Da una ricerca dell’università di Tor Vergata, in Italia esistono oltre 1.300 tipi di pasta e noi italiani siamo dei veri propri maniaci dell’accoppiamento fra forma della pasta e condimento. Si dice che tutto sia nato con il benessere, o forse le centinaia di forme rispecchiano il campanilismo dei nostri borghi e la storia dei territori. Non so quale sia la verità ma da esperto di cucina ogni giorno mi imbatto in nuove forme.
Diciamo che subito dopo gli spaghetti, le penne ed i rigatoni, la pasta più amata sono i fusilli che devono il loro nome dal ‘fuso’, un ferro simile a quello delle filatrici e al quale veniva arrotolata la pasta fresca prima di farla essiccare.
I fusilli sono di origine napoletana, ma questo modo arcaico di farli a mano ancora sopravvive in Irpinia, in Calabria o in altre zone del sud Italia. Mentre sin dagli anni ’20, la pasta industriale ha creato il fusillo che oggi tutti conosciamo e possiamo trovare facilmente.
Oggi ho scelto i fusilloni, che sono diversi dai fusilli non solo per la dimensione ma per il rapporto che si stabilisce fra la pasta ed il sugo, e prepariamo una ricetta con i broccoli siciliani.
I broccoli si iniziano a trovare nei mercati e sono una verdura invernale della famiglia delle crucifere, sono ricchi di vitamine e sali minerali.
Ricetta dei fusilloni con crema di broccoletti siciliani, guanciale e mollica di pane aromatizzata
Laviamo i broccoletti, li dividiamo in cimette, li lessiamo in acqua salata e li teniamo da parte.
In una padellina prepariamo la mollica di pane aromatizzata mettendo dell’olio e del pane grattugiato e lo profumiamo con origano e aglio. Scaldiamo e quando il pane prende una leggera tostatura spegniamo il fuoco.
In un’altra padella mettiamo il guanciale a listarelle a fuoco basso, facciamo sciogliere il grasso e lo togliamo. A questo punto, aggiungiamo i broccoletti nel fondo della padella e li facciamo insaporire schiacciandoli fino a creare una sorta di crema grossolana.
Cuociamo la pasta tenendola al dente e finiamo la cottura nella padella con la verdura aggiungendo il guanciale croccante. Impiattiamo e arricchiamo mettendo la mollica di pane sopra la pasta.
Nel bicchiere ho scelto di bere un vino siciliano, un bianco dell'entroterra trapanese coltivato in biodinamica ottenuto da uve Zibibbo: un vino corposo e morbido con sentori di frutta ma anche secco che ci pulirà la bocca dalla grassezza del guanciale. Un IGT dell'azienda BioGaia nella Valle del Belice.




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