Sembra ieri, eppure il più longevo dei parchi italiani ha compiuto 100 anni. Stiamo parlando del Parco Nazionale di Abruzzo, oggi diventato PNALM – Parco Nazionale di Abruzzo Lazio e Molise che si presenta all’appuntamento con un bando di idee per fare imprese in aree protette (www.crabruzzo.it) .

Ed è con questo spirito che sono andata a Lecce dei Marsi per festeggiare questo anniversario, dove ormai mi sento a casa grazie al sindaco Augusto Barile, e la prima cosa che incontro è un gregge di pecore sulla strada: ma questo è il bello dell’Abruzzo!
Il tema delle imprese nelle aree protette ci interessa da vicino come azienda agricola (www.donnavittori.com) perché tutti quelli che si occupano di biologico e biodiversità hanno problemi/opportunità simili lavorando in un mercato di nicchia con alti costi di produzione. Ma un paese e una comunità sopravvivono solo se esistono imprese che siano sostenibi ambientalmente ma soprattutto economicamente: provate ad immaginare un piccolo centro storico senza neanche un bar o un alimentari.
I territori non devono apparire come riserve indiane ma come centri vivi e pulsanti.

Ricordiamoci che il PNALM è stato il primo parco in cui sono stati compresi alcuni paesi con le loro comunità e tra i primi 5 paesi fondatori figura Lecce dei Marsi, che riconoscerete sui social per le passeggiate dell’orso marsicano fra le vie del borgo.
Se il problema fondamentale delle piccole imprese è quello della promozione e del marketing dei loro prodotti, per poterli vendere al loro giusto valore, dall’altra il marchio del Parco è ormai riconoscibile e può rappresentare un indice di qualità per il consumatore finale. Trovare la ‘quadra’ permetterebbe a molti ragazzi di rimanere a vivere in Abruzzo inventandosi una loro professione/impresa.
E dal sondaggio della professoressa Alessandra Faggian del GSSI – l’università del Gran Sasso – emerge chiaramente il dato che la maggior parte dei ragazzi intervistati desidererebbe vivere in Abruzzo, magari dopo qualche breve soggiorno all’estero per arricchire il bagaglio di esperienze e la rete di conoscenze.
Bisogna riconoscere che gli abruzzesi hanno fatto le cose per bene, il parco è uno dei simboli identitari della intera comunità Abruzzese, come ci ha detto Roberto Santangelo, il vicepresidente del Consiglio Regionale: “Abbiamo fatto una legge per il centenario e abbiamo collaborato con prestigiose università sia per fare indagini naturalistiche che analisi socioeconomiche per attrarre sempre di più giovani a fare imprese nel parco e valorizzare il territorio.
Questo di Lecce è l’ultimo incontro con le comunità ed è dedicato alle attività economiche, e lanciamo il prossimo Festival della Sostenibilità dove presenteremo la Carta di Pescasseroli sulla comunicazione ambientale”.
L’aspetto molto interessante da cui partire è un'altra indagine sulle imprese attive dal quale sono risultati dei dati molto confortanti sia sul dinamismo dei giovani che sulla vivacità imprenditoriale. L’indagine è stata raccontata dal prof Luciano Frattocchi che con l’università de L’Aquila ha organizzato un dottorato sulla analisi sulle 800 imprese della vicina area del Gran Sasso e Valle Subequana.

Ovviamente le due principali filiere sono quella agroalimentare e quella turistico-recettiva, ma ci sono interessanti casi di innovazione della tradizione che illuminano il percorso.
Le conclusioni sono state lasciate all’entusiasmo di Luciano Sammarone, il direttore del festeggiato PNALM, e al sindaco Augusto Barile che ha raccontato la birra Moricento fatta con la faggiola, il frutto dell’albero di faggio della faggeta vetusta di Lecce dei Marsi che è diventata patrimonio dell’Unesco.
Un pranzo alla maniera abruzzese ha permesso di continuare a riflettere e scambiare esperienze sulle attività imprenditoriali nel parco. Intanto dopo il Covid tutti i sindaci hanno registrato un boom di operatori negli affitti brevi modello AirB&B e nella richiesta di sistemazione delle case dei centri storici.
Al futuro!







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