Oggi prepariamo una ricetta della tradizione piacentina, un piatto povero che fonda le sue radici nella cultura contadina medioevale.
Anche se non si hanno fonti sicure sembra che questa vivanda venisse preparata dai frati per sfamare i pellegrini che percorrevano la via Francigena, e l’assenza del pomodoro e l’uso dei fagioli con l’occhio (il pomodoro verrà aggiunto in seguito ed i fagioli saranno sostituiti con i borlotti) ci dice chiaramente che questa era una ricetta precolombiana.
Il nome pisarei pare che derivi dal verbo spagnolo pistar, cioè schiacciare, che è il gesto che bisogna fare all'impasto per creare quella piccola conca che caratterizza questi gnocchetti.
Ricetta dei Pisarei e fasò
La preparazione è molto semplice, si parte mettendo a mollo la sera prima I fagioli con l’occhio. Poi si lessano i fagioli e si mettono da parte.
Nel frattempo, facciamo i pisarei che dovranno riposare circa un ora. Mettiamo insieme farina e pangrattato (per 100 grammi saranno 60 di farina e 40 di pangrattato) e li mettiamo in una ciotola. Bagniamo con acqua calda, formiamo un impasto omogeneo e lasciamo riposare.
Tritiamo carota, cipolla, poco sedano, aglio, il lardo e una foglia di alloro, mettiamoli in una padella con olio e facciamo cuocere a fuoco basso aiutandoci con acqua calda. Quando il trito sarà pronto aggiungiamo i fagioli e facciamo insaporire il tutto.
Passato il tempo di riposo prendiamo l’impasto e procediamo come si fa normalmente per gli gnocchi in questo caso saranno molto piccoli e con un incavo al centro.
Lessiamo gli gnocchi e li condiamo con la salsa di fagioli e abbondante parmigiano reggiano.
Nel bicchiere rimaniamo in zona, ho scelto un Gutturnio o una Bonarda anche frizzante.




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