Minestra di castagne secche con latte, tutti i profumi del bosco

Oggi una pietanza di un'Italia povera e contadina, la minestra di castagne secche. Sappiamo dell’importanza delle castagne nell' alimentazione degli italiani che vivevano nell'arco appenninico negli anni ‘50 e questa minestra ci fa capire l’essenzialità della cucina.

Per le loro proprietà nutritive e la possibilità di essere conservate secche per tutto l’inverno, le castagne venivano considerate un prodotto essenziale per la vita dei montanari.

Nelle nostre zone del versante interno dei Monti Lepini, la catena dei preappennini che separa la Valle del Sacco del mare, le montagne sono ricoperte di castagneti e in autunno le sagre delle castagne di Segni, Montelanico, Carpineto Romano e Rocca Massima sono imperdibili.

Veramente a Segni si coltiva il marrone che è riconosciuto come uno dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Lazio e nel tempo sono state create tantissime ricette di castagne, perfino una pizza impastata con la farina dei marroni.

Ricetta della minestra di castagne secche con latte

Partiamo mettendo in ammollo la sera prima le castagne secche, io ho usato le mosciarelle di Capranica Prenestina, un borgo dei monti Prenestini, che sono diventate un presidio Slow Food.

Il giorno successivo cuociamo le castagne in acqua bollente leggermente salata per almeno 80 minuti.

Contestualmente prepariamo i tagliolini da mettere insieme alle castagne e, come al solito, impastiamo un uovo ogni 100 grammi di farina circa. Dopo aver formato un panetto liscio ed averlo fatto riposare per 15 minuti lo stendiamo e prepariamo i nostri tagliolini.

In un tegame mettiamo dell’olio e della cipolla, che faremo dorare, e aggiungiamo le castagne oramai quasi cotte. Facciamo insaporire ed allunghiamo con il latte. Quando prende il bollore abbassiamo la fiamma per evitare che esca fuori e, nel caso si addensasse troppo, mettiamo un poco di acqua. Lasciamo cuocere e poco dopo aggiungiamo la pasta che si cuocerà in pochi minuti. Una macinata di pepe e la minestra è pronta.

Nel bicchiere un rosso molto giovane e poco strutturato tipo Grignolino, un vino rosso dell’Astigiano.


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Scritto da
Vanni Cicetti

Vanni ha trasformato il suo hobby in lavoro. È sempre stato nell'ambito della ristorazione iniziando dal bar e diventando capo-barman dell'Aibes - Associazione Italiana Barmen e Sostenitori. È...

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