Opera Bosco: riapre il Museo “naturale” di Calcata

Domenica 13 Giugno riapre il Museo a cielo aperto Opera Bosco, fiore all'occhiello del borgo di Calcata in Provincia di Viterbo. Un percorso sensoriale che da anni rende le sue opere, create da artisti Italiani e Internazionali, parte della splendida natura del parco della Valle del Treja.

Un'esperienza tutta da vivere, dove sarà possibile percorre i sentieri naturali creati da opere che si fondono con l'antico e il moderno.

Visita guidata del percorso di nuove istallazioni e dell’ampliamento del Bosco che si sviluppa sul pianoro tufaceo Monticello

che si staglia nella Forra della Valle del Treja a Calcata.

Un sito con tracce millenarie, dell’antica cultura degli abitanti di questi luoghi, che trasporta nell’immaginario di scenari e architetture

restituiti, metaforicamente, dalle istallazioni di Arte nella Natura.

Percorrere i sentieri di Opera Bosco significa anche immergersi in una ricca biodiversità che evoca le antiche foreste primordiali.

Programma

  • ore 11.00 accoglienza all’ingresso di Opera Bosco, Località Colle, Calcata (Vt) (indicato su Google map)
  • · ore 11.30 visita guidata al percorso delle istallazioni e opere scolpite nei massi parte integrante del paesaggio
  • · ore 13.00 degustazione di prodotti del biodistretto

È disponibile un’area di permanenza dove consumare il pranzo al sacco.

Prenotazione per il pretesseramento entro le ore 11.00 di sabato 12 Giugno:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – WA 328 2769123

Ingresso con tessera associativa annuale: € 15,00

Ingresso riservato ai soci di Opera Bosco Museo di Arte nella Natura

con tessera ritirata il giorno della manifestazione.

(sono consigliate scarpe da trekking)

Qui tutto si ribalta; è l’arte che contestualizza la natura!

Opera Bosco Museo di Arte nella Natura nasce venti cinque anni fa dall’esigenza di generare una transizione ecologica nel mondo dell’arte contemporanea, evidenziando, con la forza dell’arte, l’imprescindibilità dell’ambiente naturale. L’artista fondatrice di Opera Bosco, Anne Demijttenaere, in collaborazione con Costantino Morosin e altri artisti, traccia il percorso e realizza un sistema di istallazioni di Arte nella Natura inaugurato e aperto al pubblico nel 1996. Una declinazione del movimento internazionale di Arte nella Natura che rivoluziona la percezione e il senso dell’arte.

Un percorso museale espositivo, ricreativo e didattico su tre ettari di Bosco nella Forra della Valle del Treja a Calcata. Un Museo laboratorio dove gli artisti, nella realizzazione delle opere, estendono il concetto di estetica all’ecosistema, utilizzando esclusivamente il materiale naturale proprio del Bosco. Opere biodegradabili che nascono, per lo più, dal materiale ricavato dalla manutenzione del Bosco che diventa materia prima per la realizzazione delle opere. Operato di grande valore ambientale e sociale che indica una via ecologica simbolica alla produzione di qualità totale.

Opere effimere dunque, che vivono più o meno a lungo, memorizzate con le tecniche digitali che ne permettono la diffusione. Opera Bosco organizza visite guidate seminario settimanalmente, laboratori didattici con accademie di belle arti, artisti e gruppi amatoriali annualmente. Programma spettacoli e concerti che si svolgono nei tre anfiteatri all’aperto all’interno del Museo.

Opera Bosco è un luogo e un modus che può essere replicato in altri ambienti naturali, come per esempio a Venezia dove, promossa dal MIBACT, ha partecipato alla mostra della Biennale di Architettura 2014, con la realizzazione d’istallazioni sull’Isola della Certosa e nel 2015, con un’istallazione monumentale realizzata collettivamente da cinque artisti sull’Isola di San Secondo.

INFO e prenotazioni
WhatsApp: 328 276 9123

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
https://luoghidelcontemporaneo.beniculturali.it/opera-bosco—museo-di-arte-nella-natura

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Il museo è stato istituito nel 1992 per raccogliere e raccontare le particolarità di Sabaudia ed è dedicato al grande ricercatore Marcello Zei che ha lavorato a lungo qui e a San Felice Circeo.

Il museo si articola in due settori: uno biologico (naturalistico) e uno dedicato alla storia del passato con una sezione sull’archeologia preistorica e una dedicata all’archeologia classica.

Il mare viene raccontato con un acquario che riproduce la fauna del litorale e con una collezione di alghe, spugne, madrepore, ecc.. e di tutte le specie che si trovano nel sistema marino di fronte alle dune.

Nella sezione dell’archeologia preistorica viene raccontata la storia attraverso fossili e minerali del quaternario mentre nella sezione classica è stato ricostruito un relitto di una nave romana che trasportava anfore e che si trova nel mare di Sabaudia.

Il mare è quindi sempre il punto di riferimento del museo. La navigazione romana con il trasporto merci nel Mediterraneo e una sezione dedicata alla pesca completano la storia del rapporto fra uomo e mare.

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Museo delle Erbe di Veroli 
Museo delle Erbe di Veroli 

Il museo si trova all’interno di Palazzo Morganti ospita una raccolta di erbe dei Monti Ernici che illustrano la ricca varietà della flora con oltre 1200 specie di piante tra cui bellissime orchidee selvatiche.
Le piante sono classificate secondo gli habitat alle diverse altitudini e sono raccontate le proprietà curative di alcune piante officinali con l’aiuto di botanici dell’Università Sapienza di Roma e dell’Università di Lecce.
In una sala è esposta una collezione di oggetti usati un tempo in erboristeria e nelle antiche farmacie.

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Museo della Migrazione - Ventotene - ph Sara Riello
Museo della Migrazione - Ventotene - ph Sara Riello

Il museo della migrazione si trova in un vecchio edificio utilizzato durante la seconda guerra mondiale come ponte radio e conosciuto come “il semaforo”. Ventotene è su una delle principali rotte migratorie di oltre 150 specie di uccelli tra l’Africa e il nord Europa, e dal 1988 è sito di studio e ricerca sull’avifauna. Una terrazza a strapiombo sul mare permette di guardare lo straordinario volo degli uccelli.
Ventotene è un importante tappa per la migrazione degli uccelli che in autunno e in primavera scelgono l’isola per fare una sosta durante il loro viaggio, dopo l’attraversamento del mare. Per questo l’isola è diventata “Riserva Naturale” nota a tutti gli appassionati di birdwatching. Un vero e proprio laboratorio che permette agli studiosi di conoscere e monitorare le condizioni e il numero dei migratori.
Gli uccelli vengono catturati con sottili reti in nylon, controllate ogni ora dai ricercatori, che ne registrano dati fisiologici e morfologici, come il grasso, il peso e le dimensioni. Ogni individuo viene inanellato con un anello, con un codice alfanumerico internazionale, e rilasciato in breve tempo, così da poter riprendere il suo viaggio e poter essere riconosciuto, in caso di ricattura, oltre i nostri confini geografici e politici.

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Il MUVE - Museo del Vulcanismo Ernico è un museo naturalistico che racconta la storia dei vulcani del Lazio Meridionale e in particolare della Valle Latina (o Valle del Sacco).

Il museo si trova in una storica palazzina caratterizzata da un giardino pensile nel centro di Giuliano di Roma.

Narra la storia della geologia laziale partendo dalla placca nordafricana e della appartenenza di questi territori al sistema nordafricano e tropicale.

 
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L'EcoMuseo Orto del Centauro di Collepardo nasce per valorizzare tutte le attrattive naturalistiche, storiche ed artistiche del territorio.

Il suo nome deriva dalla tradizione erboristica delle pendici dei Monti Ernici, definite dallo storico tedesco Febrònio "Orto del Centauro Chirone”, maestro di Esculapio.

L'EcoMuseo ha sede nel palazzo comunale "La Rocca" e sulla facciata primeggia la scultura "Il Chirone ferito" dell'artista Patrik Alò.

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Il Museo Civico Geopaleontologico "Ardito Desio" si trova all'interno del castello di Rocca di Cave e si divide in due sezioni: una geopaleontologico e un osservatorio astronomico sulla terrazza.

Lungo le cinque sale sono esposti campioni fossili, alcuni plastici, poster e diorami, per ricostruire i 250 milioni di anni di storia del Lazio.

Le attività del museo comprendono anche delle serate divulgative dedicate all'osservazione del cielo e delle stelle.

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Il Museo del Fiume si trova nel centro storico di Nazzano nelle antiche scuderie del castello dei Savelli. La struttura ospita una sala convegni e una per le Esposizioni.

In queste ultime sono state allestite due sezioni: una naturalistica e una archeologica con richiami all’area del Lucus Feroniae.
 

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