La biblioteca di Civitavecchia si trova nei prestigiosi ambienti del Palazzo dell’Ospedale Vecchio e raccoglie volumi a partire dal IX secolo. La biblioteca si è arricchita con le dotazioni di Carlo Calisse e di Alessandro Cialdi, a cui è dedicata.
Il suo patrimonio si è salvato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale perché i suoi volumi erano stati messi in salvo. La sezione dedicata alla navigazione e al mare è particolarmente prestigiosa e comprende testi a partire dal 1500 mentre la sezione locale si trova all’interno dell’Archivio Storico.
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Il Palazzo dell’Ospedale Vecchio è uno dei più antichi di Civitavecchia e la struttura iniziale venne costruita dai Cavalieri di Rodi, che soggiornarono a Civitavecchia fra il 1523 e il 1530 prima di stabilirsi a Malta e prendere il nome di Cavalieri di Malta. 
Il palazzo doveva essere una struttura infermieristica a supporto degli equipaggi delle navi. Inizialmente l’ospedale era diviso fra la sezione militare e quella civile che vennero poi unificate nel 1638 quando venne affidato all’Arciconfraternita del Gonfalone all’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio (Fatebenefratelli).
Per questo incastonata nella facciata si trova la Chiesa di San Giovanni di Dio che in origine era la cappella dell’ospedale. Al suo interno si trovano interessanti affreschi e stucchi e, seppure è sconsacrata, è ancora utilizzata per cerimonie e matrimoni civili.
La struttura è poi stata ingrandita nel 1688 da papa Innocenzo XI, mentre il cardinale Imperiali intorno al 1700 fece costruire una Infermeria Presidiaria collegata con un ponticello all’ospedale.
Ha funzionato ininterrottamente fino agli anni ’70 quando è stato inaugurato un nuovo e moderno ospedale.
Oggi la struttura è dedicata alla cultura ed ospita numerose attività di prestigio come l’Archivio Storico e Notarile del Comune di Civitavecchia, gli uffici della Cultura e del Turismo e la Biblioteca comunale. 
L’infermeria Presidiaria è invece diventata la sede della Cittadella della Musica che è dotata di tre sale per concerti, camerini, uffici e il foyer si affaccia su un piccolo giardino.
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Dopo la caduta di Napoleone e la fine dell’occupazione francese, i Papi tornarono a governare Civitavecchia nel 1814 e Papa Gregorio XVI diede inizio ad una stagione di ammodernamento urbano con la costruzione del grande Teatro di Traiano.
Il teatro doveva sostituire il precedente teatro Minnozzi costruito in legno nel 1700, a rischio di incendio, e il progetto venne affidato all’architetto Antonio de Rossi. Il progetto doveva essere finanziato dal comune e dalla vendita dei palchi.
Il teatro aveva una forma a ferro di cavallo con 23 palchi distribuiti su 4 ordini, una platea e un loggione superiore. Sul grande sipario era dipinta ad olio dal pittore anconetano Vincenzo Podesti, 
la costruzione del porto di Civitavecchia con l’imperatore Traiano che offre sacrifici al Dio Nettuno, e il teatro era infatti dedicato proprio all’imperatore Traiano.
L’inaugurazione è avvenuta nel 1844 con la prima dell’opera lirica “Eustogia da Romano” di Donizetti, uno dei più famosi autori dell’epoca.
Il teatro è stato poi distrutto dai bombardamenti e ricostruito in modo totalmente diverso con una platea, una galleria e due loggioni laterali e mantenendo però la stessa forma della facciata neoclassica.
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La Marina di Civitavecchia è il tratto di lungomare subito a sud del porto e di Forte Michelangelo, la splendida costruzione cominciata dal Bramante e terminata da Michelangelo.
Dopo la cessazione del tronco di ferrovia che arrivava dentro il porto, l’area ha avuto una larghezza tale da permette la realizzazione di una elegante marina attrezzata in linea con le aspettative di tutti i visitatori che arrivano al porto di Civitavecchia.
Qui si trova anche la piscina comunale e il famoso stabilimento balneare del Pirgo che era stato uno dei primi in Italia e che prendeva il nome da un antico porto Etrusco. Lo stabilimento era costituito da una piccola isola artificiale raggiungibile attraverso un pontile e da cabine a forma di chalet ed era stato distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. 
È stato ricostruito secondo lo spirito del passato ma con linee moderne ed oggi è un elemento di valorizzazione della Marina.
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Ecco un altro canyon, profondo e articolato, a Est dell’abitato di Militello. Anche qui le grotte e le cavità naturali hanno offerto l’occasione per il ricovero e l’insediamento di gruppi umani sin dalla Preistoria. La peculiarità geologica di questa cava è data, soprattutto, dalla presenza di estesi banchi di coralli fossili.
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Terme Acque Albule
Terme Acque Albule

Le terme Acque Albule di Tivoli erano note già ai tempi dell'imperatore Augusto e situate in corrispondenza di sorgenti di acqua sulfurea.

Sono particolarmente indicate per alcune terapie.

Il cardinale Ippolito d’Este si fece nominare governatore di Tivoli proprio per essere vicino a queste acque che usava per curare la sua gotta.

Il nome ‘Acque Albule’ viene dal loro colore.

Le terme sono ancora in funzione e aperte al pubblico.

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Nel territorio di Albano Laziale si trovano le famose Fattorie Vaticane nelle quali si produce tutto il cibo che ogni giorno arriva sulla tavola del Papa.

In base ai Patti Lateranensi del 1928, questo territorio appartiene alla Santa Sede e sono state volute da papa Pio IX.
Da qualche anno è aperto anche al pubblico che può acquistare alcuni dei prodotti.

Le coltivazioni e l’allevamento degli animali seguono metodi biologici senza utilizzo di concimi chimici mentre gli animali, come polli, mucche, struzzi, asini, conigli e galline, sono tenuti all’aria aperta.

Il terreno molto fertile permette la coltivazione di molti ortaggi, frutta e verdure come carote, patate, barbabietole, broccoli e pomodori.

Al suo interno vi lavorano 55 famiglie, che vivono all’interno della Fattoria, e che mandano avanti anche i centri di lavorazione dei prodotti.

Infatti si trasforma il latte appena munto in yoghurt, formaggi e latticini di alta qualità.

Le Fattorie Vaticane producono anche un buon olio extra vergine di oliva, ottenuto con 4 tipi di olive differenti, vino bianco, rosso e miele.

Si possono acquistare tutti questi prodotti nello spaccio aperto al pubblico in alcune ore della giornata.

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Albano Laziale. Mercato Contadino dei Castelli Romani

Il Mercato Contadino dei Castelli Romani è nato nel 2010 dall’alleanza tra un gruppo di produttori agricoli e consumatori dei Castelli Romani a difesa della biodiversità e dei prodotti genuini.

Una vera e propria comunità che si riunisce ogni fine settimana nei più importanti comuni dei Castelli Romani, per esporre e vendere i loro prodotti a Km 0 direttamente al consumatore.

Ariccia, Albano Laziale, Genzano di Roma, Grottaferrata, Rocca di Papa, Frascati

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