La voglia di Futuro e Libertà ci regala una giornata all’Oasi di Vico nel Lazio

La voglia di Futuro e Libertà ci regala una giornata all’Oasi di Vico nel Lazio

La voglia di uscire, di caricare tutto e tutti in macchina e di ricominciare a viaggiare.
La radio che canta una canzone diventata per noi simbolo di rinascita, “Viva la libertà”. La cantiamo insieme felici, allegri mentre per la prima volta dopo tantissimi giorni usciamo fuori dai confini del nostro paese.

Non abbiamo più il nostro olio per cucinare e allora la direzione può essere solo una: decidiamo di andare a Vico nel Lazio per comprare l’unico olio che il nostro palato conosce e riconosce.
Mamma mi racconta che quando era piccola come me suo nonno la portava sempre lì, in quel paese così piccolo ma così bello.
La portava a passeggiere dentro quelle mura, tra quei vicoli che custodiscono ancora oggi tanti bei ricordi, quei ricordi che mamma mi racconta con gioia ogni volta che camminiamo nelle strette e pulite stradine di Vico per andare a ricercare la casa dove il mio bisnonno è nato.

Ogni volta puntualmente ci perdiamo ma alla fine percorrendo in lungo e in largo, da una porta di ingresso all’altra il paese, riusciamo sempre a trovare quella piccola casetta fatta di pietra bianca.
Solitamente il giro è sempre lo stesso, arriviamo cerchiamo un posto dove mangiare, andiamo a controllare che il nostro uliveto sia sempre in ordine, compriamo il buonissimo e insostituibile Olio Ernico, salutiamo i nostri parenti e poi si riparte per tornare a casa.
Oggi è stato un giorno diverso, abbiamo deciso che per mangiare avremmo dovuto trovare un posto speciale all’aria aperta che potesse accoglierci in una giornata così speciale.
[caption id="attachment_117846" align="center-block" width="750"] Foto di Luciano d'Abbruzzo[/caption]
Mamma si è ricordata che aveva sentito parlare da un suo caro amico con entusiasmo e passione di una Oasi Naturale che si trovava proprio nel territorio di Vico nel Lazio.
Il tempo di una telefonata e pronti raggiungere quel posto così speciale e iniziare una nuova scoperta.
Abbiamo parcheggiato la macchina e ci siamo incamminati tutti e quattro con zaini in spalla verso la nostra destinazione.
Abbiamo camminato ben 2 chilometri su un sentiero incantato di bellezza e natura, si sentivano solo le nostre voci, la nostra allegria, la nostra felicità accompagnate dal suono degli uccelli, dal canto del cucù e dal saluto di qualche viaggiatore che come noi è in cerca di un posto speciale!


Luciano, così si chiama l’amico di mamma, ci aveva detto che dovevamo percorrere solo 1 chilometro per arrivare da lui, ma noi abbiamo continuato a camminare per molto di più fino a che ci è venuto in mente che forse avremmo potuto sbagliare sentiero.
Perché davanti ad un bivio indecisi se girare a destra o a sinistra abbiamo lasciato la scelta a papà confidando nel suo istinto di grande topografo.
Abbiamo affrontato una lunga salita che non ci portava da nessuna parte così abbiamo chiamato Luciano che ci confermava che la strada era sbagliata!!
E allora si caro papà avevamo ragione noi, ancora una volta!
Si torna indietro, la mia sorellina è felice perché’ per lei che ha solo 4 anni quella salita era veramente molto faticosa e la discesa sicuramente più facile da affrontare.

Finalmente stiamo per arrivare, in lontananza vediamo un piccolo asinello che cammina in quel meraviglioso e curato bosco. Poi un gallo che canta e il cane che abbaia per avvertire che degli ospiti stanno per arrivare.
Luciano ci sta aspettando per accoglierci da buon “buon guardiano del Bosco” per farci gli onori di casa e per presentarci tutti gli abitanti di quell’oasi incantata, l’Oasi degli Ernici.
Ci lascia a mangiare in famiglia.
Inizia il nostro pranzo al sacco, mamma è super organizzata ma io noto una cosa particolare, un gatto nero che arriva a darci il benvenuto.
Spero che il detto non sia vero, e spero che quel gatto non ci porti sfortuna. Per non sbagliare mi metto silenziosamente alla ricerca di una coccinella così da provare e bilanciare la storia del gatto nero.

Mamma e papà continuano a ripetermi di scordarmi di quel gatto nero … ma ecco che inizia a tuonare.
In tutta fretta rimettiamo in ordine e riprendiamo con passo veloce la discesa verso la macchina, ora il bosco ci protegge come un grande ombrello contro i goccioloni che cominciano a scendere sempre più forti.
La mia sorellina sale in braccio a papà, io corro velocemente accanto a mamma, i teli che dovevano servirci per sdraiarci sul prato ci avvolgono per non bagnarci, ma alla fine cosa vuoi che sia... è solo acqua e anche questa fa parte di quella natura che tanto ci è mancata.
Appena usciamo dal bosco smette di piovere e riesce il sole, ma ormai è tardi siamo tutti e quattro bagnati fracidi ma felici.
Ma alla fine avevo ragione io, il gatto nero non ci ha portato proprio fortuna. O forse sì questo ancora devo deciderlo!
Con oggi il nostro futuro inizia una nuova pagina e noi abbiamo deciso di scriverla con il cuore, partenendo dalle nostre radici!

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Scritto da
Virginia Belli e Chiara Rossi

Madre e figlia scrivono per Discoverplaces.travel storie ed altro

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