Zafferana Etnea


Stemma di Bassano in Teverina

Zafferana Etnea è un paese veramente particolare posto a quasi 600 metri di quota all’interno del Parco dell’Etna, la montagna del vulcano attivo più grande d’Europa che è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Il suo territorio arriva fino alla vetta del vulcano e comprende tre grandi valli boscose, come la Valle del Bove, che si sono formate nelle eruzioni durante il corso dei secoli. Da Zafferana Etnea parte la strada che porta sulla vetta del vulcano e dal comune si gode una incredibile vista sul mare di Catania, di Siracusa e sulla costa Calabrese.

Il nome si deve probabilmente alle coltivazioni dello zafferano, ma potrebbe anche venire dall’arabo ‘giallo’ dal colore delle ginestre che ricoprono il territorio.

Non si conosce molto la sua storia, terremoti ed eruzioni hanno cancellato molte testimonianze del passato. Si sono trovati resti di una strada romana che collega la costa con l’entroterra del Boschi di Aci, dove i romani andavano a prelevare il legno per costruire imbarcazioni.

Il nucleo del paese di Zafferana inizia attorno ad un Monastero Benedettino costruito nel medioevo e riportato per la prima volta in un documento del vescovo di Catania della fine del Trecento.

Il monastero era stato fondato dal Priorato di San Giacomo, forse su un precedente monastero fondato da San Sabino, un vescovo di Catania che intorno al 700 abbandonò la diocesi per ritirarsi in eremitaggio con alcuni discepoli.

Il monastero aveva una chiesa dedicata all’apostolo San Giacomo che poi è andata distrutta dal terribile terremoto della Val di Noto del 1693.

Già ai primi del Settecento iniziarono i lavori di una nuova chiesa dedicata alla Madonna della Provvidenza, che poi avrà lo stile attuale a seguito di un successivo rifacimento in stile barocco dopo il terremoto del 1818. Una architettura che gioca con il contrasto del colore chiaro del marmo della facciata e quello scuro della lava della scalinata e delle strade.

Nel 1792 una terribile eruzione aprì crateri e provocò fuoriuscita di lava che ingoiò molte delle colture. Una leggenda popolare racconta che la colata di lava si fermò proprio durante una processione miracolosa con la Madonna della Provvidenza. Da allora iniziò un pellegrinaggio annuale e sul luogo venne eretta una statua tuttora omaggiata.

Fino al 1826, Zafferana non era un territorio autonomo e fu il re Francesco I ad eleggerla a comune amministrativo.

L’ultimo terremoto è quello del 19 ottobre 1984 mentre tra il 1991 e il 1993 si verificò la più lunga colata lavica, che si fermò ad 1 solo chilometro dal centro abitato.

Zafferana Etnea oggi è conosciuta come Città del Miele, e nel suo territorio si produce circa il 15% del miele italiano, e come Città del Vino con i vini Etna Doc dalle uve di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio.

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