Sento ancora nostalgia della Puglia e così ho voluto fare un altro viaggio culinario per ricordarmi dei suoi sapori. Questa volta vado sulla costa Ionica, e precisamente a Taranto con le sue cozze gnore (ossia cozza nera dal dialetto locale) che sono particolarmente pregiate.
Per chi non lo sapesse, Taranto è caratterizzata da una grande baia chiamata Mar Piccolo dove sono allevate proprio queste cozze grazie alla presenza di 33 risorgive che rendono l'acqua poco salata.
E’ una delle poche città fondate dagli spartani e questa circostanza delinea ancora il carattere dei suoi abitanti. Ma forse l’episodio più significativo della sua storia e l’attacco degli inglesi al porto durante la Seconda guerra mondiale che le ha reso il nome di Pearl Harbor italiana (ed europea).
Questo piatto semplice ma gustoso sembra fatto apposta per rendere omaggio a queste cozze tanto è vero che Alessandro Borghese gli ha dedicato un omaggio speciale durante una delle puntate di 4 Ristoranti dedicati a Taranto.
Ricetta dei tubetti con le cozze gnore
Partiamo aprendo le cozze, le sgusciamo e le lasciamo nel loro liquido dopo averlo filtrato.
In tegame mettiamo aglio, olio e peperoncino, lasciamo insaporire poi aggiungiamo i pelati che schiacciamo prima di lasciamo cuocere. Dopo una decina di minuti aggiungiamo un po' di liquido delle cozze.
A questo punto mettiamo i tubetti o ditalini (la tipica pasta per questo piatto) e iniziamo a cuocere a fiamma medio bassa aggiungendo il liquido delle cozze un poco alla volta. Magari anche alternandolo con dell'acqua calda altrimenti potrebbe essere troppo saporito.
A fine cottura della pasta mettiamo i mitili ad insaporire ed una bella manciata di prezzemolo tritato.
Nel bicchiere ho nobilitato questo piatto con un rosé da uve pinot nero, un metodo classico che rimane sui lieviti per 30 mesi, un vino fatto appositamente per il mercato italiano con uve che nascono sul Collio.
Vabbè, ho unito Nord e Sud ma i bianchi del Collio hanno qualcosa di magico!




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