Ascoli Piceno


Stemma di Ascoli Piceno
Ascoli Piceno, una delle più belle città d’Italia nata su una dolce collina delle Marche nella Valle del Tronto, proprio alla confluenza del Tronto e del Castellano. La sua posizione è incredibile, Ascoli è circondata dalle montagne del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga e dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini e dista solo a 28 km dal mare Adriatico. 
È chiamata la ‘Città delle Cento Torri’ per la bellezza del suo centro storico prima medioevale, poi rinascimentale e poi Ottocentesco.
Nel suo nome la sua storia, così Ascoli è stata la città del tenace popolo dei Piceni, il cui simbolo è un picchio che ricorda il nome di un re o dell’uccello che li guidò su questi territori, e l’aggiunta del nome Piceno le fu data da Giulio Cesare. Diverse sono invece le leggende sul nome ‘Ascoli’ e una di queste la fa risalire al re Esio o Aesis dei Pelasgi che guidò questo popolo dalla Grecia alla posizione attuale.
Continua a leggere la storia
La sua storia romana iniziò quando si alleò con Roma contro i Sanniti e conquistò il titolo di Città Federata. I romani costruiscono la Via Salaria e Ascoli diventò un punto di riferimento nella regione. Ma durante la guerra sociale di Roma, si ribellò al potere e fu assediata e rasa al suolo da Pompeo nell’89 a.C. e l’anno dopo divenne un Municipium di Roma e inserita nella V Regio Picenum. 
Della magnificenza della Ascoli Romana restano i resti di un grande teatro, delle porte della città, di ponti romani come il Gran Caso dove passava la Via Salaria e il maestoso Solestà sul Tronto.
Un altro ponte romano è il ponte di Cecco che una leggenda medievale racconta sia stato costruito in una notte dal diavolo.
Dopo la caduta dell’impero Romano, un nuovo periodo di stabilità Ascoli lo ha avuto con l’arrivo dei Longobardi e l’inserimento nel Ducato di Spoleto.
Di questo periodo restano dei borghi medioevali nati attorno a fortezze come Castel Trosino, un punto di avvistamento e difesa a poca distanza dal centro urbano. 
Contemporaneamente, dopo la caduta dell’impero la chiesa cattolica iniziò una organizzazione territoriale con la sistemazione delle diocesi vescovili e con la formazione di numerosi monasteri a supporto della conoscenza e della popolazione. Ad Ascoli un primo nucleo di monaci benedettini si formò alle pendici di Colle San Marco, che poi ospiterà i monaci francescani.
I Longobardi furono poi sconfitti dai Franchi chiamati dalla chiesa con la quale avevano fatto un patto. Carlo Magno viene incoronato imperatore e fece nascere lo Stato Pontificio e il papa re. In questo periodo la dinastia carolingia affida il governo della città di Ascoli a dei Vescovi-conti che erano dei feudatari a tutti gli effetti, fornivano esercito all’imperatore ed erano un punto di contatto fra papato e impero. Una forza al punto tale che il re dei Franchi concesse al vescovo Bernardo I il diritto di coniare moneta.
Ascoli comunque si inserisce nella lotta fra Guelfi e Ghibellini e nel 1183, Ascoli diventò un libero comune dove i signori facevano a gara in magnificenza costruendo torri ed entrando in rivalità con la vicina Fermo. Ascoli aveva circa duecento torri prima che Federico II la conquistò e ne distrusse una novantina. 
Nel 1215 San Francesco d’Assisi passò per Ascoli e in suo onore venne poi costruita la bellissima chiesa. 
La rivalità fra papato e impero ebbe il suo culmine con la dinastia Sveva di Federico II, che era nato a Jesi e aveva conquistato tutto il sud Italia. Il papa chiamò allora gli Angioini dalla Francia a fermare gli eredi di Federico II.
Ascoli Piceno diventò poi libero comune e venne costruito il Palazzo dei Capitani del Popolo dove risiedeva l’amministrazione del comune.
Ma le lotte tra le famiglie locali (D’Acquaviva, Guiderocchi, Saladini) e la rivalità con Fermo furono deleterie. 
Intorno agli inizi del Trecento, gli ascolani chiamarono Galeotto Malatesta ad aiutarli contro Fermo e il condottiero governò Ascoli per un certo periodo. I Malatesta costruirono una loro fortezza sopra le antiche terme romane, che prendevano l’acqua salutare da Castel Trosino, e fecero restaurare la Fortezza Pia. Ma la loro crudeltà fu tale che nel 1353 il popolo si ribellò, cacciò Galeotto e distrusse il forte di cui oggi resta la torre quadrata. 
Per un certo periodo Ascoli fece parte del regno del sud: venne conquistata dal re di Napoli Ladislao I e data al Conte di Carrara che era stato nominato anche principe di Ascoli e Vicerè dell’Abruzzo.
La chiesa riprese i suoi territori affidandosi al cardinale e condottiero Giovanni Maria Vitelleschi ma ancora una volta la sua fermezza aprì le porte ad un altro condottiero, Francesco Sforza. Arrivato da Milano per un brevissimo periodo fu signore di molti posti nelle Marche, il suo crudele governo finì nel 1482 quando Ascoli entrò definitivamente nello Stato Pontificio.
A parte le continue lotte interne e la rivalità con Fermo, la città si rinnovò con la nuova sede del Palazzo dell’Arengo, che poi diverrà la sede dei Governatori Pontifici, e la sistemazione del Sangallo della Rocca Pia, che prese il nome da Papa Pio IV. Alla sua costruzione lavoravano molti ascolani costretti a dare 3 giornate di lavoro l’anno.
Alla fine del Medioevo, vennero sistemati anche i mulini e avviate le famose Cartiere di Ascoli, più volte sistemate per le piene del fiume e abbandonate nel Seicento.
Nel Settecento venne sistemato il Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte dove, secondo la tradizione, arrivò a piedi il santo con la sua testa fra le mani dopo essere stato decapitato nel 303 d.C. La chiesa fu costruita in ringraziamento per aver protetto Ascoli dal terribile terremoto dell’Aquila del 1703.
Nel 1799 arrivarono i Francesi di Napoleone Bonaparte e, dopo saccheggi e ruberie, smantellarono la Fortezza Pia usandola come cava di pietra.
Con la riconquista dello Stato Pontificio, il Forte Malatesta divenne un carcere ma vennero costruiti ben due teatri: il Teatro Ventidio Basso e il Teatro dei Filarmonici.
Nel 1860, Ascoli Piceno viene annessa al Regno d’Italia ed iniziò un periodo di ribellione con forme di banditismo post unitario. Dobbiamo citare la storia dell’albero monumentale del Piccioni, dove il comandante degli Ausiliari Pontifici, che si ribellava ai Savoia, si rifugiava nel suo tronco.
Da segnalare il torneo cavalleresco della Quintana, una manifestazione che nasce nel Medioevo per festeggiare il Patrono Sant'Emidio e che ancora oggi per un mese coinvolge tutta la città. Le rievocazioni storiche sono riprese dagli scritti degli Statuti del 1377.


Piatti tipici 

C’è un prodotto che meglio di tutti rappresenta la città di Ascoli Piceno ed è l’Oliva Ascolana Tenera DOP. Da questa si produce un eccezionale Olio di Oliva...

Montagna 

La posizione di Ascoli Piceno è strategica per trascorrere una vacanza tra storia e natura, tra montagna e mare. La città si trova a 110 km dal Isola del...
Archeoturismo 

Guardando la Valle del Tronto dove si trova Ascoli Piceno, immediatamente si è sorpresi dal grande numero di torri che la caratterizzano. Nel massimo del suo...
Esperienze Speciali 

La grande importanza di Ascoli Piceno durante il periodo dell’impero romano è testimoniata anche dall’imponente Ponte Solestà che attraversa il fiume...

Piazza del Popolo è la più bella piazza Italiana e per millenni ha rappresentato il cuore sociale ed amministrativo di Ascoli Piceno. Probabilmente qui si...
Feste 

Il torneo cavalleresco della Quintana è una sfida in cui un cavaliere deve colpire con la lancia un bersaglio. Vi partecipano sei cavalieri in rappresentate...


Incontri con Persone Speciali 

Melbourne, in Australia, è una delle città più ricche di italianità fuori dall’Italia. Moltissimi italiani nel corso dell’ultimo secolo la hanno scelta come...
Pillole di Turismo di Claudia Bettiol 

https://youtu.be/92C2TCd8kYU Una storia d’amore ad Ascoli Piceno Il nostro viaggio nelle Marche continua, anzi è appena iniziato! Tra le tante storie che...
Luoghi Speciali 

Un sabato mattina, in piena primavera agli inizi degli anni duemila, usciti dalla biblioteca comunale vicino Porta Romana in centro storico, abbiamo percorso...

Prodotti regionali: MARCHE

Al momento nello Shop non ci sono prodotti per questa regione.

Town Ambassador
Discover your italian Roots