Il palazzo del Comune di Veroli sorge sull’area dove si trovava l’antico Foro Romano e conserva alcune parti risalenti al periodo romano come il criptoportico.
Il comune di Veroli è stato istituito nel XII secolo e tra i podestà della città troviamo il cardinale Benedetto Caetani, che mantenne questo ruolo anche quando fu eletto papa con il nome di Bonifacio VIII.
Lo statuto di Veroli è ancora conservato nella Biblioteca Giovardiana.
Il palazzo medievale venne distrutto da un incendio nel XVI secolo e fu ricostruito nel corso dei secoli.
Una delle sue sale più importanti è la Sala Consiliare ristrutturata intorno al 1920 da artigiani coordinati dall’artista Stanislao de Witten che ha dipinto le pareti.
La sala è arricchita da sedute in legno scolpito del XVIII secolo presi dalla chiesa di San Martino.
Le pareti raccontano la storia di Veroli attraverso una serie di medaglioni che rappresentano Gracilia, una donna verolana citata da Tacito nel Libro II delle sue “Historiae”, la patrona Santa Salome e gli umanisti Giovanni Antonio Sulpicio e Aonio Paleario.
Un posto d’onore per gli stemmi delle città confederate di Atina, Alfedena e Palestrina.




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