Fumone- Porta Romana by Alberto Bevere
Fumone- Porta Romana by Alberto Bevere

Porta Romana di Fumone è rivolta verso Roma e protetta verso l’esterno da una torre quadrata.

Nel passato era l’unico accesso alla fortezza ed era probabilmente dotata di ponte levatoio (di cui sembrerebbe rimanere memoria nella vicinissima via del Ponte), saracinesche di ferro, doppio portone e caditoie.

Ballatoi in pietra e legno permettevano ai soldati di sporgersi dalle mura e scagliare pietre e frecce sui nemici arrivati fin sotto la cinta muraria.

Sul lato esterno della porta si vede uno stemma, forse del XII secolo, che sembra rappresentare un castello merlato su fondo rosso e due bande trasversali bianche.

Sul lato interno è stata rinvenuta una pittura murale raffigurante una Madonna con Bambino che si dimena vigorosamente tra le braccia della Vergine.

 (Elisa Potenziani)

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Fumone- Castello di Fumone by Alberto Bevere
Fumone- Castello di Fumone by Alberto Bevere

L’edificio più rilevante di Fumone è la rocca che oggi corrisponde al noto Castello.

Il primo documento ufficiale che ne attesta l’esistenza risale al 962 DC quando l’imperatore di Germania, Ottone I di Sassonia, donò al pontefice Giovanni XII, attraverso il Privilegium Othonis, la rocca di Fumone insieme alle città di Teramo, Rieti, Norcia e Amiterno.

Nel castello si trova la cella in cui, si dice, morì Celestino V, il papa eremita che nel dicembre 1294 rinunciò al soglio pontificio.

Qui si trovano originali giardini pensili oltre quota 800 metri slm e un museo.

Il castello si dice sia abitato da un fantasma.

Per comprendere l’origine di Fumone più che ad un castello bisogna pensare ad una torre con dominante funzione di vedetta e segnalazione. Tutto ciò che sorse intorno era indispensabile alla sopravvivenza e all’immunità di quanti permettevano le attività e il funzionamento del luogo.

L’insieme delle fortificazioni si presentava composto dalle seguenti parti: il castrum vero e proprio, delimitante la fortezza, con la serie di torri e tratti di mura esterne. Poi la rocca che si trovava sulla sommità del monte, al centro del circuito del castrum, fornite di sue mura.

Completava la parte militare il torrione o maschio protetto dalle mura della rocca e sede della vedetta più alta della fortificazione interna, destinato a un contingente di soldati. Infine le case, che si estendevano tra la rocca e le mura del castrum, alloggio di tutti gli altri componenti della guarnigione militare.      

Fumone era una dei principali castelli del Patrimonium Sancti Petri nel Basso Lazio, apparteneva a una rete difensiva di fortezze direttamente soggette alla Chiesa tra le quali figuravano Paliano, Serrone, Lariano, Castro dei Volsci. Tutte queste erano legate all’autorità del pontefice da un giuramento di fedeltà e vincolati giuridicamente da contratto enfiteutico.

Mantenne un ruolo importantissimo durante tutto il Medioevo che assicurò a Roma la protezione contro le incursioni dei Saraceni, dei Longobardi e dei Normanni.

L’inespugnabilità della rocca fu confermata in due importanti occasioni: nel 1155 quando fu assalita, invano, da Federico Barbarossa e ancora nel 1186 quando fu l’unica a resistere e vide allontanarsi lo sconfitto Enrico VI Hohenstaufen, figlio del Barbarossa.

Nel 1230 papa Gregorio IX recuperò definitivamente la rocca togliendone il possesso ai custodi, dopo l’esborso di svariate libbre d’oro a titolo di liberale indennizzo.

Fumone si trasformò poi da roccaforte militare e prigione pontificia nella quale vennero reclusi personaggi di prim’ordine a palazzo quando fu acquistata nel 1588 dalla famiglia Longhi, una famiglia nobile romana di cui sono testimoniati legami con la rocca di Fumone già a partire dal 1290.

Fu acquistato precisamente dal marchese Giovanni Longhi, Patrizio Romano, Cavaliere dello Speron d’Oro e Conte Palatino di papa Sisto V, che lo trasformò in residenza signorile creando sulle rovine delle mura difensive e del maschio centrale un caratteristico giardino pensile all’italiana.

Il palazzo risulta costituito da più corpi di fabbrica, alcuni risalenti al Medioevo e altri tra il 1600 e il 1800 e al suo interno si trova la cella in cui, si dice, morì Celestino V, l’eremita-papa che nel dicembre 1294 rinunciò al soglio pontificio.

La cappella adiacente, a pianta circolare, risale all’inizio del XVIII secolo, sorta in sostituzione di una originaria forse eretta dopo la canonizzazione del 1313. Nell’attuale cappella si trova un altare al di sopra del quale è conservata un’effige del santo molisano.

Nel castello si trova la casa-museo Ada e Giuseppe Marchetti Longhi, un appartamento abitato dall’importante archeologo romano, al cui interno sono conservati arredi del XIX secolo e collezioni di interesse storico e antropologico. 

(Elisa Potenziani)

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Giampiero Pacifico
Torre Cajetani castello - Giampiero Pacifico 10

Il castello Teofilatto, o castello di Torre Cajetani sorge su un’altura rocciosa da cui si domina una estesa vallata fino al Lago di Canterno.

La sua costruzione risale all’epoca romana, quando era un luogo fortificato a protezione dell’antico borgo.

Ha ospitato importanti personaggi storici come San Benedetto durante il viaggio del 529 verso Montecassino.

La possente fortezza di forma rettangolare circondata da possenti mura di recinzione, si sviluppa intorno alla torre “maschio” che si erge nella parte centrale della struttura.

I Caetani ingrandirono e fortificarono il castello, provvedendo alla costruzione di mura perimetrali, di fossati, di ponti levatoi e di vari torrioni di difesa.

E’ appartenuto alla famiglia romana di Teofilatto dei Conti di Tuscolo tra il 900 e il 1100, ed è tornato alla famiglia dopo nel 1958.

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Settefrati_Casa del dispetto_Tonino Bernardelli 2
Settefrati_Casa del dispetto_Tonino Bernardelli 2

In piazza della chiesa d Santa Maria delle Grazie a Settefrati si può riconoscere una casa ‘non allineata’ con le altre che nasce dalla rivalità di due famiglie locali.

La costruzione serviva solo a coprire la visuale della chiesa alla famiglia nemica.

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Settefrati. Torre Medioevale

I resti del castello di Settefrati sono ancora testimoniati da una torre medioevale che sorge sul punto più alto del paese.

Dalla disposizione urbanistica delle case, che sono nate ad anello attorno alla torre.

Si comprende che questa era il punto di difesa e faceva parte di un sistema di avvistamento che proteggeva la Val Comino.

Dalla sua sommità sono visibili tutti i comuni della valle.

Per gli amanti della fotografia è un angolo privilegiato per fotografare i tramonti.

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Fiuggi. Palazzo della Fonte

La storia del palazzo inizia quando l’imprenditore Marco Besso (classe 1843), importante dirigente della Assicurazioni Generali di Venezia, e sua moglie riuniscono a Trieste alcuni imprenditori ebrei e mettono su una cordata per la sua costruzione.

Il palazzo viene inaugurato nel 1913 con tanto di fanfara, volo di areoplani e la presenza della regina Margherita.

Era un albergo di lusso ed era considerato uno dei migliori d’Europa. Nel 1914 il Re d’Italia Vittorio Emanuele III con l’intera famiglia reale venne in villeggiatura a Fiuggi e soggiornò in quello che è ancora chiamato l’appartamento reale.

Nel 1990 è stato restaurato e riaperto dall’italo-inglese Sir Charles Forte che non aveva mai dimenticato le sue origini ciociare.
 

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