Chi non ha un po’ di timore quando pensa alla Cina? Diversa lingua, diversa cultura e tanti tanti chilometri a separarci.
Però quando qualcuno che conosciamo ha una doppia cultura e ci guida alla sua scoperta, allora possiamo cogliere le opportunità della diversità per crescere, anche nel business.
Ho conosciuto Giulia Zappon tramite suo marito Roberto Tava quando tutti lavoravamo nel mondo delle energie rinnovabili, ma fino a domenica ci eravamo viste solo sul mondo digitale e avevo proprio voglia di vederla di persona. Perchè il digitale va bene, ma per quelli della mia generazione la creatività viene dal contatto umano.
Era a Roma dopo aver partecipato alla Fiera di Rimini con uno stand della REDSOLAR (www.red-solar.com), azienda cinese produttrice di pannelli solari di cui curano tutta l’attività in Italia. E a breve i pannelli di REDSOLAR, insieme ad altri prodotti, saranno disponibili in pronta consegna proprio a Roma, la città in cui ha vissuto da giovane manager e che è nel suo cuore.


Giulia e Roberto si sono innamorati durante un viaggio di lavoro in Cina ed hanno deciso di mettere le loro radici in questo grandissimo paese continuando però a collaborare come ponte di business per le imprese italiane con la loro azienda Changsha Eurasia China-Italy Trade Consulting (http://www.cecitc.com).
Hanno scelto Changsha nello Hunan, una città che viene definita di prima fascia in Cina ed era tra quelle che, sin dal piano ventennale del 2010, il governo cinese aveva puntato di far crescere. Giulia e Roberto l’avevano scelta proprio per queste sue potenzialità (per inciso tutto ciò che era scritto nel piano è stato realizzato), e nel 2012 hanno caricato tutte le loro cose in un container e sono partiti.
Giulia aveva già vissuto per brevi periodi in Cina quando era studentessa di lingue orientali della Ca’ Foscari, quando lavorava per aziende italiane in Cina oppure per aziende cinesi in Italia, e questa civiltà l’aveva stregata. Ma decidere di trasferirsi è tutta un’altra storia. Pensiamo solo a cosa significa aver passato la pandemia in Cina.



Oggi Giulia e Roberto sono fra i circa 10 italiani residenti a Changsha e hanno aperto una azienda di import-export che assiste soprattutto le imprese italiane in tutte le loro necessità, comprese le numerose certificazioni ed altre consulenze che servono per i differenti prodotti o servizi.
Sono fra le circa 800 imprese italiane presenti in Cina iscritte alla Camera di Commercio Italiana in Cina (comunque non molte in confronto ad altri Paesi). E forse anche per questa attività di mediazione e di finestra tra i due mondi, la loro attività è così preziosa che Giulia è diventata Promoter della Camera di Commercio Italiana in Cina per lo Hunan (https://www.cameraitacina.com/it), in particolare nel settore delle Energie Rinnovabili e dell’Italian Food & Beverage.
Nel frattempo, Changsha è cresciuta ed è diventata il centro della vita sociale cinese, viene definita ‘la città che non dorme mai’ ed ha assunto uno spiccato profilo turistico. Ovviamente ha sempre la sua grande importanza nel mondo della produzione industriale, ma nel frattempo è anche diventata una meta turistica per molti cinesi ed asiatici che vengono qui a trascorrere le loro vacanze.
Questo significa che la città è ricca di locali e di attrazioni. A proposito, lo Zhangjiajie National Forest Park è il posto dove ci sono le montagne fluttuanti del film Avatar, proprio nello Hunan a poca distanza da Changsha. Dall’uscita del film nel 2009, questo luogo definito il Grand Canyon della Cina è diventato subito una importante meta turistica e il flusso di visitatori è stato così incredibile da aver contribuito alla trasformazione turistica della città.
Tra le principali attrazioni una è veramente particolare: un parco a tema dedicato all’Italia e realizzato da Huayi Brothers, una grandissima impresa attiva nel mondo della cinematografia, dell’intrattenimento e del divertimento. È solo uno dei parchi con questo tema che è stato realizzato in Cina, altri sono dedicati alla Cina antica ma il fatto che questo sia stato dedicato all’Italia indica quanto il nostro Paese sia associato al benessere e alla vacanza per i cinesi.
In questo parco hanno ricreato (o cercato di ricreare) alcune aree di Venezia e di Assisi per far entrare il turista nello spirito delle città italiane. È significativa la scelta di queste due città, anche in considerazione del nostro enorme patrimonio culturale. E sebbene sia vero che stanno ampliando ulteriormente il parco con altri importanti elementi storici, artistici e culturali italiani, questa scelta significa che l’Italia è associata fortemente allo spirito dei suoi borghi medievali (considero Venezia un unicum non classificabile).
Giulia e Roberto naturalmente collaborano con il parco e hanno aperto un loro punto all’interno dove aiutano altre aziende italiane a raccontare e a vendere i propri prodotti.
Siamo state tre ore insieme e il tempo è volato. Penso sia giunto il momento di un altro viaggio in Cina per capire meglio come raccontare questo Paese a tutti gli italiani che ancora hanno timori a cogliere le opportunità di nuove collaborazioni, nella cultura ma anche nel business.










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