Il pomodoro è come il maiale: non si butta nulla!
Quando tagliamo i pomodori la prima cosa che esce è un’acqua rosata che spesso finisce nel lavandino, la ho recuperata e ci ho fatto un risotto. Eppoi questa è la stagione dei pomodori coltivati in campo, quelli che hanno preso il sole vero e che sono cresciuti vicino ad altre piante nutrendosi a vicenda, per cui questa acqua è veramente profumata.
Neanche a dirlo: il pomodoro dovrebbe essere appena colto per avere il massimo del profumo e per questo al mercato di Via Trionfale ho il mio ‘fruttivendolo’ di fiducia che mi garantisce la qualità genuina.
I pomodori usati sono i costoluti, allevati a Maccarese a pieno campo e non hanno visto ne serra né pacciamatura.
Ricetta del risotto all’acqua di pomodoro
La prima operazione è quella di svuotare i pomodori per farli ripieni. Ho tenuto da parte la loro acqua che ho aromatizzato portandola a bollore con cipolla rossa e basilico. La userò a mo’ di brodo per il risotto.
In padella tosto i carnaroli a secco, poi sfumo con il vino e vado cottura allungando un mestolo alla volta l’acqua di pomodoro. Non aggiungo olio o burro, questo avverrà solo prima di andare nel piatto.
Guarnisco con peperoni grigliati e tomino di capra.
Un risotto semplice che sa di fresco buono sa di estate.
Nel bicchiere un Lacryma Christi della tenuta Vigna del Vulcano dai vitigni autoctoni a piede franco Falanghina e Caprettone allevati alle pendici del Vesuvio. Da assuefazione!




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