
Slow Food non è solo un movimento, ma una rete che unisce agricoltori, produttori, cuochi e consumatori consapevoli, accomunati dal desiderio di gustare cibo di qualità, garantendo al contempo una giusta remunerazione ai produttori. Ogni incontro è un’occasione di crescita, e questa volta abbiamo partecipato come Donna Vittori Borgo Agricolo tra i produttori e come Claudia Bettiol tra i relatori, per raccontare il legame tra turismo ed esperienze enogastronomiche.
Gli agricoltori sono i veri custodi della nostra salute e del paesaggio, eroi silenziosi che meritano attenzione e sostegno.

Slow Food Territori del Cesanese: un network che valorizza il territorio
Grazie all’impegno della presidente Francesca Litta, Slow Food Territori del Cesanese ha organizzato una piccola fiera ad Anagni, nella suggestiva Sala della Ragione, per celebrare il buon cibo e favorire la collaborazione tra produttori, cuochi e locande.
All’evento hanno partecipato agricoltori, viticoltori e ristoratori, raccontando le storie dietro i prodotti della tradizione gastronomica ciociara. Tra i produttori di vino presenti, il Consorzio del Cesanese del Piglio e i vignaioli di Ciociaria Naturale, uniti dalla filosofia dei vini naturali.
Giovani agricoltori crescono
Il futuro è nelle mani dei giovani agricoltori, spesso alle prese con difficoltà climatiche, burocratiche e di mercato. Conosco bene queste sfide seguendo il percorso di mia figlia Maria, che sta imparando il mestiere tra vigna, multifunzionalità aziendale e comunicazione digitale.
Durante l’evento, mi ha colpito la storia di Andrea Quattrociocchi, fondatore dell’azienda olivicola Sant’Anna di Veroli, che affronta le stesse difficoltà. Sono certa che conoscendosi, lui e Maria potranno supportarsi a vicenda.
Un altro esempio è Leonardo Leardini, quinta generazione del liquorificio Leardini di Affile, che con grande professionalità porta avanti l’eredità familiare, sotto lo sguardo fiero del padre Mauro.

I forni tradizionali e il caso di Jenne
Grande interesse hanno suscitato i forni tradizionali di Sgurgola, San Vito Romano, Montelanico e Jenne, custodi di antiche tradizioni panificatorie.
In particolare, la Forneria di Nonna Mirella di Jenne ha attirato l’attenzione per la sua storia affascinante: nata dall’iniziativa di una famiglia milanese trasferitasi dopo il COVID, oggi rappresenta un modello di rigenerazione per il piccolo borgo nel Parco dei Monti Simbruini.
Fondato da due ex manager con una visione imprenditoriale e di marketing, il forno produce pane con farine selezionate e packaging curato, offrendo anche esperienze immersive per bambini e turisti sulla lavorazione delle farine. Un progetto che dimostra come il cibo possa diventare motore di rinascita per i borghi italiani.
Turismo, prodotti locali ed esperienze di cibo e vino
Oggi la scelta di una destinazione turistica è sempre più influenzata dalle esperienze enogastronomiche. La Ciociaria si distingue come un territorio autentico, dove il cibo racconta storie e tradizioni.
Come DMO Alta Ciociaria, abbiamo coniato il claim "Vita Autentica", perché qui si possono ancora sperimentare sapori unici, circondati da persone vere.






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