico e che la croce ha aperto un nuovo canale per l'acqua.
Qui c'è molto da vedere, si può andare con lo sguardo attraverso le colline e le valli per vedere le città come Paliano che Andrea Conti una volta benediceva quotidianamente.
Le storie raccontate da un disponibile padre sui dipinti e sulle statue della chiesa interesseranno i visitatori, mentre ci sono più "modi" di interpretare il personale viaggio di ognuno di noi verso la pace.
La visita al ritorno nella piazza di Piglio sembra essenziale per cercare la cupola della Chiesa di San Lorenzo che sale dalle pendici del Monte Scalambra.



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