Ciceri e tria, ossia ceci e pasta fritta, è un piatto della cucina tradizionale del Salento pugliese che veniva preparato soprattutto in occasione della festa di San Giuseppe il 19 marzo.
La tria è una specie di spessa tagliatella irregolare fatta con la farina di grano duro integrale, magari aggiungendo anche orzo o farro. Oggi volevo riassaporare la Puglia e ho fatto la stessa ricetta usando però i ceci neri della Murgia e trasformandoli in crema.
Questi ceci piccolissimi sono ricchi di proteine, vitamine e ferro, e sono anche un presidio Slow Food. Bisogna tenere presente che hanno tempi più lunghi sia di ammollo che di cottura, quindi dobbiamo organizzarci per tempo.
Ricetta dei ciceri e tria
Dopo aver ammollato i ceci per 24/36 ore, li cuociamo per 2 ore abbondanti mentre nel frattempo iniziamo a fare la pasta. Mescoliamo farina 00 e semola rimacinata con acqua e prepariamo delle tagliatelle non più lunghe di 6/7 cm. Poi friggiamo il 40% delle tagliatelle mentre le rimanenti le cuoceremo nella minestra.
Sul fondo di un tegame mettiamo aglio e olio, facciamo imbiondire l’aglio e lo togliamo e mettiamo cipolla tritata, foglia di alloro e un rametto di rosmarino. Lasciamo insaporire, aggiungiamo i ceci ed allunghiamo con brodo vegetale oppure acqua calda.
Quando i ceci saranno morbidi, togliamo l'alloro e il rosmarino e con un mix ad immersione frulliamo per creare una crema di ceci. A questo punto mettiamo la pasta e la facciamo cuocere.
A cottura finita assaggiamo di sale, impiattiamo e aggiungiamo la pasta fritta.
Nel bicchiere ho bevuto un Aglianico del Vulture del 2020, un vino strutturato ma vellutato in bocca proprio come i ceci neri.




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