Cittaducale. Settimana Santa di Pasqua: la rappresentazione nel borgo

In provincia di Rieti, una delle rappresentazioni della Passione di Cristo più sentite è quella di Cittaducale, uno dei borghi più suggestivi nella parte a confine con l’Abruzzo.

La manifestazione ha radici molto antiche e si svolgeva già durante il Cinquecento quando questi territori erano governati dalla Madama, Margherita d’Austria. La tradizione si è poi interrotta per riprendere qualche anno fa.

La rappresentazione delle scene finali della vita di Cristo viene messa in scena grazie al lavoro dei cittadini ed è uno degli appuntamenti più attesi dai fedeli per il suo carattere religioso e storico.

La tradizionale processione nel tempo ha assunto l’aspetto di uno spettacolo teatrale itinerante dove in varie aree vengono allestite scene che raccontano i momenti più significativi della Passione di Cristo: l’ultima cena, l’orto degli ulivi, l’arresto, la flagellazione, la crocifissione, fino alla processione con il Cristo Morto e la Madonna Addolorata.

Le scene sono sia recitate che narrate a tratti per aumentare il coinvolgimento emotivo degli spettatori. Gli episodi e i dialoghi sono strettamente legati alla narrazione evangelica.

I personaggi rappresentati indossano abiti d’epoca, curati al minimo dettaglio.

powered by social2s
12440736_842001719242853_6712197042204657839_o-1024x576.jpg

Un culto particolare quello della Settimana Santa a Leonessa, uno dei borghi più belli del Lazio disteso su una piana a mille metri di quota proprio sotto il Massiccio del Terminillo. 

Per tre giorni si susseguono riti sacri, processioni e atti di fede dall'antico sapore tradizionale. Dalla tristezza alla gioia.

Le processioni sono ben tre: il Venerdì Santo si svolge la processione del Cristo Morto di sera, il sabato la processione con la statua della Madonna della Pietà e la domenica di

Pasqua quella del Cristo Risorto seguito dalla tradizionale colazione pasquale.

La processione notturna del Cristo Morto è quella più sentita e spettacolare e inizia con il suono delle ‘tanavelle’ per richiamare i fedeli alla celebrazione religiosa dell’Adorazione della Croce.

Le ‘tanavelle’ sono uno strumento musicale tipico di Leonessa e veniva usato quando le campane erano legate in segno di lutto e non potevano suonare.

Si tratta di una tavola in legno con un manico e sulla tavola sono legati con un filo alcuni oggetti metallici. Scuotendo la tavola questi oggetti colpiscono il legno ed emettono un suono.

A questo punto la statua del Cristo Morto, una opera del XVI secolo di scuola umbra, viene adagiata in una bara finemente lavorata in legno e oro di stile tardo barocco ed è pronta per essere portata in processione a spalla da portantini della Confraternita che si danno il cambio lungo il cammino.

La processione per le vie di Leonessa, illuminata solo dalle fiaccole, inizia con una grande croce portata dalla Confraternita di Santa Croce seguìta dalla bara del Cristo morto e dalle Tre Marie e la Veronica, scalze, vestite di nero e coperte di veli.

Le tre Marie sono giovani ragazze che appartengono alla confraternita "Pietà e Grazie" con sede nella Chiesa di San Pietro mentre la Veronica fa parte della Confraternita di Santa Croce.

Seguono poi i fedeli e tutti intonano i canti della tradizione che raccontano il dolore della Madonna come lo Stabat Mater.

Il corteo raggiunge tutte le chiese di Leonessa in quella che viene considerata la ‘visita ai sepolcri’ fino ad incontrare la Madonna nelle sembianze della Pietà.

La processione del Sabato Santo si svolge di pomeriggio ed è organizzata dalla Confraternita della Madonna delle Grazie.

Durante la manifestazione si conduce in processione la statuetta lignea della Pietà, una buona copia della Pietà di Michelangelo che si trova a San Pietro a Roma, per le vie del borgo antico. Il corteo è sempre accompagnato dalle Tre Marie.

La terza processione è quella del Cristo Risorto il giorno di Pasqua e si svolge al mattino presto prima della celebrazione della santa messa.

La tradizione di Leonessa vuole che questa sia poi seguita da una ricca colazione pasquale a base di frittata di coratella, pizza di Pasqua, salame e uovo sodo benedetto.

powered by social2s
Ladispoli. Festa di San Giuseppe Artigiano

A marzo a Ladispoli un’occasione per assaggiare i primi carciofi della stagione, e qualche bignè di San Giuseppe.

Ladispoli festeggia il suo patrono il 19 marzo con grandi celebrazioni.

Una manifestazione in onore di San Giuseppe Artigiano, che ha inizio la mattina con la solenne messa in onore del santo e prosegue con la processione della sua statua per le vie del paese.

powered by social2s
Santa Marinella. Festa di San Giuseppe Artigiano

Il patrono San Giuseppe Artigiano di Santa Marinella viene festeggiato con grandi celebrazioni il 19 Marzo tra sacro e profano.

La giornata inizia con la solenne messa in onore del santo e a seguire la processione della statua di quest’ultimo per le vie del borgo.

Per tutta la giornata il paese in provincia di Roma si anima con esibizioni di artisti di strada, spettacoli e stand di street food alla portata di tutti i visitatori.

powered by social2s
Roccasecca dei Volsci. Falò di San Giuseppe

A marzo il paese di Roccasecca dei Volsci festeggia San Giuseppe con grandi celebrazioni tra sacro e profano.

La giornata inizia con la messa in onore del Santo, a seguire la solenne processione della sua statua per le vie del borgo Pontino.

La sera vengono accesi i tradizionali falò, che illuminano il borgo in una giornata di festa.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.