La Chiesa cinquecentesca di San Michele Arcangelo fu ricostruita nel 1657 e dedicata all’Angelo Custode. A una sola navata, fu restaurata dopo il 1693. Le pareti e il tetto sono ricchi di stucchi in stile rococò, a contorno del pavimento in ceramica di Caltagirone (1768). Nel 1754 furono costruiti due altarini, dedicati a San Michele Arcangelo, a sinistra, e a San Raffaele Arcangelo, a destra, i cui dipinti sono conservati a Santa Maria della Stella, come l’organo a canne che stava in cantoria.
Una storia “caritatevole”
Nella chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, nel 1500, aveva sede l’ospedale retto dalla Compagnia dei Bianchi, o della Carità, finché nel 1628 la sede dell’ospedale non venne costruito vicino alla chiesa di Sant’Antonio Abate. La chiesa di San Michele cadde in disuso a tal punto da essere barattata, nel 1639, con un terreno di ulivo. Solo grazie alle elemosine dei pii militellesi si riuscì nel 1657 a ricostruire la chiesa, dedicandola all’Angelo Custode. Qui si istituì l’Umile e Caritatevole Congregazione di Maria SS. degli Agonizzanti, formata da dodici nobili e dodici rappresentanti delle maestranze (come i Dodici Apostoli), che aveva proprio l’obbligo di assistere i moribondi e di provvedere alla sepoltura e alle messe in suffragio dei poveri.
Militello in Val di Catania. Chiesa confraternale di San Michele Arcangelo (o dei Santi Angeli Custodi)
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